Incontri e riflessioni

Festa della mamma

Scritto da anonimo il 12 Maggio 2013.

In-comprensione

Cosa può dire una figlia,
splendente della sua gioventù,
ad una mamma che, crede,
non la capisce, non l’aiuta,
non la guida.
Cosa può chiedere una mamma,
ancor giovane e piacente
ad una figlia che, crede,
non le vuol bene
è solo ribelle, nervosa,
sgarbata, a volte bugiarda
sorridente col mondo,
ma non con la sua mamma
  
Ad entrambe si chiude il cuore,
s’atrofizza l’amore, restano:
un senso di sconfitta, d’errore,
d’aver sbagliato in qualcosa
(ma in cosa?),
rimane soltanto un sorriso e
non sai se stampato o dal cuore.

Alla mamma

In questo giorno mamma,
voluto da altri per una festa,
nessuna parola sgorga dal mio cuore,
mi sembrerebbe comandar l’amore:
sì, posso portarti un profumo, un fiore,
ma quotidiano è il bene che ti voglio,
è restar vicino a te, felice d’ascoltarti,
è parlare con te e sederti accanto,
è cercare in te consolazione e gioia,
è sentirti, mamma, parte della mia vita.
Per me ogni giorno è festa,
alzarmi e sapere che sei lì,
che m’accompagni  a scuola,
che attendi il mio ritorno,
che ascolti ogni sciocchezza,
che piano pian m’aiuti a diventare donna.
Volersi tanto bene: quest’è la nostra festa.

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