Scrivono i Prof

Una grammatica per la vita

Scritto da La cinciallegra il 17 Novembre 2010.

Una grammatica per la vita

Serve l’analisi logica? Serve. Serve perché insegna ad analizzare, ad andare al fondo delle cose, alla radice. Serve perché potenzia la logica. Serve. Anche se non si studia il latino e non si studia il tedesco. Serve. Anche se da grandi non si desidera diventare scrittori o insegnanti di lettere. Serve. A patto che si comprenda che c’entra con la vita.Un esempio. Entro nella mia terza, sabato scorso. Erano appena passati a presentare il loro programma i quattro rappresentanti di una delle due liste per il Consiglio di Istituto. Usciti loro, sono entrata io.

“Ma prof., scusi… Ci spiega a cosa serve veramente il Consiglio di Istituto? Che senso ha che si riuniscano insieme genitori, insegnanti, studenti, personale ATA, discutano e prendano decisioni condivise? Perché vale la pena perdere tempo ad ascoltare i rilievi e le proposte e i programmi delle due liste, e poi pensare a quale programma sentiamo ‘più corrispondente’ e poi votare quella lista e quelle persone?”.

E’ bello quando arrivano queste folate improvvise di vento, mentre stai firmando il registro e si scompigliano le carte (e cioè la lezione che ti eri preparata e che avevi in mente). Perché vuol dire che la realtà urge. Si impone. E devi decidere in un attimo se accettare la sfida o mettere il gomito davanti al volto e andare avanti col programma.

Sarà che la cinciallegra, costituzionalmente, non ha “gomiti”; fatto sta che, quando la realtà bussa alla porta della classe in cui si trova, le si arruffano tutte le piumette dalla felicità, perché vuol dire che in quella classe c’è curiosità. C’è vita. E alla vita si risponde con la vita.

Due giorni dopo, i ragazzi sarebbero stati chiamati a votare e non sapevano ancora bene perché. Cioè: non è che proprio non sapessero nulla. Intendo dire che non sapevano il senso più vero, quello più profondo, di ciò che si accingevano a fare.

“Vedete” – mi è venuto spontaneo dire – “al centro della scuola, il centro della scuola siete voi studenti. Noi insegnanti siamo qui per voi”. Ed ho immediatamente aggiunto: “‘Per voi’, complemento di causa e ‘per voi’, complemento di fine”.

Sì, perché se i ragazzi iscritti nel nostro Istituto non fossero 938 ma, poniamo, 525, diminuirebbe automaticamente anche il numero delle “cattedre” (in gergo scolastichese si dice così) e dunque il numero dei docenti. La “causa” del nostro essere qui, dunque, sono gli studenti. Questi studenti: con il loro nome e cognome. Con la loro sete di conoscenza e la loro scommessa sulla vita. Non ci fossero loro, non ci saremmo noi.

Ma anche il “fine”, l’obiettivo, il senso del nostro lavoro sta nel rapporto che pazientemente si instaura con loro, giorno dopo giorno. Il fine del nostro impegno, dei nostri sforzi, della nostra passione educativa sono le classi che ci vengono affidate. Nomi, volti, storie. E incontri. E un cammino da fare insieme.

Se lo studente è il centro ed è al centro della scuola (ecco comparire di nuovo l’analisi logica: ‘il centro’, soggetto; ‘al centro’, complemento di stato in luogo), è importante che venga aiutato da noi adulti a comprenderlo e che abbia l’opportunità di far sentire la propria voce e di imparare a svolgere un ruolo attivo, critico, maturo e responsabile là dove si trova. Con la consapevolezza chiara di quali sono i suoi diritti e di quali sono i suoi doveri. In classe, prima, come ad esercitarsi per la vita.

La discussione – il lettore lo immaginerà da sé – è poi continuata riflettendo sul ruolo importante, anzi indispensabile, anche dei genitori all’interno del Consiglio di Istituto (per questo rimando ad un altro articolo della cinciallegra, dal titolo: “Ci vorrebbe un villaggio”), ma siccome la riflessione iniziale, in questo articolo, era partita dall’analisi logica, è bene che si concluda tornando all’analisi logica.

Perché c’è modo e modo per insegnare anche grammatica e analisi logica. “Da pagina a pagina” o…partendo dalla vita, dalle cose che accadono, dalle piccole grandi sfide della realtà.
Tredici novembre 2010. Annotazioni sul registro della 3BL: analisi logica. Complemento di causa e complemento di fine. Ripasso veloce del complemento di stato in luogo. Bella riflessione sul “soggetto”…a scuola e in Consiglio di Istituto. Eccezione che conferma la regola: a scuola il soggetto “è” e compie azioni. Non subisce.

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