Scrivono i Prof

Le orchestrazioni sono esperienze artistiche coordinate

Scritto da prof. Sandro Pellarin il 16 Ottobre 2011.

orchestrazione_150Scuola e territorio
Da quasi vent’anni, in alcuni giorni di fine ottobre, si tiene a Portogruaro, presso la Galleria “Ai Molini” e nei suoi dintorni, Orchestrazione. Ideate dall’associazione Multimediart ed “ereditate” dal Porto dei Benandanti, le orchestrazioni sono esperienze artistiche coordinate, concentrate in brevi ambiti di tempo e spazio, con svariati e successivi eventi culturali, installazioni, esposizioni, performances teatrali e musicali, readings poetici e presentazioni di libri. Le orchestrazioni sono assaggi di potenzialità espressive, occasioni di incontri e contaminazioni artistiche.
Come ogni anno Orchestrazione si sviluppa attorno ad un tema che lega, come un filo sottile eventi che esplorano i più diversi ambiti espressivi. Per la diciannovesima edizione, che si svolge dal 15 al 22 ottobre, più di ottanta tra artisti visivi, scrittori, musicisti, attori e autori teatrali si confronteranno sul tema dell’attesa. Ma cos’ha a che fare l’arte con l’attesa?

Ben poco se la intendiamo nel senso di uno stato di passiva inattività, molto se invece l’assumiamo come un tendere a... , come una condizione di attivazione protesa verso ciò che può avvenire. L’attesa si può infatti intendere a partire da due diverse prospettive, una di chiusura nella difesa della proprie posizioni consolidate e l’altra invece protesa verso la creazione di un orizzonte da tenere aperto e nel quale ciò o colui che sta per venire possa trovare spazio. L’attesa implica quindi un lavoro cronologicamente orientato verso il futuro. L’attesa allora non va disgiunta da un concetto che apparentemente le si oppone, quello di sorpresa. Già Eraclito affermava che “chi non si aspetta l’inaspettato non scoprirà la verità”, questo perché anche il sorprendente deve trovare uno spazio in cui poter presentarsi a noi, e senza una tale disposizione passerebbe inosservato. Forse proprio in questo sta il ruolo dell’arte: nel tenere aperto l’orizzonte di attesa in cui anche l’inatteso possa darsi.

Oltre all’affollata esposizione in cui artisti alle prime armi si confrontano con altri che già hanno conosciuto percorsi significativi, l’edizione 19 di Orchestrazione prevede la presentazione del libro di Mirco Stefanon “Asino che legge”e di “Trentuno piccoli scatti e scritti”, un libro della casa editrice ferrarese Linea B/N in cui dialogano narrazione e fotografia, la presentazione del CD “Le parole al vento” dei Demodè, il Teatro del Bagatto di Fabrianoche presenta “La collina: non al denaro, non all’amore né al cielo”, uno spettacolo liberamente tratto e ispirato all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, la presentazione incrociata dei romanzidi Simone Marcuzzie della finalista del Premio Campiello Federica Manzone molto molto altro…

Il programma completo lo potete trovare a questo indirizzo http://orchestrazioni.splinder.com/