Scrivono i Prof

In vista dell'esame: tesine e vecchi merletti

Scritto da Prof. B il 29 Marzo 2011.

In vista dell'esame: tesine e vecchi merletti
Ovviamente c’è anche chi, in vista dell’esame, lavora sul serio. Per dire, dato che la normativa consente la presentazione di un approfondimento, tanto vale scegliere un tema che interessi e approfondirlo… Il fatto è che la serietà, pur non del tutto inutile a scuola e nella vita, poco si presta ai lazzi di sedicenti spiritosi con pomeriggio libero. Ai nostri eroi nessun consiglio, dunque. Piuttosto, il suggerimento che nasce dalle nostalgie di un passatista: in una scuola di auspicate conferenze satellitari, lavagne magiche e chiavette usb, la cosa che ancora commuove un certo tipo di docente-commissario è scoprire che il candidato s’è letto due libri.
Agli altri, invece, agli anti-eroi che della serietà hanno un’idea approssimativa (scopiazzata dal compagno di banco), l’omaggio di una fenomenologia minima e l’assicurazione che anche di loro, o forse soprattutto, ci ricorderemo. Con diseducativo, complice affetto.

Quelli che… a ottobre vorrebbero l’indirizzo della Sorbona per una prima bibliografia orientativa (di massima) e, a maggio, si accontentano di mettere insieme i due appunti del prof.

Quelli che… ogni commento è superfluo. “Volevo chiederle della tesina. Siccome porto il non-essere, posso collegarmi con diritto? No? Allora con scienze?”

Quelli che… hanno finalmente trovato l’argomento originale: “Pensavo… E se facessi la figura dell’esteta? L’idea sarebbe di partire da Oscar Wilde e di arrivare a D’Annunzio: Dorian Gray e Andrea Sperelli. Perché quella faccia, scusi?”

Quelli che… hanno scoperto Freud (solo loro), e che pure non si possono sfoltire con il diserbante.

Quelli che… si adoperano a rinsaldare i rapporti di reciproca stima fra colleghi del consiglio di classe: “Come, non va bene Marx?! Ma se quella di storia mi ha appena detto che il collegamento è semplicemente perfetto!!”

Quelli che… è tutto un rincorrere il prof in corridoio per informarlo di aver modificato il secondo aggettivo nella terza slide del PowerPoint (optando per un sinonimo indubbiamente più efficace). Poi, il 25 maggio, cambiano slide aggettivi e tutto, senza chieder niente a nessuno.

Quelli che… dopo un-anno-uno passato ad ammorbare l’aria col pessimismo cosmico (dando ad intendere di sapere, per fatto personale, una pagina più del libro), un bel dì, il tono svagato di chi “a volo sorprese”, se ne escono con: “Il pessimismo io? Ma no, ho cambiato! Io porto la storia della bomboniera. Così mi collego con Burano e i merletti…”

Ti potrebbero interessare