Progetti e attività

Un tuffo nel mondo dei bambini

Scritto da Arianna Morosin il 22 Aprile 2010.

Quest’anno la classe 5°AS dell’istituto “Marco Belli” di Portogruaro ha avuto la possibilità di svolgere un’attività di stage formativo presso la scuola dell’infanzia “J. Piaget” di San Stino di Livenza (VE). Lo stage ha avuto luogo all’interno del plesso scolastico la terza settimana di Marzo. Scopo di questa esperienza era losservare i comportamenti infantili, cercando un riscontro con quanto appreso durante l’anno scolastico. Il programma di Scienze Sociali del quinto anno, infatti, prevede lo studio della psicologia infantile attraverso l’analisi di alcuni importanti autori come Freud, Piaget o Erickson.

Arrivate all’interno della struttura, dopo aver ricevuto alcune comunicazioni riguardanti il comportamento da assumere con insegnanti e bambini, le studentesse sono state divise in coppie, per essere poi smistate in classi di tre livelli differenti a seconda dell’età dei bambini.
Per prima cosa, in classe le insegnanti si sono subito preoccupate di accogliere le alunne ed inserirle all’interno del gruppo, presentandole ai bambini, che subito si sono dimostrati entusiasti di vedere volti nuovi. Le attività sono state ripetitive nell’arco di tutta la settimana, scandendo di fatto i vari momenti della giornata.
Nella prima parte della mattinata, i bambini giocavano liberamente all’interno della classe, aspettando l’arrivo di tutti i compagni. Dopo aver riordinato l’aula, tutti si disponevano in cerchio su un tappeto e, con l’aiuto delle insegnanti, trascrivevano le presenze su un cartellone apposito. Questo momento era fondamentale, affinché i bambini prendessero coscienza della classe come gruppo e si rendessero conto di chi mancava e di chi invece era presente.
Terminato il momento dell’accoglienza nelle singole classi, le prime (composte da bambini di 3-4 anni) e le seconde (con bimbi di 4-5 anni) si riunivano nel salone centrale, dove venivano offerti dei biscotti ed eseguiti dei canti, aventi come tema centrale l’alimentazione e l’importanza di mangiare sano e con regolarità. Alle stagiste è stato spiegato che è questo l’argomento portante di tutto l’anno scolastico.
L’attività nella seconda parte della mattinata era mirata allo sviluppo della creatività. Ai bambini è stato chiesto di fare dei disegni riguardanti un particolare tema (per esempio il gioco preferito) e sono stati creati dei lavoretti da regalare per Pasqua alla famiglia.
Dopo il pranzo, i bambini erano liberi di giocare in salone o in cortile, a seconda del tempo.
Altre attività, come per esempio la lettura di una storia, l’utilizzo di costruzioni o di animali di gomma,
sono state svolte in momenti diversi e su richiesta dei bimbi. Le maestre, da parte loro, hanno sempre incoraggiato la partecipazione ai dibattiti, senza ostacolare le reali capacità dei loro alunni ed hanno verificato che gli interventi fossero consoni e non offensivi nei confronti di altri compagni. Ogni alunno che esprimeva un’ opinione veniva invitato a fornire spiegazioni e dettagli riguardo ciò che diceva. Non essendo mai stati ignorati, i bambini si sentivano apprezzati per le loro affermazioni ed erano invogliati ad essere più attivi all’interno del gruppo classe: gruppo molto coeso, grazie al lavoro svolto dalle maestre durante il primo anno di insegnamento. Mentre nei momenti dedicati al dibattito le discussioni erano molto controllate, per garantire sia una corretta formulazione, sia il pieno ascolto degli interventi, le attività pratiche invece avevano lo scopo di stimolare la creatività individuale; ogni alunno pertanto veniva invitato a lavorare in completa autonomia, senza l’intervento di una persona adulta.
Anche la gestione temporale delle attività è risultata molto efficace: la ripetitività di piccoli semplici gesti è servita ad introdurre i bambini a concetti fondamentali come quelli di tempo e di spazio; concetti che per la loro età risultano di difficile comprensione.
Anche imparare semplici parole di un’altra lingua, come l’Inglese, è un’attività molto importante, utile anche ad aiutare i bimbi a vivere in una realtà multiculturale.
A livello comportamentale i bambini hanno dimostrato di aver appreso le fondamentali regole di condotta e di convivenza, come ad esempio attendere il proprio turno per intervenire in una discussione, evitare di urlare, rispettare l’ambiente scolastico e ascoltare le istruzioni delle insegnanti. Nessun alunno ha dimostrato di volersi autoescludere, isolandosi dai compagni e giocando da solo. L’ interazione tra i bambini era intensa e il livello di indipendenza buono; raramente infatti è stato chiesto alle insegnanti un aiuto nel vestirsi o per andare in bagno.
Senza nulla togliere all’ottimo lavoro svolto dalle insegnanti, va però rilevato che le attività di gruppo erano un po’ carenti. Quasi tutte le attività erano infatti individuali e mirate a sviluppare le capacità dei singoli bambini. Questo aspetto dell’apprendimento è certamente molto importante, ma lo è anche l’insieme di regole morali che si apprendono con giochi eseguiti tutti insieme; grazie ad essi si impara a cooperare, a collaborare, ad assumere un proprio ruolo all’interno del gruppo, ad aiutarsi l’un l’altro, a cercare un obbiettivo per trovare insieme le soluzioni per raggiungerlo. In base a questa valutazione sono stati proposti giochi di gruppo come palla avvelenata, fazzoletto o palla guerra.

Ti potrebbero interessare