Progetti e attività

Bambini: che passione!

Scritto da Giorgia Artico, 5AS il 03 Maggio 2010.

La classe V As del nostro Istituto ha realizzato il progetto di stage alla scuola materna “J. Piaget”e alla scuola primaria “Don Michele” di Santo Stino di Livenza dal 22 al 26 marzo 2010.
La classe è stata suddivisa in due gruppi: 12 alunni sono andati alla scuola materna, mentre 10 alunni sono andati alla scuola elementare.
Tale progetto di stage è stato proposto alle classi quinte, in sintonia con il programma svolto in Scienze Sociali, che ripercorre gli stadi di vita dell’uomo, fa discutere sull’origine del termine infanzia e propone lo studio di autori come Piaget, Freud, Eriksson e, grazie alle loro teorie, aiuta a capire i comportamenti dei bambini.
Questo percorso è proprio degli alunni del nostro liceo perché, grazie ad attività in collaborazione con Enti, Associazioni e Istituzioni sia privati che pubblici, li avvicina al territorio e al mondo del lavoro e può essere occasione di riflessione sulla scelta futura.

Il progetto di stage alla scuola primaria “De Martina” ripercorre e fa apprendere a noi ragazzi i vari comportamenti e modi di relazione dei bambini e i metodi d’insegnamento di ciascuna maestra, così da poter suscitare le nostre riflessioni su come creare una sinergia con la classe e le loro insegnanti.
Durante tutta la settimana siamo stati seguiti dal nostro tutor, prof.ssa Camillo, e dal nostro insegnante di Scienze Sociali, prof. Dario Schioppetto, i quali il primo giorno di stage ci hanno accolto e spiegato com’è strutturata la scuola e quali sono i comportamenti più frequenti degli alunni. In seguito, la professoressa ci ha assegnato tutti ad una classe diversa, per poter dare giudizi secondo fasce d’età e suscitare una discussione sulle differenze riscontrate in ciascun gruppo.
La classe nella quale sono stata inserita è la quarta A, composta da 23 alunni (10 maschi e 13 femmine) nella quale ci sono diversi problemi: bambini che, piché non parlano italiano a casa, hanno difficoltà ad apprendere i concetti nella nostra lingua; alcuni che presentano difficoltà a leggere e scrivere e hanno l’aiuto di un’insegnante di  sostegno; altri, adottati, che non sanno gestire la loro vivacità e il loro passato, vissuto in situazioni difficili, ed un altro alunno, proveniente dal circo, con un percorso scolastico non costante e difficoltà ad esprimersi con i compagni.
Durante il mio percorso formativo nella classe quarta, ho potuto assistere a molte attività, anche manuali.
Nelle materie di lingua, come italiano, storia e geografia, i bambini lavorano in gruppi organizzati dalle maestre, che fanno stare insieme chi ha difficoltà, con chi lavora discretamente e in modo diligente. Durante la mia settimana di stage sono stati proposti racconti narrativi e descrittivi, ricerche sull’Antico Egitto, analisi sulle cartine fisiche dell’Italia e sull’atlante. Inoltre, gli alunni hanno preparato dei lavoretti per la S. Pasqua ed hanno scritto una poesia, cercando di rappresentarla visivamente, con l’aiuto di un dipinto di Botticelli.
Grazie alla visita di istruzione al museo d’arte Peggy Guggenheim di Venezia, in questa classe è in atto un “progetto di arte e immagine”, nel quale i bambini disegnano ciò che esprimono, anche in modo astratto, con colori scelti da loro e ciò dà modo a ciascun bambino di raccontare il proprio mondo interiore ai compagni. Tale esperienza rafforza in modo significativo le amicizie all’interno della classe e fa parlare anche le persone più timide e più fragili.
In matematica, invece, le lezioni vengono spiegate prima con esempi pratici e poi con una base teorica accompagnata da esercizi. Per esempio, per illustrare il decimetro e le equivalenze, la maestra ha consegnato ad ogni alunno una tavoletta di cioccolata divisa in dieci parti; i bambini così mangiavano la cioccolata ed imparavano empiricamente le unità di misura. Un altro metodo pratico viene usato per imparare la classificazione dei triangoli tramite l’uso di cannucce di colore diverso, le quali vengono accostate per determinare la misura dei lati: due cannucce di colore uguale rappresentano due lati uguali, cioè un triangolo isoscele; tutte e tre le cannucce di colore differente riproducono il triangolo scaleno, mentre le tre cannucce uguali indicano la presenza di un triangolo equilatero.
Strettamente pratiche sono le lezioni di educazioni fisica, nelle quali i bambini, affiancati dall’insegnante e da un rappresentante di varie associazione sportive del territorio, imparano le basi di alcuni sport come il basket, il tennis, la pallavolo, il calcio.
Durante alcune ore di lezione, un gruppo di quattro bambini lavora con un’insegnante di sostegno, con la quale approfondiscono la lingua italiana e svolgono esercizi più semplici rispetto alla classe.
Nel corso dello stage formativo, ho potuto aiutare le maestre a spiegare, organizzare i gruppi di lavoro e seguire le attività con i bambini che hanno problemi; inoltre, ho collaborato con una studentessa laureanda in Scienze della Formazione dell’Università di Portogruaro, con la quale ho affrontato in classe una conversazione riguardante il cielo e le stelle, grazie all’interpretazione di alcuni quadri. Alla fine di ciò, abbiamo spinto i bambini a creare un testo narrativo collettivo, nel quale ciascuno di loro esprimeva le proprie emozioni e poteva dare spazio alla propria fantasia.
Questa esperienza di stage ha suscitato in me molto interesse, perché è stata utile per una riflessione sulla scelta del mio futuro, mi ha fatto maturare e ho potuto conoscere, analizzare e comprendere le maggiori problematiche attinenti l’insegnamento primario.
Secondo me le insegnanti adottano pratiche educative interessanti, perché sollecitano i bambini a fare commenti, interventi, ragionamenti; evidenziano le contraddizioni durante le discussioni e illustrano diversi punti di vista; fanno lezioni pratiche e teoriche in cui i bambini possono comprendere in modo semplice ed ordinato la lezione; riprendono i concetti principali della lezione precedente. Ciò consente ai bambini un maggior apprendimento e una visione della scuola, orientata anche al divertimento, grazie ai momenti ricreativi come i lavoretti pasquali, le ricerche, la creazione di storie.
La presenza di alcuni alunni con difficoltà spesso rallenta lo svolgimento della lezione; sarebbe opportuno far seguire questi bambini più frequentemente dall’insegnante di sostegno già dal primo anno scolastico e accompagnarli con l’uso di computer, per consentire loro la correzione di eventuali errori grammaticali.
Gli alunni sono disposti in gruppi di quattro persone per lavorare durante l’ora di lingua italiana, ma non tutti riescono a prestare attenzione alle insegnanti o agli interventi dei compagni; una disposizione a coppie consentirebbe maggior attenzione e farebbe in modo che uno aiutasse l’altro.
Tra la classe e l’insegnante ho rilevato una sinergia positiva, che mi ha consentito di lavorare in modo sereno e di instaurare un rapporto socio-affettivo davvero “speciale”  con tutti i bambini.

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