Progetti e attività

Angela scopre le stelle

Scritto da Vanessa Bottosso il 07 Marzo 2011.

Van Gogh, Notte stellata sul Rodano
Qual è il particolare di questa esperienza che mi rimarrà impresso nel cuore e nella mente?
Sicuramente l’episodio successo una sera, mentre tornavamo a casa dalla stazione delle corriere. Angela mi ha chiesto cos'erano quelle lucine così piccole che si vedono in cielo. Erano le stelle! Quella è stata la sua prima volta, la prima volta che ha visto le stelle. E' pazzesco! Appena mi trovo fuori, la prima cosa che
faccio è guardare le stelle: mi mettono un senso di pace… E lei non le aveva mai viste! Per tutto il tempo che siamo stati in macchina, Angela era lì con il naso
all'insù, appiccicata al finestrino a vedere quelle strane lucine in cielo. Poi ho capito. A New York, a causa dei grattacieli e delle luci artificiali, non si riescono a vedere le stelle...

From Brooklyn to Portogruaro

Scritto da Irene Solighetto il 07 Marzo 2011.

“Sono partiti dall’aeroporto adesso! Stanno per arrivare!”.
Venerdì pomeriggio del 18 febbraio era tutto un via vai di messaggi. Il ritrovo era davanti alla stazione delle corriere di San Donà. Molta gente era già arrivata, altri mancavano all’appello. Eravamo tutti super agitati, io in primis.
Nella testa, tanta nebbia; solo qualche domanda qua e là ogni tanto, destinata a restare senza risposta. Le mie conoscenze d’inglese? Di solito l’impressione era che fossero buone, ma in quel momento mi ero scordata perfino come si diceva “il mio nome è...”

Una settimana con Sharon

Scritto da Giada Berti, 4CS il 05 Marzo 2011.

Ore 16:30. Una corriera bianca attraversa il piazzale e io mi dimentico tutte le parole che conosco in inglese, tutte le frasi di benvenuto che mi ero preparata nei giorni precedenti. Il mio cuore inizia a battere all’impazzata: sono arrivati gli Americani! Sembrava lontano questo giorno e invece eccomi qui ad aspettare finalmente Sharon a braccia aperte, pronta a conoscerla e a trascorrere insieme a lei nove giorni, 24 ore su 24. Vedo scendere le scale un personaggio di un fumetto con il viso tondissimo, gli occhi a mandorla e un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia. Mi corre incontro, inondandomi di allegria. E’ bastato questo perché tutte le paure che in questi giorni mi avevano angosciata sparissero come per magia, tanto che abbiamo iniziato a parlare come due vecchie amiche che non si vedono da tanti anni.

Si stava meglio quando si stava peggio?

Scritto da M. E. il 03 Marzo 2011.

UNIVERSITA'. UNIVERSITA'. UNIVERSITA'. Questa parola mi sta devastando, mi sta straziando, mi sta prendendo così tante energie che mi sento completamente svuotata. So che sembra un'esagerazione, ma ogni volta che la sento, che viene pronunciata, mi viene un buco allo stomaco. E pensare che, solo un anno fa, identificavamo l’approdo all’ “Università” come la sospirata libertà da quei giorni grigi e bui, contornati dalle voci stridule di prof. antipatici, che sembrava facessero di tutto per non ammetterti all’esame di Stato. Già, perché quei "maledetti" professori proprio non ce la facevano a non correggerti il minimo errore, a spiegare e rispiegare gli stessi, noiosissimi argomenti fino alla nausea.

IN ARGENTINA CON AFS - INTERCULTURA

Scritto da Vittoria Tolotto il 18 Gennaio 2011.

L’esperienza che sto facendo in Argentina con Intercultura ha dei risvolti interessanti sotto tutti i punti di vista. Quello che ha inciso di più, oltre al fatto di sentirsi “parte” di una famiglia, è la vita a scuola: l’Istituto superiore “Dante Alighieri” di Venado Tuerto. Nella mia permanenza in questa città, che conta circa centomila abitanti, ho potuto conoscere anche altre scuole, grazie alle diverse persone che ho incontrato in questi mesi. L’impressione che, in generale, ho avuto della vita scolastica qui è quella di una scuola “vivace”, dove gli studenti partecipano anche ad attività socializzanti, oltre che di studio.  La scuola argentina, infatti, molte volte all'anno, dedica giornate intere per festeggiare qualcosa. Gli Istituti, in queste occasioni, rimangono aperti, anche se non vi si svolgono lezioni.  Io ho avuto la fortuna di partecipare alla "FESTA DELLA PRIMAVERA", ma ve ne sono anche altre, come “la festa bel bambino”, “la festa dei professori” , “la festa dei ragazzi”. A questi eventi e alla loro organizzazione partecipano tutti: insegnanti e studenti, ed è una bella occasione per creare un clima di amicizia e simpatia.

La mia vita a Venado Tuerto (Argentina)

Scritto da Vittoria Tolotto, 4AS il 08 Dicembre 2010.

La mia scuola ospitante, "Dante Alighieri",  ha delle basi Italiane; lo si deduce anche dal nome: quello di uno dei nostri più grandi poeti.
E' stata fondata nel 1983, dall’Associazione italiana, solo come scuola materna; nel tempo è cresciuta fino a diventare una scuola secondaria e oggi accoglie alunni dai 3 ai 18/19 anni. La sua prima sede si trova in via Mitre; altre sedi staccate sono a Santa Fè e un’altra a Rosario.
Il nome “Dante Alighieri” è stato scelto per due motivi: per rendere onore al padre della letteratura italiana e per evidenziare il fatto che questa scuola fa parte del gruppo di istituti che insegnano l'italiano nel mondo. Rimane infatti una prerogativa importante per questa comunità mantenere vivo il rapporto con l’Italia e la sua cultura, dato che molti furono gli immigrati italiani che nel secolo scorso andarono a cercar fortuna nelle Americhe.

Progetto C.I.C.

Scritto da Nicola Furlanis e Monica Manzini il 22 Novembre 2010.

Progetto C.I.C.
Nell’anno scolastico 2008/2009 l’Istituto “M. Belli” ha ridefinito il progetto C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) includendo studenti come promotori di tale iniziativa. Attraverso test sono stati selezionati gli allievi delle classi terze più predisposti alla comunicazione, che annualmente hanno il compito di introdurre l’attività ai ragazzi del biennio.
Questo servizio offre agli studenti della scuola l’opportunità di passare un po’ del proprio tempo con persone qualificate, al fine di parlare di “problemi” che possono essere sia legati alla vita scolastica che a quella quotidiana.

Progetto "Sfumiamo i dubbi" - PEER EDUCATION

Scritto da Sara Pozzatello, Giulia Sbaiz, Arianna Drigo, Luca Neri il 22 Novembre 2010.

Il progetto “Sfumiamo i dubbi” consiste nella sensibilizzazione rispetto ai danni che il fumo reca ai giovani.
Il metodo usato è quello dell’ “educazione tra pari”, ovvero sono i ragazzi più grandi della stessa scuola ad informare i ragazzi delle classi prime.
I ragazzi chiamati “peer” sono stati scelti dalla classe attraverso un questionario. Il requisito principale per far parte del progetto era quello di non essere fumatori.
Durante il corso tenuto da una educatrice e da vuna psicologa del SERT di San Donà di Piave, i ragazzi sono stati informati sui danni provocati dal fumo e sui rischi che comporta la dipendenza dal tabacco; inoltre hanno appreso le dinamiche di gruppo, per poter coinvolgere le classi nell’attività informativa attraverso giochi e scenette.
Finito il corso di formazione, è cominciata la sperimentazione nelle classi prime. I ragazzi del “peer”, forniti di “slides” e materiale cartaceo, dopo aver avvicinato la classe con attività ludiche sono passati all’informazione sui rischi del fumo, rispondendo a tutte le domande che venivano via via formulate.
Agli alunni delle classi prime è stato infine chiesto di scrivere un aggettivo che riassumesse l’incontro. I risultati sono stati sorprendenti, in quanto i ragazzi si sono rivelati molto interessati all’attività svolta, fornendo apprezzamenti.

Tutti insieme a Piancavallo

Scritto da Anna De Vito, 1BL il 17 Ottobre 2010.

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Piancavallo, frazione di Aviano, in provincia di Pordenone, è una località montana dal paesaggio tipicamente dolomitico, situata a 1300 metri di altitudine. Dalle vette più alte, lo sguardo arriva fino al Mar Adriatico. L’uscita a Piancavallo delle classi prime dell’Istituto “Marco Belli” del 27 e 28 settembre 2010 si è svolta all’inizio dell’anno scolastico, periodo in cui si attua il progetto dell’accoglienza.
Gli obbiettivi prefissati erano approfondire la conoscenza reciproca tra compagni di scuola, stare a contatto con la natura, ma anche divertirsi. Abituati a vivere nei centri urbani, infatti avvertiamo tutti la necessità di godere, ogni tanto, della libertà e degli spazi che la natura può ancora offrirci

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