Incontri e riflessioni

Un'esperienza che mi ha fatto tremare l'anima

Scritto da Antonella Mennitto il 02 Settembre 2011.

Un'esperienza che mi ha fatto tremare l'anima
È fantastico ciò che, semplicemente con uno sguardo e con un sorriso, riescono a trasmettere… C’è qualcosa di speciale: è come se ci fosse un filo invisibile che lega due anime, che le mette a stretto contatto fino ad entrare in empatia. Non servono discorsi, non servono gesti eroici; è un semplice e continuo emozionarsi a vicenda, con piccoli gesti quotidiani!
Parlo della magnifica esperienza che ho vissuto quest’estate e che letteralmente mi ha cambiata: mi ha fatto scoprire ed apprezzare mille lati della vita che ancora non avevo colto e ai quali, ancora, non avevo mai dato importanza.
Sono partita il primo agosto, direzione Auronzo, con l’associazione ARCA ’93: un’associazione di volontariato che organizza momenti di socializzazione e coinvolgimento di persone disabili. La nostra destinazione era la villa gregoriana di Auronzo, dove abbiamo trascorso dieci giorni meravigliosi.
Le giornate erano tranquille: ci riposavamo e trascorrevamo il nostro tempo sereno, spensierato, tra giochi, balli, scherzi.
Ho imparato tanto in questo campeggio: sia i piccoli gesti di servizio nei confronti dei ragazzi, sia quanto sono importanti le cose che mi hanno fatto “tremare l’anima”, che mi hanno fatto diventare le guance rosse per l’emozione, che mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi o mi hanno fatto perdere la voce… Sono emozioni troppo grandi, difficili da descrivere a parole, in un breve articolo! Sono emozioni belle da vivere, queste: non da raccontare!
Da quest’ esperienza ho imparato una cosa: è importante trovare (o ri-trovare) se stessi all’interno di questo caos che è il mondo; è importante riuscire a trovare il proprio ordine interiore. È così che piano piano riesco ad aprire il mio cuore per ricevere ed accogliere gli altri: questi ragazzi, come anche gli altri volontari che mi hanno aiutata in questo percorso, che mi hanno sostenuta anche nei momenti di sconforto (perché anche quelli ho vissuto in questo campeggio!). A volte avevo la sensazione di non essere “abbastanza” per loro, o di non riuscire a fare tutto quel che forse avrei dovuto… Poi invece mi accorgevo che quando semplicemente li imbocchi o spingi la carrozzina, o fai due risate, per loro hai fatto tutto ciò di cui hanno bisogno. Te lo fanno capire in un modo che sanno solo loro. Oppure li aiuti a lavarsi e continuano a dirti grazie e poi ti sorridono, poi ti abbracciano, e tu capisci che la vita è importante: ogni vita è importante.
Li guardi e ti senti utile, ti senti importante per qualcuno, ti senti amato…
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