Incontri e riflessioni

Un esempio di inciviltà

Scritto da Lodovico Paolini il 22 Luglio 2010.

Società civile? A me pare che in questo Istituto le lacune comportamentali causate dall’assenza di una sana e corretta educazione civica siano ben più gravi di come si pensi. Chi ha voglia faccia un giro, un giorno qualsiasi ad un’ora qualsiasi, tra i corridoi dell’Istituto e dia un’occhiata ai contenitori della raccolta differenziata. Troverà delle sorprese, o forse no...
Dentro ad ogni contenitore c’è di tutto e di più.
I primi responsabili sono gli studenti, molti di VOI, piccoli o “grandi” che siate; ragazzi a cui manca il benché minimo senso civico. Vi si danno, motivate, delle indicazioni e da studenti “modello”, quasi voleste emulare una bella fetta di Italiani adulti, appena fatta la legge avete già l’escamotage per fare ciò che volete, in barba alle ordinanze. A voi si accompagnano tutti coloro che dovrebbero (lavorando in questa scuola) contribuire, assieme agli insegnanti, alla NOSTRA E VOSTRA EDUCAZIONE. Con un minimo di umiltà, provate a ragionare allargando i vostri orizzonti un pelo più in là del vostro ego. Tornate sui vostri passi e provate a chiedervi come sia possibile che nel 2010, con l’inquinamento che minaccia la sopravvivenza del pianeta, VOI, ancora, ve ne “SBATTIATE” (per usare un linguaggio comprensibile a tutti), del rispetto per la TERRA.
La raccolta differenziata sembra un obiettivo irraggiungibile al “Marco Belli” ( e chissà come va negli altri Istituti superiori della nostra cittadina, della provincia, della regione e…d’Italia?!), un traguardo troppo arduo da raggiungere adesso.
È  trascorso un anno da quando a scuola sono arrivati i contenitori per la raccolta differenziata. È trascorso un anno da quando sono stati affissi i cartelli con le indicazioni, ma dal primo giorno ad ora (e la scuola sta finendo)…non è cambiato nulla.
Se la realtà è questa mi sento di dire che meritate un trattamento da porci, non da uomini, perché se il vostro trend continuerà di questo passo, vi ritroverete come i suini a sguazzare nei vostri stessi rifiuti.
Mio malgrado ci sarò anch’io.
MA NON LO ACCETTO! Mi fate schifo. Punto.
Non uso mezzi termini, poiché vi meritate un trattamento del genere e forse sarebbe il caso che qualcuno vi obbligasse a mettere le VOSTRE mani nei cestini, per smistare quei rifiuti, che gettate dove vi pare come vi pare.
Visto che l’educazione ambientale non sembra il vostro forte, spero che queste parole, assieme agli insegnamenti di qualche docente con un po’ di sale in zucca, servano perlomeno a farvi riflettere sui mediocri cittadini che siete. La scuola, accanto all’insegnamento delle discipline, dovrebbe aprirci alla vita ed aiutarci a diventare adulti e cittadini responsabili e rispettosi delle persone e dell’ambiente.
Studenti, personale ATA, docenti; chiunque sia causa di questi episodi di inciviltà e di disprezzo di chi spende la vita per insegnare la salvaguardia del nostro pianeta, faccia un esame di coscienza, se potrà servire a qualcosa.

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