Incontri e riflessioni

Un dono da vivere

Scritto da Elisa Tasca, 4BL il 07 Febbraio 2012.

C’era una volta chi insegnava a vivere, chi insegnava ad accontentarsi e ad essere grati di ciò che quotidianamente si riceve. La povertà, le delusioni, le preoccupazioni, il dolore e le difficoltà non impedivano a nessuno di considerarsi fortunato, unico e prescelto in un mondo dove ogni giornata è sacra, dove “domani” non è solo un altro giorno della propria vita, ma è un giorno speciale: un dono che ci viene dato senza che in cambio ci venga chiesto nulla. C’era chi “quel giorno” lo viveva fino in fondo, pienamente, rendendosi conto che poteva essere l’ultimo concessogli. E c’era anche chi aveva la consapevolezza d’essere parte di un immenso e favoloso disegno nel quale lui stesso era un dono prezioso per il mondo intero.
Ora c’è chi quel dono non si rende conto d’averlo; c’è chi lo scarta senza guardare ciò che c’è dentro, senza accorgersi del biglietto attaccato diligentemente al sacchetto, senza leggere ciò che in quel biglietto è stato scritto; c’è chi canta a memoria parole senza conoscerne il senso; c’è chi guarda il cielo solamente per vedere se la giornata sarà piovosa o serena; c’è chi crede di conoscere del tutto se stesso e coloro che gli stanno accanto; c’è chi crede d’aver dato e fatto tutto il possibile; c’è chi dice “o mio Dio” senza provare o pensare nulla di straordinario, accecato da una vita frenetica, ricca di impegni ma povera di sostanza.
Iniziamo quindi con l’aprire il nostro cuore e i nostri occhi, sorprendendoci di cosa ci dona la vita, rendendoci conto d’essere fortunati ad avere degli occhi da aprire, con i quali osservare le persone, guardare tutto ciò che ci circonda, anche ciò che non vorremmo vedere, aiutandoci a crescere e a capire che questa è la vita. Iniziamo con l’alzare gli occhi al cielo ammirandone la vastità, pensandolo come un mondo inesplorato, stupendoci delle sfaccettature e dei colori, notando quanto può essere diverso da un momento all’altro, e la sua continua trasformazione. Ascoltiamo le persone e le loro storie, non soffermandoci sugli errori ma sottolineando i pregi, dando loro un motivo in più per il quale fidarsi. Apriamo il cuore e rendiamo unico e indimenticabile ogni momento, anche solo con un sorriso, con una lacrima, con una carezza, con la nostra presenza, senza farci sfuggire niente, senza permettere che ci colga l’indifferenza, perché ogni singolo momento è unico e irripetibile.
Cantiamo le canzoni consapevoli di ciò che vogliono esprimere; non arrendiamoci davanti alla prima difficoltà, ma impegniamoci a dare sempre qualcosa in più; diciamo “o mio Dio” solo quando riconosciamo realmente le meraviglie che ci circondano; accorgiamoci del biglietto attaccato al sacchetto colorato, apriamolo con cura e leggiamolo. Troveremo scritto: “Un dono da vivere”.
Se sfrutteremo così il nostro dono, solo allora questo – proprio questo – sarà il giorno più bello della nostra vita.

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