Incontri e riflessioni

Stagno

Scritto da Ambra Cretì il 30 Gennaio 2011.

Buongiorno a tutti,
il mio nome è Ambra Cretì e, per chi non lo sapesse, sono una delle quattro rappresentanti di Istituto, elette dagli studenti per l'anno scolastico 2010-2011.
Questa è la prima volta che scrivo un articolo per il giornalino scolastico, forse perché per la prima volta sento che davvero questo è l'unico strumento per dire e far capire determinate questioni, non tanto dal mio punto di vista di rappresentante, ma come semplice allieva.
Oggi è il 27 gennaio e magari qualcuno di voi che sta leggendo non sa che i rappresentanti d'Istituto hanno indetto un'assemblea, invitando non solo i rappresentanti di classe ma anche TUTTI gli altri studenti.
Ora vi pongo una domanda: avete idea di quanti studenti sono stati registrati quest'anno al Marco Belli? Novecentoquaranta ragazzi. Siamo quasi alla soglia del migliaio.
>
Vi pongo un'altra domanda: sapete quanti studenti si sono presentati alle ore 13 e 10 di oggi nella palestra del nostro Istituto? Cinquantanove studenti.
Siamo all'incirca al 5% della partecipazione.
Pur essendo dell’idea che i numeri (questi  numeri!) non lascino spazio a molte altre parole, ho intenzione di spenderne comunque qualcuna.
Perché il novantacinque per cento degli studenti del “Belli” oggi alle 13.10 non era all’ assemblea, ma da un’altra parte? Io purtroppo so dare solo parzialmente una risposta: non si è arrivati, infatti, a questo risultato desolante solo per colpa degli studenti! Vorrei pertanto chiarire che non è stato svolto un lavoro abbastanza “efficace” da più parti. Cominciamo.
La circolare che informava della convocazione di quest' assemblea e che doveva essere inviata ad ogni classe è stata stampata una settimana prima dell’assemblea,  ma è arrivata agli allievi il 25 gennaio, e cioè solo due giorni prima dell’incontro in palestra.
In Villa Martinelli (sede della nostra succursale) è successa inoltre una cosa a dir poco esilarante (se non ci fosse da preoccuparsi…); la circolare infatti è stata consegnata SOLO nelle classi delle rappresentanti d'Istituto, ovvero la IV BL e la III CS. Mah, chissà! Forse qualcuno ha pensato che bisognasse avvisare gli stessi rappresentanti che hanno indetto l’assemblea, che il 27 ci sarebbe stata l’assemblea, in caso ce ne fossimo dimenticate, insomma…
Questo è successo anche se sulla circolare era stato chiaramente indicato che i destinatari erano gli STUDENTI, tutti gli studenti! Non c’era scritto: “circolare per i RAPPRESENTANTI degli studenti”!
Avendo scoperto solo il giorno dopo che la circolare era arrivata solo a due classi su sei, ho passato  un'ora a spiegare alle quattro classi rimanenti che per il giorno successivo era stata convocata un'assemblea piuttosto significativa. Capirete bene, però, che organizzarsi da un giorno all’altro, per pensare eventualmente di fermarsi a Portogruaro e partecipare ad un incontro alle 13.10 non è poi cosa facile, specie se si abita lontano…
A dirla tutta, i disguidi (chiamiamoli così) non si sono limitati ad una scarsa efficienza del personale ATA, ma ad una altrettanto scarsa diligenza da parte di molti professori, che non si sono curati né di leggere la circolare al momento dell'arrivo, né di ricordare agli studenti di prenderne visione alla fine dell'ora. Forse leggere le circolari, nel nostro Istituto, è diventato facoltativo?
Vi sembra che in una scuola con due sedi e quasi mille studenti a cui è necessario che arrivi velocemente una comunicazione, sia un meccanismo funzionante, questo? Vi sembra corretto questo atteggiamento?
Anche a nome degli altri rappresentanti di Istituto e, direi, a nome degli studenti dei nostri Licei, vorrei, anzi pretendo una risposta.
Finché la realtà è questa: finché domina questo menefreghismo, questa imperturbabilità (e aggiungerei anche questa “scorrettezza”), la nostra situazione non cambierà mai e soprattutto NOI non cambieremo mai!
Vorrei chiarire anche che quest’assemblea prevista per le 13.10 è stata organizzata, in primis, per andare incontro agli studenti (anche di quinta) e non far saltar loro nemmeno un’ora di lezione, ma soprattutto per fare in modo che partecipassero solo le persone interessate; organizzare un incontro in orario extra-scolastico è stato fatto anche per i professori e per l’Istituto, in modo da non obbligare nessuno a perdere delle ore.
Per quanto ci riguarda, potevamo tranquillamente convocarla durante l’orario scolastico, in quanto è un nostro diritto. Sicuramente il numero delle presenze si sarebbe come minimo triplicato: quanti studenti sarebbero venuti, pur di saltare qualche ora di scuola!
Spero però sia chiaro che questo non è il nostro obbiettivo.
Quest' assemblea poteva essere una grandissima occasione per dimostrare, innanzitutto a noi stessi, che non siamo come ci considera l'Italia: non siamo quel branco di caproni senza cervello, senza volontà o chissà con quali altre deficienze. Avevamo la possibilità di esprimerci liberamente, ininterrottamente, con i nostri coetanei, con i nostri COMPAGNI e non senza un obbiettivo, ma, piuttosto, con lo scopo, per esempio, di essere più attivi e più interessati.
Invece no. Non ci siamo dati nemmeno questa possibilità.
Anziché creare un uragano di forza, di idee e di iniziative, siamo rimasti in un'acqua stagnante, putrida, smossa saltuariamente e perché costretta; senza un proprio corso, ma, al contrario, rinchiusa tra pareti di cartongesso.
Ora non me la sento di difendere le persone che hanno preferito tornare a casa e guardare “Uomini e donne”, “chattare” su “facebook” o a fare chissà che altro; ora starò solo dalla parte di quei 59 ragazzi che oggi c'erano e dalla parte di quelle altre decine di studenti che hanno manifestato dispiacere nel non poter essere presenti per motivi ben più validi, come ad esempio i problemi legati al trasporto, e che si sono però fatte promettere che i contenuti di quest' assemblea venissero pubblicati.
Personalmente, non credo proprio che tutti gli 885 studenti che oggi non abbiamo visto avessero delle motivazioni abbastanza serie per non partecipare ad una riunione che non veniva organizzata da più di cinque anni e che poteva e doveva riguardare la loro vita di studenti al “Marco Belli”.
Mi dispiace, ma conoscendo la realtà in cui mi trovo, l'ingenuità di quand’ero una bambina l'ho persa da tempo.
Noi rappresentanti continueremo a fare ciò che abbiamo promesso di fare con l'aiuto delle persone che a questa scuola e ai propri valori ci tengono non solo a parole ma anche con i fatti .
Auguro a tutti una buona giornata

Ti potrebbero interessare