Incontri e riflessioni

"Scusi, potrei quello verde?"

Scritto da Annalisa Dall’Acqua, 2BS il 01 Maggio 2011.

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“Scusi, potrei quello verde?”. L’aveva visto e subito aveva pensato a lei.
24 marzo. Era da due anni che lui, Cesare, e lei, Cassandra, erano fidanzati, ma ultimamente la situazione era un po’ tesa. Lui la conosceva bene: sapeva che le dava fastidio indossare la maschera da giovane donna e non lasciare libera la sua parte fanciullesca, che sa stupirsi, che vede in un sorriso sincero tutta la bontà che una persona può donare, che trova più originali gli oggetti e i gesti quotidiani che un grande regalo. Ma Cassandra non aveva capito che lui la conosceva così a fondo; spesso non si sentiva capita o accettata per come era, e proprio questi erano i motivi che negli ultimi mesi creavano una situazione non troppo piacevole. In più Benedetta, vecchia fiamma di Cesare, lavorando con lui era nuovamente rientrata nella sua vita.
Cassandra non poteva nascondere la sua gelosia verso chi già aveva conquistato il cuore di Cesare e temeva l’avrebbe fatto nuovamente; verso una persona gentile, solare, che, diversamente da lei, non era impacciata e sapeva usare le parole giuste al momento giusto, sapeva farsi capire ed intendere. Tra l’altro, le cene di lavoro, ultimamente molto frequenti, la facevano sospettare ancora di più.
Lei di Cesare si fidava, questo bisogna dirlo, ma non si sa mai cosa possa succedere, come nella vita una persona possa cambiare improvvisamente.
I due si erano conosciuti tramite alcuni amici comuni che li avevano presentati. Lui le era sembrato simpatico, semplice. Aveva una voce profonda ma allegra. Era stato un colpo di fulmine per entrambi. La cosa che le piaceva di più, quella per cui si era innamorata, era  stato il suo sorriso: un sorriso che sapeva allietare, che dava leggerezza, ma che, nello stesso tempo, era travolgente come un torrente in piena. Un sorriso di quelli che riempiono, contagiano e non si scordano più.
Cassandra quel pomeriggio era a casa per preparare la cenetta che quella sera avrebbero mangiato in intimità nel monolocale che era riuscita a prendere in affitto qualche anno prima, grazie ad un impiego strabile come impiegata.
Il suo regalo quella sera sarebbe stato proprio la cena: una cosa semplice, di quelle che piacevano a lei.
Qualche strada più in là, Cesare è entrato in un negozio di gioielleria, è in cerca di un anello che  donerà a Cassandra durante la cena, chiedendole di sposarlo. Ne ha visto uno carino in vetrina, con un piccolo diamante, tutto in oro bianco. Costa un po’, ma per lei sarebbe disposto a questo ed altro; però è convinto che se le regalasse solamente una cosa così importante, acquistata in gioielleria, non capirebbe davvero quanto la ama e quanto profondamente la conosce.
Esce e vede alla fine della strada un uomo che gonfia dei palloncini. Ecco: ora ne ha appena annodato uno verde a forma di cuore con dei particolari ghirigori e l’ha fissato assieme agli altri. Verde. E’ il colore preferito di Cassandra. Decide di prenderlo.
Si dirige verso la casa della sua fidanzata con il palloncino nella mano destra e il pacchetto con l’anello nell’altra. Ora è felice perché sa che questo la renderà contenta.
Ma inciampa. Il pacchettino con l’anello sta per cadere. Molla il palloncino per prendere il pacchetto, il palloncino si innalza nel cielo, fluttua come se avesse trovato la vera pace. Cesare fissa l’oggetto colorato che ormai è a metri da terra e con gli occhi dei bambini che perdono il palloncino alle fiere non sa che dire, rimane lì come pietrificato. Nessuna domanda, nessuna reazione, solo tanta tristezza per un pensiero importante di cui non ha avuto cura.
Si volta. L’uomo con i palloncini non c’è più. Sono ormai le sette e venticinque il suo appuntamento è per le sette e mezza. Non può fare più nulla, se non portare a casa di Cassandra la sua frustrazione, il suo imbarazzo. Ma decide di non far pesare troppo questo fatto.
Cassandra sta aspettando l’arrivo di Cesare. Mancano cinque minuti. Si avvicina alla finestra, scosta la tenda e vede un palloncino verde, a forma di cuore, innalzarsi leggero nel cielo. Pensa a Cesare, a quanto le piacerebbe che gliene regalasse uno. Il campanello squilla, lei sobbalza ma poi va ad aprire.
Cesare è lì, fuori dalla porta, sorride. Riconosce quello sguardo. Sorride anche lei e lo fa entrare.

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