Incontri e riflessioni

Pensando a Brindisi, sabato 19 maggio 2012

Scritto da anonimo il 23 Maggio 2012.

Pensando a Brindisi, sabato 19 maggio 2012
Quanto successo a Brindisi mi tocca particolarmente il cuore poiché sono di origine salentina e quindi quella, dopotutto, è  anche la mia terra. Alle 7 e 50 di sabato 19 maggio il tempo si è fermato , come a Bologna il 2 agosto del 1980 con l’orologio della stazione bloccato sulle 10:25, oppure come  il 27 giugno del 1980, quando quell’aereo dell’ ITAVIA, probabilmente  esploso in volo sopra il mare di Ustica, si è fermato alle 20:59,  o come a piazza della loggia e a  piazza Fontana... La lista è lunghissima. Ma questa volta non è stata colpita una stazione una banca o un aereo,  questa volta è stata colpita una scuola: una scuola dove delle giovani vite stavano entrando, convinte di essere al sicuro. Invece no, perché è successo quello che non sarebbe mai dovuto succedere; è successo quello che nessuno si sarebbe mai immaginato potesse accadere. E allora BUM!  esplode una bomba, poi il silenzio spezzato dalle sirene e dalle urla strazianti delle ragazze ferite, dalle urla di disperazione delle compagne di classe di quella povera ragazza che  certamente "non lo sapeva che c’era la morte quando si è giovani è strano pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano".  
Solitamente a questo punto in un articolo si inizia a colpevolizzare qualcuno per l’accaduto, ma io non voglio incolpare nessuno, non voglio riportare nulla di quanto detto dai media riguardo a video in cui si vedono persone o parlare di mafia o di terrorismo. Vorrei che questa fosse solo una riflessione su quanto accaduto e vorrei che fosse un modo per ricordare una ragazza come era, pensare che ancora possa vivere in noi. "Vorrei pensare che ancora ci ascolta e che come allora sorride"...
Anonimo
  
Vi siete mai accorti di quanto frettolosamente e senza la minima attenzione
facciamo le cose quotidiane?
Ogni giorno lasciamo casa salutando distrattamente i nostri cari, dando
per scontato il fatto che più tardi li rivedremo. Non è così. Non è scontato
come crediamo. Non lo è stato nemmeno per Melissa, vittima innocente di un
triste fatto che non sarebbe dovuto accadere, né a lei né a chiunque altro.
Il mio è un invito a fare una semplice cosa: apprezzare ciò che si ha, poiché
niente, al giorno d'oggi, è scontato.
Anonimo

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