Incontri e riflessioni

La vita. E dopo?

Scritto da Giulia Pavan il 10 Dicembre 2011.

La vita. E dopo?
Cosa succederà dopo la nostra morte? Chi ci sarà? Fra cento anni, chi sarò? E i miei genitori? E le persone a me più care? E i miei amici? Io, che sono qua, come finirò? Dove finirò?
La vita è tutta una domanda. Sono sicura che tutte queste domande e molte altre ancora sono dentro ognuno di noi, ma il più delle volte non ci facciamo caso: lasciamo passare via tutto, tanto non importa quello verrà; non importa se un giorno “rinasceremo”, vivremo una vita nuova o di noi resterà solo cenere.
Tutti gli affetti, tutte le persone che abbiamo conosciuto, tutte le cose che abbiamo imparato dove finiranno?
Ho paura. Paura di perdere tutto, di non “vivere” fino in fondo, apprezzandolo, quello che ho intorno, di non realizzare la persona che sono.
Scrivo con gli occhi lucidi, pieni di lacrime…
Com'è possibile perdere una vita in un secondo? Quella “magia” vissuta per anni capita a volte che quasi come un colpo di vento sparisce, e se ne va, per sempre.
Quanta rabbia…
Come faccio a pensare che un giorno non potrò più abbracciare i miei genitori? Non può essere possibile!
Forse ha ragione Renato Zero: dobbiamo pensare che la vita è un dono legato ad un respiro, “nessuno viene al mondo per sua scelta, non è questione di buona volontà / non per meriti si nasce e non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà / combatte ognuno come ne è capace, chi cerca nel suo cuore non si sbaglia / Hai voglia a dire che si vuole pace, noi stessi siamo il campo di battaglia”.
Quello che finora ho capito è che la vita è… un viaggio. Cerchiamo dunque di vivere ogni secondo, ogni minuto, ogni ora il meglio possibile…

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