Incontri e riflessioni

La malattia del genitore (Sindrome comune) - in risposta a "Grandi e piccoli problemi"

Scritto da Annamaria, 4AS il 06 Ottobre 2011.

La malattia del genitore (Sindrome comune) - in risposta a
Ero in procinto di iniziare questo articolo riguardante la discussione in corso nel sito logbelli sul tema “genitori”, quando papà entra concitato in studio sfoggiando un fantastico esempio perfetto per iniziare il dialogo tra me e lui: reggendo in mano un cono gelato ai gusti panna e cioccolato. Ok, sono sua figlia da 19 anni belli pieni e da circa 18 anni lui si occupa del mio approvvigionamento di cibo, di conseguenza, a rigor di logica, dovrebbe sapere che non mangio mai i gusti panna e cioccolato, e che prendo sempre la coppetta, no? In più, c'è da considerare che i gusti li avevo specificatamente richiesti cinque minuti prima. Forte, vero?
Da quel che leggo negli articoli pubblicati in questo sito dai miei coetanei, noto come i genitori soffrano di sindromi molto comuni, date probabilmente dal loro status, che li rende tutti un po' rimbambiti e troppo protettivi. A volte dimostrano un'ingenuità a dir poco disarmante che si contrappone alla loro età. È come rendersi conto, crescendo, di come questi adulti in verità siano rimasti un po' tutti bambini distratti.
Per quanto mi riguarda, i maggiori problemi li ho con mio padre (sarà perché sono femmina?), con il quale ho serie difficoltà di comunicazione. Di natura sono molto chiacchierona e durante i pasti vorrei avere una conversazione allegra con il mio barbuto genitore, il quale sa unicamente rispondere a monosillabi:
   
- E quindi è andata così!
- Mmhmmh...
- Papà, hai capito?
- Mmhmmh!
- Cosa ne pensi?
- Come, scusa? Mi sono perso...
Altra cosa irritante è la sua palese ignoranza riguardo a quelli che sono i miei interessi; se lo invitassero in un talk show americano in cui si testa la conoscenza che hanno i genitori dei loro figli, otterrebbe il punteggio più scadente. Lui, inconsciamente, pensa che a me piaccia tutto ciò che piace a lui... o forse tutto il contrario.
Per non parlare di quell'umorismo inglese che lo fa gongolare per cinque minuti dopo aver esordito con una battuta, probabilmente al suo ventesimo utilizzo. Tutto ciò risulta imbarazzante, garantisco, forse tanto quanto la mattina, in inverno, mi accompagna alla fermata del treno con un colbacco a fantasia militare calato fin sotto le orecchie. Ho i brividi al solo pensiero.
- Papà, esco con il mio ragazzo...
- E dove andresti con 'sto articolo?
- A fare un giro, e chiamalo per nome, magari..
- Ok... “Articolo”!
Già, la gelosia... non ha bisogno di ulteriori illustrazioni.
Insomma, è meglio che mi dia una calmata altrimenti andrei avanti ore e ore a fare esempi su quello che mi infastidisce di quest'uomo, ma d'altro canto è mio padre, con i suoi mille pregi e mille difetti, e io lo accetto così com'è. Penso che cambiare un adulto, che tra l'altro crede di essere nel giusto, sia un'impresa pressoché impossibile.
So per certo che il nostro percorso di crescita comprende anche il loro, perché è un imparare reciproco: frequentiamo entrambi la stessa “scuola di vita”.
Il tempo è un grande aiuto nel migliorare i rapporti umani e gli adulti, con il tempo, impareranno a capirci.
- Vero, papi?
- Mmhmmh...

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