Incontri e riflessioni

Ipocrisia alle stelle

Scritto da Elisa Tasca, 4BL il 07 Gennaio 2012.

Ipocrisia alle stelle
Spesso si parla di “fregature” e di “truffaldini”, alludendo volutamente alla casta politica: mangiano a sbafo, non pagano niente, hanno moltissimi privilegi, “campano” bene grazie anche all’indennità che ricevono mensilmente e che un operaio non vede neanche col binocolo. Sfiduciati e falsamente indignati (parola frequentemente utilizzata da un po’ di tempo a questa parte) molti dicono:  “Questa è l’Italia!” o “Questo è il governo, la gente che ci rappresenta!”.
Ma sono solo loro i cosiddetti truffaldini? Ma certo che no!
Spero di non aver distrutto sogni/convinzioni/illusioni di molti. Sotto falso buonismo, false verità, ritocchi a documentazioni , strani accordi, inutile negarlo, si celano dei maligni e particolarmente abili furbetti. Lavorano tranquillamente alla luce del sole senza temere che i loro “complici” facciano la “spia”. I complici sono coloro che stanno al gioco: sanno distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, ma…un conto è la teoria, un conto la pratica e quindi predicano bene, ma razzolano malissimo.
Non tutti i giorni capita d’assistere ad una visita fisiatrica a seguito d’un incidente stradale. La visita riguardava la parte offesa, perciò la vittima e quindi l’accusa. Apparentemente normalissima, questa visita si è rivelata sorprendente ed ha preso una piega particolarmente sconcertante. Proposte della serie: “Ti farò un’offerta che non potrai rifiutare” mi hanno totalmente destabilizzata. Testuali parole: “ Potresti mettere in scena un teatrino. Per esempio: invece di girare la testa a novanta gradi come riesci, fermati prima. Quando ti toccano in questo punto del collo fai un’espressione infastidita e di dolore”. Il tutto per ottenere una maggiore ricompensa dichiarando danni fisici permanenti realmente inesistenti.
Questi sono coloro che criticano e giudicano gli altri di errori che loro stessi commettono.
Sarò un’ingenua; molti potranno alzare le spalle e dire che già si sapeva, arrendendosi così alla pura e semplice realtà. Preferirei allora vivere nella mia ingenuità dove la vita non è né circo, né teatro, dove non ci sono parti da recitare e da mettere in scena. Siccome però vivo in questo mondo che mi propone ogni giorno realtà svariate, dico che vanno affrontate, denunciando abusi o truffe o situazioni poco chiare, per garantire giustizia e verità a coloro che ancora ci credono.
Dalle stelle alle stalle. Vorrei solo che quelle stelle che siamo ricominciassero a brillare.

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