Incontri e riflessioni

Il 'ratto' delle merendine

Scritto da Alice Tonasso, 4BL il 07 Marzo 2011.

distrubutori_merendine(PREMESSA: ci tengo a chiarire che per 'ratto' non intendo il celebre topastro grigio, ma intendo un sequestro, un rapimento, con esplicito riferimento al ratto delle sabine. )
Ordunque, invocando o te, Talia, narrerò di quell'epico evento avvenuto il 25/02/2011 in quel di Villa Martinelli, ove giovani fanciulle e fanciulli s'approfittaron di un distributore automatico casualmente aperto, per rifocillarsi grazie a succulenti pietanze e gustose bevande. 
In seguito al rapido propagarsi della notizia, i protagonisti della detta vicenda furon accusati di furto, soltanto perchè, afflitti dalla fame, ma, soprattutto, desiderosi d'affogar le loro scolastiche preoccupazion nel cibo, pensaron bene di procurarsi gratuitamente di che mangiare... Come se non fossero stati coscienti che ciò avrebbe provocato loro delle conseguenze!
Ma non tergiversiamo “in versi”; focalizziamoci invece sulla descrizione dell'attimo fuggente: c'è chi va urlando per i corridoi: “Stanno scassinando le macchinette!”, chi annuncia alle folle nel chiostro: “Accorrete! La macchinetta è aperta!” e chi, disperatamente, corre con le lacrime agli occhi e le mani ai capelli vagando senza una meta ben precisa.
Le voci si diffondono alla velocità della luce e ognuna riporta diverse informazioni. Tutte, però, son generate da un'unica fonte alla quale dovranno, per necessità, tornare (… Manco fosse l'archè di Talete!): LA MACCHINETTA. Macchinetta che sembra dire: “AL MIO SEGNALE SCATENATE L'INFERNO.”
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Ed ecco, infatti, , dinanzi a lei, gli alunni della Villa. Sembrano migliaia, tanto son ammassati! Cercano di sormontarsi, si spingono… Si vedono occhi infuocati, e poi braccia che si alzano, mani che cercano di afferrare qualcosa, qualsiasi cosa purché gratis...
Insomma: altro che presa della Bastiglia! Una vera e propria presa della macchinetta!
Come non definire epico tutto ciò?
Ecco il quadro finale: giovani trionfanti che, con le tasche delle felpe e dei jeans rigonfie di merendine e di lattine, se ne tornano in classe per festeggiare; giovani che, pieni di lividi, affermano: “Questa storia la racconterò ai miei figli!”, oppure: “Io, il 25 febbraio, c'ero!”, giovani che, con il sorriso, cercano di sdrammatizzare la serietà dell'accaduto, facendo capire che l'intenzione non era, in fondo, quella di compiere un furto, bensì quella di condividere assieme una specie di…MIRACOLO.
Dopotutto, e concludiamo tra l’ironico e il provocatorio: chi può negare che, il più delle volte, i furti non siano commessi dai distributori stessi?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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