Incontri e riflessioni

Il pianeta invaso dalla plastica

Scritto da Angela Baruzzo, classe 3DL il 25 Novembre 2019.

Il pianeta invaso dalla plastica

La plastica è un’invenzione abbastanza recente, ma ha rivoluzionato la vita di tutti. È usata negli ambienti più disparati: dall’igiene personale (gli spazzolini da denti sono in plastica) agli imballaggi, dalla nautica (al giorno d’oggi molte piccole imbarcazioni sono costruite in plastica) all’abbigliamento, passando per l’agricoltura (i rivestimenti isolanti) e l’ambito elettrico (i cavi sono prevalentemente rivestiti in plastica). Ma tutto questo, purtroppo, ha un costo, e lo sta pagando il nostro pianeta.

Infatti la plastica sta provocando l’inquinamento dei mari e degli oceani (un esempio è l’immensa isola al largo del Pacifico, costituita interamente da plastica, grande circa come la Francia) e la conseguente morte della flora e soprattutto della fauna marina. Recenti studi hanno scoperto che i pesci la ingoiano, accidentalmente o perché la scambiano per abituali prede, e muoiono per soffocamento. Ma anche il terreno non è messo bene; infatti la plastica inquina il terreno, che così non è più coltivabile, o le falde acquifere sotterranee, il che è ancora peggio, perché inquina la poca acqua potabile disponibile, che alla fine ritroviamo sulle nostre tavole.
Un altro grande problema della plastica è la sua difficoltà nel decomporsi: essendo derivata da combustibili fossili, si decompone in 500 anni, davvero troppi se si vuole salvare l’ambiente.
Per fortuna le istituzioni hanno fatto qualcosa: dal 2013 i sacchetti di plastica tradizionali sono stati banditi e, al loro posto, ci sono i sacchetti biodegradabili, che si decompongono entro massimo 5-6 anni: un bel risparmio. Dal 2018 sono stati banditi anche i cotton-fioc tradizionali, sostituiti da quelli biodegradabili. Quest’anno, inoltre, in alcune spiagge italiane si è promosso l’uso di cannucce derivate dalla fecola di patate o di bicchieri in materiale compostabile, come il bambù. Però tutto ciò non basta. Anche le persone comuni, nel loro quotidiano, possono adottare dei piccoli ed efficaci accorgimenti; ad esempio comprando prodotti con meno imballaggio, preferendo oggetti riutilizzabili, o facendo la raccolta differenziata, conferendo la plastica nell’apposito bidone. Dal canto loro, le istituzioni e anche le imprese dovrebbero fare di più, ad esempio promuovere il riciclo della plastica, anziché bruciarla negli inceneritori, perché bruciare costa molto e inquina maggiormente l’ambiente, perché emette diossina, un gas tossico. Dovrebbero progressivamente bandire gli oggetti plastici monouso, come cannucce, bicchieri e piatti, e favorire quelli più rispettosi dell’ambiente, e dovrebbero incentivare l’uso di borracce, invece delle normali bottiglie di plastica.
Questo materiale ha sicuramente cambiato la nostra vita e le nostre abitudini, ma ora bisogna rendersi conto che non si può danneggiare ulteriormente l’ambiente. Perciò, salviamo la natura e bandiamo la plastica derivata dai combustibili fossili!

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