Incontri e riflessioni

Il cibo, il mio corpo ed io.

Scritto da Redazione il 16 Agosto 2012.

LA VERA BELLEZZA
Sentire le mie coetanee lamentarsi continuamente del loro fisico è stressante per me: proprio non capisco il fatto che anche le ragazze magre, con un bell'aspetto, abbiano sempre da ridire sulla loro pancia, sui loro fianchi, sulle loro gambe… Perché idealizzano un peso perfetto e continuamente cercano di raggiungerlo?
Non ho mai avuto problemi di questo genere, anche se pure io, come tutte le ragazze, in certi periodi non sono stata molto contenta del mio fisico. Grazie all'aiuto dei miei genitori, ai quali ho sempre potuto confidare le mie paure, sono riuscita a non farmi ossessionare dal ''fisico perfetto'' e ho capito che la vera bellezza sta nel mio cuore.
Sarebbe bello che ognuno di noi smettesse di preoccuparsi solo dell'aspetto fisico e che, oltre a nutrire costantemente il proprio organismo, nutrisse anche il proprio cuore con le cose belle che ci circondano. I problemi che ci creiamo relativamente all’aspetto esteriore spesso ci turbano la mente e sono la fissazione di avere uno di quei corpi presentati quotidianamente in televisione; ma realmente vogliamo porre al centro, come cosa principale, l'aspetto fisico nella nostra vita?
Anonimo, 1DL
 
HO CAPITO UNA COSA IMPORTANTE
Il cibo è uno dei miei più cari amici, ma anche il mio peggior nemico. Da quando avevo cinque anni, mi hanno operato alle adenoidi e mi sono sempre portata dietro qualche chilo in più che non riesco a perdere, nemmeno ora che ho quindici anni. Probabilmente è vero che a volte mangio “schifezze” come le patatine, le bibite, le merendine... però non esagero come fanno alcuni amici. Le mangio ogni tanto, ma credo che alla mia età sia  normale. È vero anche che è da due anni che non pratico sport e, come sappiamo tutti, il movimento è essenziale per vivere bene in salute, però anche quando facevo karate, il mio corpo non aveva nessuna intenzione di sbarazzarsi di quei chili in più; sono arrivata dunque alla conclusione che tendo a ingrassare facilmente, anche se non mangio tanto. Forse si tratta di metabolismo: mio padre è così, mia sorella, mio fratello … è una cosa di famiglia ormai. Ciò significa che non sono una di quelle persone che mangia di tutto e nonostante ciò è magrissima. Purtroppo devo sempre stare attenta a non mangiare in abbondanza, altrimenti il mio metabolismo, già lento, fa veramente fatica a bruciare le calorie.
Quando si tocca il tasto del peso, della magrezza, io abbasso lo sguardo e non parlo: vorrei diventare invisibile, e quando sento delle mie coetanee che sono convinte di essere grasse pesando 50 chili, non riesco a non pensare: “Loro sono così belle snelle e affermano di essere grasse ed io cosa dovrei dire allora?” Non riesco a tollerare tutto ciò e ogni volta cambio argomento.
Tanti miei amici mi dicono: “Ma cosa dici? Non sei grassa, sei bellissima così come sei”. Io vorrei crederci, però la mia mente non la pensa allo stesso modo e anche se quando parlano sono sinceri sento che non è vero ciò che mi dicono.
Io non mi sento a mio agio con il mio corpo ed è per questo che non indosso mai cose troppo colorate, ma sempre indumenti neri o scuri che nascondono i miei fianchi e soprattutto  compro spesso maglie molto larghe, quasi mai attillate. Però a volte penso tra me e me: “Non  ho intenzione di fissarmi troppo sul mio fisico altrimenti inizio ad odiarmi talmente tanto che non mangio più e rischio di diventare anoressica o bulimica”.
Quando vedo le modelle in televisione o ragazze troppo magre, che continuano a dimagrire, mi guardo allo specchio e sono contenta di come sono, perché non ho nessun problema di salute e preferisco una come me rispetto a una magrissima che fa impressione appena guardi le sue ossa sporgenti, spoglie di carne.
Nella vita bisogna accettarsi così come si è,  ringraziare di essere al mondo e vivere la vita come ci è stata donata perché si vive una volta sola.
Anonimo
 
PERCHE’ NON MI VOGLIO BENE?
E’ un po’ difficile per me toccare questo argomento, poiché da molti anni non sono contenta del mio corpo e non mi piaccio. Cerco di raggiungere quel risultato per cui ho faticato tanto, cioè riuscire a guardarmi allo specchio e vedere qualcosa di cui andare fiera e non qualcosa da dover nascondere.
Non riuscire ad accettarmi per quello che sono è un mio grande difetto, ma ci convivo da così tanto che non ne faccio più molto caso. Sono consapevole che ci sono cose peggiori, ma per una quindicenne l’aspetto fisico purtroppo è un elemento fondamentale per poter essere considerata “qualcuno”. Il carattere e la personalità purtroppo passano in secondo piano.
Il cibo è per me come il serpente dell’Eden: mi tenta e allo stesso tempo mi rende nervosa. Non poter comandare la voglia di qualcosa che realmente non mi serve mi fa sentire debole e impotente. E dopo aver ceduto ad una tentazione, arriva puntualmente un senso di colpa che riesce a chiudermi lo stomaco come nient’altro riesce a fare.
Seguo da molti mesi un regime alimentare molto severo nella speranza di raggiungere quel miraggio che dovrebbe essere il mio risultato. Ma ci riuscirò mai? Riuscirò ad essere felice quando e se riuscirò a perdere quei chili che mi pesano tanto addosso? E se arrivassi ad un punto in cui mi renderò conto che la mia felicità o la mia tristezza non sono determinate solo da questo mio pensiero fisso? A cosa potrò aggrapparmi?
Sono una ragazza davvero fortunata: sono circondata da persone che tengono a me, la mia famiglia è unita e sana, godo di una vita agiata e non ho problemi di nessun tipo…ma perché allora non mi voglio bene?
Non so se riuscirò a darmi una risposta ma ci sto lavorando… Voglio volermi bene e voglio essere fiera di me perché la cosa più brutta che una persona possa pensare è di non essere all’altezza delle cose e pensare di non meritare il proprio bene. Sono giovane e ho molta strada da fare. Questo scoglio non dovrà ostacolare il mio viaggio.
Anonima
 
UN SEGRETO CHE PESA
A questa età, il rapporto con il cibo è regolare. A dodici anni ho avuto un periodo abbastanza sconvolgente.Tutto iniziò in seconda media, quando i miei compagni di classe mi criticavano in modo negativo, o anche, a volte, non tenendo presente che ho un carattere sensibile e abbastanza permaloso. Da quel momento mi chiesi che cosa c'era che non andasse bene in me. Iniziai a guardarmi sempre più spesso allo specchio, a pesarmi in ogni momento, pensando che il mio difetto fosse il mio fisico non perfetto. Allora decisi di puntare alla perfezione, non sapendo che la perfezione non esiste. Cercavo di non mangiare, di fare sport il più possibile per dimagrire, finché i miei genitori capirono cosa mi stava succedendo. Passarono giorni, settimane, e io dimagrivo sempre di più. Avevo perso 15 kg in un mese. I miei mi minacciavano dicendomi che se continuavo così non avrei mai avuto un futuro, una vita. Solo ora mi rendo conto di come ero, dell’ ossessione per il mio fisico. Se ora sono qua, devo ringraziare i miei genitori, che hanno faticato tantissimo per farmi capire in che condizioni mi trovavo. Quando parlo con qualcuno di quel periodo, non riesco a non commuovermi perché mi ritornano in mente quei momenti orribili, indescrivibili. Mi è molto difficile confidare a qualcuno questo mio "segreto", ma credo che parlarne qui possa aiutare chi si trova nella situazione in cui mi sono trovata io…
D. L.
 
LA RICERCA DEL GIUSTO EQUILIBRIO
Questa di solito è un' età problematica, soprattutto per le ragazze, e soprattutto per ciò che concerne il cibo. Per me non più. Durante l'ultimo anno di elementari, ho avuto un brutto rapporto con il cibo. Sono passata dal mangiare di tutto in qualsiasi momento al non mangiare più praticamente niente; rifiutavo tutto ciò che mi si presentava davanti a pranzo e a cena. In poco tempo sono dimagrita moltissimo e mentre il mio peso diminuiva aumentavano le preoccupazioni dei miei genitori e delle persone che mi stavano vicine. Dopo un po' ho ricominciato a mangiare di più ma era sempre troppo poco ed è andata così per i primi anni delle medie. Ricordo ancora che quando facevo degli sforzi fisici, come una corsa, mi girava la testa e dovevo fermarmi e quando mi svegliavo alla mattina non mi sentivo mai bene. Con il caldo mangiavo ancora meno e stavo male. Le mie amiche mi chiamavano “miss anoressia”. Non riuscivo a capire che problemi avessero loro se io stavo bene con il mio corpo ed ero come volevo io. Piano piano poi ho compreso che non stavo proprio così bene. Sì, ero magra come volevo ma quei continui malesseri, quel soprannome, quelle parole, mi hanno fatto riflettere. L'anno scorso ho iniziato a fare sport e con quello è tornato l'appetito. Dall' anno scorso ho ricominciato a mangiare qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Ho messo su qualche chilo, magari qualcuno di troppo per me che ero abituata a vedermi così magra. Ogni tanto ho intenzione di iniziare una dieta ma ormai non ci riesco più, forse perché sono riuscita a trovare un certo equilibrio con il cibo e ho paura di perdere questa stabilità. Mi sento dire dai miei genitori che sono ingrassata e di mangiare un po' meno perché a volte esagero ma è proprio quel brutto rapporto che ho avuto con il cibo per un periodo che non mi fa restare male quando mi sento dire queste cose. Ho capito che le ragazze dovrebbero farsi un po' meno problemi riguardo a quello che pensano gli altri e dovrebbero trovare un giusto equilibrio per far stare bene il loro corpo e per sentirsi bene con loro stesse.
Anonimo

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