Incontri e riflessioni

Happy birthday Mr. President

Scritto da Simone Senes, 5DE il 13 Ottobre 2014.

Happy birthday Mr. President
"Happy birthday Mr. President" cantò Marylin Monroe, in occasione del compleanno di Mr. J.F. Kennedy. In quella giornata di primavera l'incantevole Norma, questo è il suo vero nome, si presentò con un abito color carne al Madison Square Garden, mostrando le proprie doti canore davanti ad un corteo di 15.000 persone. L'entusiasmo e l'emozione che provò il caro Presidente, forse anche amante della nota attrice, lo indusse a pronunciare una delle frasi più note che la storia ricorda: "Adesso, dopo aver ascoltato degli auguri così dolci, posso anche ritirarmi dalla politica".
Che il celeberrimo Kennedy avesse una relazione con quel gran pezzo di mammifera della Monroe lo si pensava da sempre. Che fosse per la loro relazione che Marylin venne trovata morta, a soli 36 anni, nella sua camera da letto? O forse si tratta semplicemente di un suicidio, come gli inquirenti sostengono da decenni? Ebbene, il 5 agosto del '62 (me lo ricordo solo perchè è il giorno prima del mio compleanno) il corpo di Marylin venne rinvenuto senza vita nella sua casa a Brentwood. Secondo l'autopsia la sua morte prematura fu dovuta ad un overdose di barbiturici. Mo', nun me chiedete cosa so 'sti barbiturici, perchè nun ne ho idea. L'alta probabilità di suicidio, però, non escluse altre congetture, come l'ipotesi della complicità dei Kennedy, che consideravano Norma una minaccia per la loro carriera politica.
 
Ma si sa, quando si è di fronte ad una morte apparentemente inspiegabile, le supposizioni sono tante. Si pensi al caso di Jack Lo Squartatore, il Killer di Londra. Uno dei possibili, ed aggiungerei improbabili, assassini risultò essere il celebre Oscar Wilde. Ah, se desiderate sapere la vera identità del Killer leggetevi "Ritratto di un assassino" della Cornwell, che dopo oltre cent'anni, grazie alle sofisticate tecnologie del 21° secolo, è riuscita a dare un volto all'inafferrabile Squartatore.
 
Ma torniamo alla Monroe. Nonostante la ricordiamo come icona del cinema (famosissimi i suoi film "La confessione della Signora Doyle", "Gli uomini preferiscono le bionde" e "A qualcuno piace caldo") Marylin ebbe una vita assai travagliata: numerosi matrimoni (con Joe Di Maggio, Frank Sinatra, Arthur Miller...), altrettante relazioni, aborti, ricoveri ospedalieri, un abuso sessuale a nove anni ed una carriera non molto semplice. Fu giudicata addirittuta negativamente dalla 20th Century Fox, che la reputò non adatta al cinema per la sua insufficiente recitazione drammatica. Si ritrovò, infatti, molte volte senza lavoro. Fu costretta anche a posare nuda per 50 dollari, soldi necessari per pagarsi l'affitto. Grazie ad un suo amante riuscì a rientrare alla Fox con una paga di 750 dollari settimanali. Già quando questo amante morì, Marylin s'incolpò della sua morte e tentò un primo suicidio, abusando di farmaci, ma venne salvata in tempo. La sua carriera cominciò nel 1945, ma fu solo nel '53 che divenne una delle più grandi stelle del cinema. La sua notorietà, infatti, le costò molta fatica, ma divenne lo stesso un'affermata attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica. "A qualcuno piace caldo" le permise di vincere il Golden Globe come miglior attrice in un film commedia o musicale. Durante il ritiro del premio, però, Norma si presentò in stato di ebbrezza. Questa sua apparizione vide quindi la censura. Nei suoi ultimi anni, l'alcool e l'assunzione di psicofarmaci le causarono gravi problemi di salute e diversi ricoveri. L'ultimo amante di Norma fu Robert Kennedy, fratello di John. Poco dopo, l'amabile attrice afferma di essere incinta. Si pensò che il padre potesse essere nientepopodimenoche Bob Kennedy. Con questa sua "docile" vita, si presume che il suicidio potesse essere la causa più probabile, anche se sembrerebbe che qualche ora prima della sua morte, Bob si trovasse a casa della vittima. Presenza, però, non accertata.
 
Questa è la vita: nonostante si abbia successo, nonostante si abbiano i soldi, si finisce depressi e chiusi in se stessi, dove la morte è l'unica soluzione possibile. Chissà, forse anche Robin Williams la pensava così. Sebbene Marylin sia scomparsa da anni, rappresenta ancora il cinema hollywoodiano e rimarrà sempre nei cuori di chi l'ha vista crescere. E poi bisogna dirlo: come disse quel cafone di Paolo Ruffini a Sophia Loren nella consegna del David di Donatello, "Lei è sempre una topa pazzesca!".

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