Incontri e riflessioni

Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something

Scritto da Elisa, 4DL il 08 Aprile 2015.

Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something
“Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something”
Potrebbe essere lo slogan di una nuova campagna contro I social network. Potrebbero inserire un cartellone con questa frase tra quelli pubblicitari ai lati della strada, cosicché, tra la w capovolta del McDonald’s e l’occhio gigante dell’ottica più vicina, si possa scorgere qualcosa che susciti un pensiero diverso da “ho fame” o “mi serve un nuovo paio di occhiali”.
Voglio immaginare questa scritta nera che risalta su uno sfondo bianco, proprio in inglese, affinché tutti la capiscano, anche il tedesco o il russo che stanno guidando la loro costosa macchina in direzione Bibione. E quelli che non capiranno, molto probabilmente, sono proprio coloro che l’inglese l’hanno studiato solo alle elementari almeno quarant’anni fa e scommetto che sono le stesse persone che Facebook e Whatsapp non l’hanno, perché preferiscono ancora una chiamata ad un messaggio o un caffè al bar, rispetto a Skype o FaceTime. Anche scriverlo in due lingue non sarebbe una brutta idea (non voglio escludere mia mamma dal capire questo nuovo slogan pronunciato dal mio prof di inglese): “Ogni volta in cui usi Facebook o Whatsapp stai perdendo qualcosa”.
So che i colori scelti nella mia fantasia, bianco e nero, non sono proprio efficaci, ma per combattere l’uso sfrenato dei social non voglio utilizzare la loro stessa tecnica, ossia l’impiego di colori sgargianti come blu, verde e azzurro che, secondo alcuni studi, attraggono le persone e creano dipendenza. Non so che studi siano e da cosa provengano queste supposizioni, ma immaginatevi un Facebook in bianco e nero: non verrebbe ignorato proprio come il giornale sul tavolino del bar? Almeno io sarò sicura che ad attirare l’attenzione di qualche automobilista o passeggero sarà il contenuto del messaggio e non com’è scritto. Quasi quasi farei aggiungere allo slogan anche un’altra frase: “When you do something ask yourself if it makes you happy” (Mr. Furlanis oggi si è dato ai discorsi filosofici; traduco sempre per la mamma: “Quando fai qualcosa chiediti se ti rende felice”). Cosa c’entra con i social network? Chi lo legge per strada avrà un intero viaggio in macchina per pensarci; io invece ho avuto cinque intense ore di scuola per farlo. La conclusione è stata che apparentemente i social mi rendono felice ma, dentro di me, sono davvero soddisfatta dei rapporti che creo? La risposta è no; un “no” secco. Mi sono detta di trovare una possibile soluzione: risparmiare tempo. Risparmiare tutto quel tempo a scrivere, ad osservare la vita degli altri da uno schermo, ad ascoltare audio infiniti. Non otterrei così quel tempo che vorrei tanto per creare un rapporto face to face, invece che Facebook to Facebook?
È bastata una frase per farmi capire che il tempo che vorrei per essere felice me lo tolgo da sola; una sola frase durante una lezione di inglese. Può bastare a far riflettere qualcun altro che la legge in un cartellone pubblicitario? Al massimo, se leggendo che usando i social si perde qualcosa, l’unica cosa a cui penserà la gente sarà alla vista, potrà sempre rivolgersi all’ottico del cartellone pubblicitario successivo e, se si troverà a comprare un nuovo paio di occhiali, ricordo che al McDonald’s hanno installato dei tablet sui tavoli, semmai ci fosse il bisogno di farli vedere alla propria migliore amica in tempo reale.

Ti potrebbero interessare