Incontri e riflessioni

Elena, il suo cavallo di Troia, il tempo che passa, noi...

Scritto da Redazione il 04 Marzo 2012.

Elena, il suo cavallo di Troia, il tempo che passa, noi...
Introduzione della prof.ssa Luisella Saro, testi di alcuni alunni
L’anno scorso, in prima, abbiamo letto e commentato alcuni brani tratti dall’Iliade. Quest’anno, ripreso in mano il libro di Epica, l’avventura…continua. Incontreremo ancora Omero, poi Virgilio.
Prima di ricominciare il cammino, era però necessario recuperare il senso del lavoro che ci accingiamo a svolgere; era necessario ricordarci che il passato c’entra sempre con il presente: parla a noi, a ciascuno di noi.
Questa composizione dell’autore greco Ghiannis Ritsos, morto nel 1990, ha gettato un ponte tra l’antichità e il tempo in cui viviamo e ci ha aiutato a comprendere che passano i secoli, ma il cuore dell’uomo è sempre lo stesso…
Elena
Oh, sì, talvolta rido, e sento il mio riso rauco che sale
dalle viscere della terra. E rido. Com'era tutto senza senso,non già dal petto, ma da molto più in basso, dai piedi; più in basso ancora,
senza scopo, durata né sostanza - ricchezze, guerre, glorie e invidie,
gioielli e la mia stessa bellezza. […]
Li rincontrai di nuovo,
durante banchetti funebri e notturni, i miei vecchi amanti, le barbe bianche,
i capelli bianchi, i ventri ingrossati, quasi fossero
già incinti della loro morte. [...]
Io, come sai, conservavo ancora l'antica bellezza
quasi per miracolo (ma anche grazie alle tinture, alle erbe e alle pomate,
ai succhi di limone e di cetriolo). Mi spaventava solo scorgere sui loro volti
passare anche i miei anni. Allora contraevo i muscoli del ventre,
contraevo con un sorriso affettato le guance, come
puntellassi con una trave sottile due muri prossimi a crollare. […]
Orsono pochi mesi,
con la scomparsa di mio marito (mesi o anni?) abbandonai per sempre
il mio cavallo di Troia, giù nella stalla, coi suoi vecchi ronzini,
che vi passeggino dentro ragni e scorpioni. Non tingo più i capelli.
Grosse verruche mi sono spuntate sul viso. Grossi peli
intorno alla bocca - li tocco; non mi guardo allo specchio -
peli ispidi, lunghi, - come se qualcun altro si fosse installato dentro di me,
un uomo sfrontato, malevolo, la cui barba
spunta dalla mia pelle. Lo lascio stare; - cos’altro? –
temo che se lo cacciassi mi trascinerebbe con sé.
(Ghiannis Ritsos)
   
Paolo
La vita è il dono più grande che ci sia mai stato fatto e quindi bisognerebbe viverla intensamente in ogni attimo, in ogni battito di ciglia e in ogni respiro.
La vecchiaia, che è la parte conclusiva della nostra avventura, a maggior ragione deve essere vissuta senza rimpianti del passato; al massimo con qualche pentimento.
La cosa più importante è non sprecarla, perché la vita è come una farfalla bella, leggera e fragile, che in qualsiasi momento può volare via.
  
Rachele Daneluzzo
Il tempo passa per ogni essere umano e non saranno di certo le tinture, le erbe, le pomate e i succhi di limone e cetriolo a fermarlo.
Anche Elena, come molte donne di oggi, aveva provato a fermare la vecchiaia; l'aveva fronteggiata come una vecchia rivale che poi è tornata per riscuotere i debiti.
E' difficile saper accettare i mutamenti del proprio corpo, non vedersi belli come si era negli anni precedenti, notare che gli stessi uomini che prima si giravano a guardarti ora non si accorgono neanche del tuo passaggio. Elena, dopo l'ennesimo round contro la sua avversaria, decide di riconoscere la sconfitta, e accettare di perdere i bei petali rossi, come una rosa che dopo i giorni di massimo splendore si affievolisce lasciandosi avvolgere dal destino.
I segni del tempo, anche se non sono sempre belli e piacevoli, raccontano la nostra storia, il nostro passato, qualcosa di intimo che non dobbiamo temere di mostrare agli altri, perché in ogni capello bianco, in ogni ruga o acciacco c'è un'avventura che ci rende, oggi, le persone "uniche" che siamo.
   
Sabrina Valerio Fontanello
Come la bellezza di Elena scompare, anche la nostra bellezza è destinata a scomparire. Lei, che è forse la prima cosa che si conosce, si conosce con la vista, ed è una cosa stupenda. Non dico solo la bellezza di una donna o un uomo; anche di un fiore, un animale, una pianta... Quello che vediamo ogni giorno: anche dei gesti, delle azioni sono cose che rimangono dentro per sempre.
E pensare che noi siamo così sbadati da non guardare le cose belle che ci circondano! Lei appare come un tocco di primavera, improvviso; non dura molto e poi svanisce: scappa, corre, viene presa... e di colpo scompare.
Ma perché è scomparsa? Perché non è eterna? Arriva e se ne va...
Ammiro le persone che non indossano brutte e fastidiose maschere di ceramica; quelle che preferiscono essere se stesse e non bambole.
La bellezza risplende nel cuore, più degli occhi di chi la vede.
   
G.B.
Ritsos riprende un tema classico per affrontare una paura moderna: la paura di
invecchiare.
Quest'inquietudine implica necessariamente anche il timore della morte in
quanto endiadi inseparabile.
Colpisce che questo monologo sulla perdita della giovinezza e sul progressivo
deterioramento del corpo sia pronunciato, in una malinconica meditazione, proprio da Elena, simbolo di una bellezza senza tempo.
Io non riesco a immaginarmi vecchia e, a dire il vero, non ci penso mai. E' difficile a sedici anni immaginarci tra sessant'anni!
Il tempo, però, non può essere fermato con un film che non vogliamo finire di vedere
e che mettiamo in pausa per vederlo il giorno dopo o quello dopo ancora;
fa parte della vita.
Non bisogna sfuggire la vecchiaia, ma affrontarla con serenità.
   
M. Giorgia Bianco, 2AE
Vecchiaia. Una parola che spaventa molte persone, soprattutto le donne che vorrebbero rimanere sempre giovani e belle come un fiore fresco di primavera. La paura di invecchiare turba, ma è necessaria perché rende più maturi e consapevoli della vita.
Tutto ha un inizio e una fine; la cosa migliore sarebbe terminare la nostra giovinezza felici, senza preoccupazioni e contenti del passato che ha lasciato un segno indelebile su di noi.
Anche Elena aveva paura che la vecchiaia la raggiungesse, ma ha capito che prima o poi arriva. L’unica cosa è lasciarsi prendere e vivere serenamente questa fase della vita, che per alcuni è la più bella.
Cercare di nascondere la vecchiaia che a poco a poco si impadronisce di noi è come nascondere la nostra vita, il nostro passato, che invece ci distingue dagli altri. Le esperienze vissute, belle o brutte, ci segnano e ci insegnano che la vita è una e preziosa. Quindi non va sprecata cercando di essere ciò che non siamo.
 
Sara Sassi, 2AE 
"Com'era tutto senza senso, senza scopo, durata né sostanza"
Com'era tutto così futile e semplice... La vita era facile e non ce ne rendevamo conto. La vecchiaia, oramai, abita dentro di noi.
Oggi ci mette la paura di guardarci allo specchio e ci fa temere la persona che siamo diventati. Tutti i mesi, i giorni, i momenti passati; ecco cosa siamo. Abbiamo giurato cose non vere, abbiamo sperato cose futili, abbiamo promesso cose impossibili. E la
vecchiaia è qui, dentro di noi, a ricordarci quanti problemi stupidi ci siamo creati e quanti errori abbiamo compiuto.
 
Anonimo 
Bei tempi,
bei momenti.
Ero la più bella tra gli esseri viventi.
Sulla mia amica ci sono mille canzoni, mille discussioni
ma è l’unica dote che non ha bisogno di spiegazioni,
e questo la rende la più importante,
mi rende unica fra tante.
   
Nei secoli ha seminato amore e odio,
mi pone sempre in cima al podio.
Ho ricevuto mille favori dalla gente,
grazie a lei non mi è mai mancato niente,
per questo non ho mai pensato a  nient’altro;
se non a vestiti, creme, trucco e smalto.
   
E come il più bell’amore finisce, si spezza,
ora anche la mia bellezza di andarsene aveva fretta.
Rimasi vuota, rimasi  sola,
come se perdesse i suoi petali una bella rosa.
   
Prima d’oggi non avevo mai fatto niente,
illudendomi che la mia migliore amica sarebbe rimasta per sempre.
Trovai tutto più difficile, non c’era più l’aiuto della gente:
mi resi conto di non essere autosufficiente.
   
Evito il vetro, l’acqua e lo specchio:
sembra che la vecchiaia mi costringa a vedere il mio riflesso ormai vecchio.
   
Senza lei, di me rimane solo un mucchio d’ossa.
Ora l’ultimo respiro, ora l’ultima mossa.
Non esistono riflessi dentro ad una fossa.

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