Incontri e riflessioni

Due universi parraleli

Scritto da Milana Ticic il 31 Marzo 2015.

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Oggi ero dal dottore e c'era tanta gente, ma sono rimasta particolarmente colpita da due scene: due persone completamente opposte, ma l'assenza di una non ci farebbe notare la particolarità dell'altra.
 
Ero seduta tra tanti anziani, come al solito, ma questa volta c'erano anche due donne giovani con i loro figli: una se ne stava composta e rigida, guardando il suo bel telefono ultimo modello. Suo figlio, accanto lei, giocava con il tablet, urlava e lei lo rimproverava ad ogni mossa senza spiegargli perché il suo comportamento fosse sbagliato. Dall'altra parte, una donna con due figli maschi. Avevano un giornalino appena comprato in edicola e lei gli insegnava i numeri, spiegava loro varie cose, li faceva scrivere e disegnare con una dolcezza infinita. I suoi bambini attaccavano delle figurine in quel giornale, e appena cadeva una cartina a terra, si giravano a guardare la madre e poi la raccoglievano. Quel gesto, secondo me, racconta un gran rispetto nei suoi confronti poichè probabilmente lei aveva spiegato loro che la propria stanza, e così anche i posti pubblici, si tengono puliti.
I bambini che crescono in famiglie così è quasi impossibile che diventino delle persone con emozioni represse e odio verso il prossimo, a meno che la società ed esperienze terribili non li influenzino. Quella donna è, a mio parere, una madre bravissima, perchè anche fuori casa si impegna ad educare i suoi figli e a dare loro il massimo del suo amore. 
Penso invece che il ragazzino con la madre "ipertecnologica" abbia poche possibilità di capire la vera essenza della vita e di imparare un comportamento adeguato: quella donna, sua madre, pareva non fare caso a lui: gli ha dato quel "giocattolo", troppo costoso per un bambino, solo per farlo stare buono, in modo che lei possa stare tranquilla con il suo telefono e messaggiare con un'amica o qualcunaltro. Non le importava neanche quando lui la chiamava o le dava la mano come se le stesse implorando: "mamma, guardami! ascoltami! voglio il tuo affetto, non un tablet". Lei, niente. Senza nemmeno guardarlo gli diceva di stare buono e giocare.
Tanti giudicano i giovani di oggi dicendo che non siamo più gli stessi di un tempo, che siamo ribelli, sempre più immaturi e senza principi. Ma la maggior parte delle volte è colpa vostra, di voi adulti che non prestate abbastanza attenzione a noi e non ci educate come si deve. Quindi cari adulti, al posto di giudicarci tanto, pensate un po' a cosa fate per insegnarci ad essere delle brave persone.

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