Incontri e riflessioni

Alla ricerca del "Codice segreto"

Scritto da Elisabetta Furlanetto, 3BL il 26 Aprile 2011.

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La solitudine è una sensazione di buio aspro che divora, che rende i minuti ore e le ore giorni. Chi non ha mai provato questo “buio”credo che fatichi a parlare di solitudine…
La definizione data dal dizionario è questa: “Esclusione da ogni rapporto di presenza o vicinanza altrui, desiderato o ricercato come motivo di pace o di raccolta intimità, oppure sofferto in conseguenza ad una totale mancanza di affetti, di sostegno e di conforto”. Sembra così brutto...
Leggo e penso che, in realtà, quando ti senti solo è persino peggio.
Per varie ragioni non è possibile dare una definizione di solitudine valida per tutti e per ogni momento in cui si affaccia alla vita: la solitudine è soggettiva; può arrivare per diversi motivi ed essere percepita in modo diverso. Ed è difficile, a parole, rendere bene l'idea di ciò che attraversa l'animo umano quando sale in questa interminabile giostra, tanto che la sensazione di solitudine può essere sminuita o ingigantita, secondo le circostanze che caratterizzano l'imprevedibile vita di ogni persona.
Qualche tempo fa, per me solitudine significava inadeguatezza, incomprensioni un po' ovunque, vuoto, odio, ma mai tristezza; solo tanta rabbia. Non il tipo di rabbia che provoca un'irrefrenabile voglia di spaccare tutto, ma quella subdola nera rabbia che ti spinge a guardarti dentro per chiederti se l'incapacità a vivere una vita serena, in armonia con te stessa e con gli altri, dipende da te o è frutto di una serie di incomprensioni che attentano alla tua felicità.
Nei momenti di solitudine, nessuno sembra avere le credenziali per stare accanto a quella piccola ma esigente personcina che sta dentro ad ogni uomo e donna, e che, proprio perché è “dentro”, spesso non riesce ad uscire, a manifestarsi e a permetterci di sentirci meno soli.
Credo che, allora, tutto stia nell'abbattere quel muro che divide il succo dalla buccia, l'anima dal corpo e trovare qualcuno che ti stia a  fianco o, se c’è, permettergli di farci compagnia, perché a volte basta solo sentirsi importanti per qualcuno, perché si allenti la morsa dolorosa di quell'attanagliante sentirsi soli.
Quindi è questa la risposta a tutto? Trovare una persona che ti stia a fianco, che ti capisca; trovare un posto nel mondo; sapere che se un giorno dovessi sparire, anche un piccolissimo ma essenziale ingranaggio della “catena” verrebbe a mancare? Perciò il codice segreto anche questa volta è l'amore? L'amore per la persona che ti porge la mano per aiutarti a risalire dal pozzo freddo e umido in cui vedi solo buio, o l'amore per quel tanto ricercato ‘posto’ che, nel mondo, sta aspettando proprio te? Forse…
E’ comunque incredibile come i sentimenti riescano a farci vivere la vita a colori o in bianco e nero, come in un vecchio film…

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