Incontri e riflessioni

Alice In Wonderland

Scritto da Elena Cassia il 15 Aprile 2010.

Alice In Wonderland

Usa, 2010
Regia: Tim Burton
Interpreti: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway. Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Frances De La Tour.
Soggetto: tratto dal romanzo di Lewis Carroll
Sceneggiatura: Linda Woolverton
Produzione: Tim Burton, Joe Roth, Richard Zanuck, Jennifer Todd, Suzanne Todd
Distribuzione: Walt Disney Pictures, Tim Burton Animation Co., The Zanuck Company, Team Todd
Fotografia: Dariusz Wolski
Montaggio: Chris Lebenzon
Effetti speciali: Michael Lantieri, Michael Dawson
Scenografia: Robert Stromberg
Musiche: Danny Elfman
Durata: 110 min.

“E' impossibile!”
“Solo se pensi che lo sia”.

Così Alice Kingsley fece ritorno in quello che lei stessa, tredici anni prima, aveva definito “Il Paese delle Meraviglie”; tredici anni durante i quali la bambina che era in lei non aveva mai dimenticato quell'avventura, quel luogo così lontano, ma così vicino al suo cuore. Fu questo, forse, che tramutò i pensieri di una bambina di soli sei anni in sogni ricorrenti che accompagnarono le sue notti per tredici anni; sogni popolati da conigli bianchi perennemente in ritardo, fiori parlanti,  gatti che si dissolvevano e riapparivano in un vortice di confusione.
Ma lei dimenticò, dimenticò tutto...
Alice Kingsley è diretta con la madre vedova ad una “Nobilfesta” organizzata da alcuni amici di famiglia che, a sua insaputa, ha lo scopo di combinare l'atteso matrimonio tra lei (ormai diciannovenne) e il loro adorato figlio, il lord, Hamish Ascot.
Alice vaga fra gli invitati, simboli di una società chiusa, conformista, da lei così tanto odiata e non compresa; tra un finto saluto cortese di persone mai incontrate prima e i discorsi vuoti della madre dello sposo che il destino aveva scelto per lei, la ragazza nota un coniglio bianco con un panciotto e con un orologio, che si aggira fra i cespugli di rose del giardino.
“Oh, hanno piantato le rose bianche quando le volevo rosse!”- si lamenta la nobildonna.
“E voi tingetele di rosso”, risponde Alice.
“Che frase strana da dire!”
Pensando di avere qualche allucinazione, Alice, giunta sotto al gazebo, viene distratta da Hamish e dalla sua proposta di matrimonio. Confusa, abbandona la festa senza dare una risposta e segue il Bianconiglio, che si tuffa in un'enorme tana ai piedi di un grosso albero. Alice si sporge sul bordo per cercare di intravedere il coniglio, ma inciampa e vi cade.
Scivola per diversi metri, rimbalzando su letti volanti e schivando pianoforti e oggetti solitari, prima di atterrare rovinosamente in una stanza su cui si affacciano numerose porte, tutte chiuse. In seguito a diversi cambi di statura, causati dall' ingerimento di liquidi e biscotti che rimpiccioliscono e fanno crescere, Alice riesce a varcare una porticina nascosta da una tenda, ed entra così nel Paese delle Meraviglie. Il paesaggio che le si presenta è oscuro e triste, ma allo stesso tempo vivace e intenso. Ben presto la ragazza viene circondata da una compagnia piuttosto bizzarra: il Bianconiglio, un ghiro parlante dall'aria bellicosa e, in seguito, da Pincopanco e Pancopinco. Incoraggiati da un folto gruppo di fiori parlanti, gli strani personaggi portano Alice dal Brucaliffo, affinché egli possa decidere se lei sia o meno la “vera Alice”, quella che, tredici anni prima, era entrata nel loro mondo.
Il Brucaliffo mostra loro la profezia secondo la quale nel giorno Gioiglorioso Alice avrebbe sconfitto il Ciciarampa, una malefica creatura al servizio della Regina Rossa, mettendo così fine al suo regno di terrore. A parte questo, il Brucaliffo non esprime una chiara opinione sulla ragazza, che è convinta si tratti di uno dei suoi sogni. Il ghiro la conduce dal Cappellaio Matto, che la accoglie con un “Alice! Sei terribilmente in ritardo, birichina”. La giovane viene quindi a conoscenza della storia di Sottomondo, del “Paese delle Meraviglie”: da quando lei se n'era andata, tredici anni prima, il luogo era sotto il feroce dominio della Regina Rossa, che, dopo aver spodestato la Regina Bianca, sua sorella, uccideva e annientava tutto ciò che c'era di bello, puro e felice. Secondo una  profezia, Alice dovrebbe completare l'armatura della Regina Bianca rubando la spada: l'unica spada in grado di sconfiggere il Ciciarampa, e proprio lei dovrà porre fine alla sua esistenza.
In seguito ad un attacco da parte delle carte rosse, a servizio della perfida Regina e capitanate dal viscido Fante di Cuori, Alice corre verso il castello decisa a salvare il Cappellaio e le altre creature che erano state catturate e scopre che proprio in quella rocca è nascosta la spada. Senza essere riconosciuta e grazie ad uno stratagemma, entra nelle grazie della Regina Rossa, ruba la spada e, assicurandosi che il Cappellaio sia al sicuro, scappa verso il castello della Regina Bianca. La donna accoglie la ragazza che, però, è ancora convinta di non essere quella che tutti cercano.
Con il giorno Gioiglorioso giungono al castello anche il Cappellaio Matto e altri fuggiaschi. Alice è confusa e triste: tutta Sottomondo si aspetta di vederla combattere e trionfare sul Ciciarampa come paladina della Regina Bianca, ma non può combattere a causa dei propri ‘voti’, per i quali non può fare del male ad alcuna creatura vivente e così non sa più chi è veramente.
L'esercito delle Carte Bianche è ormai pronto e Alice si trova da sola con il Brucaliffo che le pone la consueta comanda “Chi sei tu?”. Esasperata e stravolta, la protagonista trova finalmente se stessa pronunciando le parole “Io sono Alice Kingsley, figlia di Charles Kinglsey!”. Il Brucaliffo sorride: Alice ha sempre saputo, dentro di sé, di essere la vera Alice, la paladina, e così indossa l'armatura, impugna la spada e scende sul campo di battaglia, affiancata dalla Regina Bianca e dal Cappellaio.
Carte Rosse contro Carte Bianche, Fante di Cuori contro Cappellaio Matto, Ciciarampa contro Alice che enumera, come faceva sovente il padre prima di colazione, sei cose impossibili. Alice taglia la testa al Ciciarampa; la Regina Bianca riacquista la corona e condanna la Regina Rossa e il Fante di Cuori all'esilio per il resto della loro vita.
Alice abbraccia il Cappellaio, che vorrebbe che lei restasse, tuttavia la protagonista ha ancora molte domande a cui rispondere, così beve il sangue del Ciciarampa che la fa tornare nel suo mondo, dove rifiuta la proposta di matrimonio e parte su una nave, per concentrarsi sul proprio futuro.
Come Tim Burton stesso ha spiegato prima dell’uscita del film, questo nuovo capitolo di Alice In Wonderland non è una “rivisitazione”, bensì un “sequel”, nel quale lo stravagante regista ha cercato di imprimere la vera essenza del libro. E' parere di Burton, infatti, che nessun regista abbia mai capito l'anima del libro, e che i film e le pellicole d'animazione finora riprodotti risultino superficiali, rispetto alla storia narrata da Carroll.
Da questo punto di vista, Burton ha creato una storia che, a prima vista, può sembrare la solita “battaglia tra bene e male”; dopo un'attenta visione si percepisce invece chiaramente che il male e il bene sono mescolati, si trovano dentro di noi, come è in noi la forza di combattere. La pazzia è la tela sulla quale Burton ha tessuto una storia densa di sentimenti e umanità; vari livelli e tipi di follia che rivelano la vera personalità dei personaggi di questo fantastico film.

Ti potrebbero interessare