Incontri e riflessioni

Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere - I° incontro 2015

Scritto da studentesse di 4BL il 18 Gennaio 2015.

Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere - I° incontro 2015
La scuola di oggigiorno forse difetta nella formazione direttamente legata alle materie di studio, ma credo ci formi sicuramente di più come persone.
Oggi alcune classi della mia scuola hanno partecipato ad un incontro relativo al progetto "Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere". 
Io, come la maggioranza dei adolescenti, credo che se di punto in bianco  mi avessero proposto ad entrare in un carcere avrei avuto paura, ma alla fine non siamo circondati ogni giorno da persone sconosciute? E ci fidiamo lo stesso, senza sapere la loro storia. Questa mattina ho avuto la fortuna di sentire la storia tragica, ma per me di grande importanza, di un uomo che nella nostra società sarebbe stato stimato per la sua professione. Ora è solo un carcerato, un assassino. A questi termini non si aggiunge mai il prefisso ex: lo rimangono a vita, carcerati e assassini, soprattutto nel loro subconscio, anche i più crudeli non riescono ad eliminare ciò che hanno commesso.

Dentro

Scritto da Tommaso Fagotto il 15 Gennaio 2015.

Dentro

Dentro

se ti conoscessi  un po' di più   
magari bevendo birra 
morirò bevendo birra
ascoltando gli smiths, 
morirò, dai 
te ne rendi conto? 
io no. 
 
portami nel posto più buio 
chiedimi come sto 
e poi giuro che smetto di bere 
10
poi vent'anni, 
tutti in un attimo
 
non ci vedo un cazzo,
come vuoi che stia
sto normale 
 
no anzi, anzi sto bene 
vorrei essere innamorato 
 
vorrei essere innamorato 
 
ma sto bene 
invece che il sole guardo il soffitto 
invece che il mondo cambio canale 
ho l'acqua fin alle caviglie 
e continuo a non vederci un cazzo 
a tastoni 
il ruvido, poi liscio, 
poi 
 
poi non sento più niente 
 
scivolo,
poi cado
ancora 
 
ma quante volte cado? 
si spegne anche l'ultima lampadina 
del mondo 
rimango al buio
ma stavolta buio davvero 
mica ho paura 
 
sto bene, ti ho detto
 
sono solo un po' triste 
 
hai sentito anche tu
cosa succede lá fuori? 
dicono 
dicono sia un momento un po' 
un po' così, ecco 
io non so 
non so più niente ultimamente 
se potessi ti racconterei la mia vita 
ma non mi va, scusa 
è che mi piace tenermi certe cose dentro 
 
dentro,
 
per quando sono triste 
che non ci capisco niente 
che ci sono venti gradi a gennaio 
che si corre invece di camminare
e io mi son rotto i coglioni di correre
non ci riesco proprio 
 
l'ultima volta, in palestra 
sono uscito incazzato 
correre mi fa proprio incazzare 
 
Dio, se mi fa incazzare. 
 
Tommaso Fagotto

Dovremmo imparare ad aprirci di più, a chiedere aiuto

Scritto da La Falca il 10 Dicembre 2014.

Dovremmo imparare ad aprirci di più, a chiedere aiuto

Era un lunedì mattina, ed era già, per me, un brutto periodo a causa della perdita di una persona cara, quando mi arrivò un messaggio. Ti avevano arrestato.

Il mondo, per me, si blocca, di nuovo. La paura di uscire, le notti che non riesco a dormire e nelle quali i pensieri mi assalgono. Mi pongo delle domande, alle quali non so dare una risposta. Mi accorgo che una notizia così in un momento così mi fa andare ancora di più in confusione. Ogni gradino mi sembra una montagna da scalare. Durante la giornata cerco di distrarmi, di non pensarci, ma basta poco per andare in tilt e iniziare a piangere. Le emozioni sono troppe, non si possono descrivere e ad ogni domanda che mi pongo le lacrime sono l’unica soluzione.

Riflessioni sull'Avvento

Scritto da Una Studentessa il 09 Dicembre 2014.

Riflessioni sull'Avvento
Quando passeggio per la città e vedo tutte queste luci natalizie, tutti questi addobbi, mi chiedo: dov'è Gesù in questa storia?
Guardo le vetrine piene di luci, di bambolotti raffiguranti Babbo Natale con le renne e le slitte e mi chiedo ancora: dov'è Gesù in tutta questa storia? Tutti cantano "Bianco Natale", "Jingle Bells" e molte altre canzoncine e di nuovo da nessuna parte Gesù. Ovunque statuette di angioletti, messaggi degli angioletti, e di nuovo da nessuna parte Gesù. Allora mi chiedo: che razza di Natale è? Qual è il messaggio del Natale? Gesù è nato per avere gli sconti nei centri commerciali? Gesù è nato tra le luci e tra le ricchezze o in una semplice stalla a Betlemme? Dov'è Gesù?

Celebrazione 4 novembre 2014

Scritto da prof.ssa E. Ortis - Caterina Stival, 3AL il 24 Novembre 2014.

Anche quest’anno l’Istituto “Marco Belli” ha partecipato alle commemorazioni del 4 novembre, cerimonia tanto più toccante perché si inserisce nel centenario della Prima Guerra Mondiale. A tale proposito un a nostra allieva di terza AL, Carolina Stival, ha portato una testimonianza relativa al suo bisnonno  caduto nel 1916.
Ricordo del mio bisnonno caduto nella Prima Guerra Mondiale
Mi chiamo Caterina Stival e sono una studentessa dell’Istituto “Marco Belli”.
Mio bisnonno Sante Stival nacque a Summaga, frazione di Portogruaro, il 3 novembre 1887.
Chiamato alle armi il 1° maggio 1916, fu arruolato nel 227esimo Reggimento Fanteria.
 
Morì qualche mese dopo, il 15 agosto 1916, a S. Pietro di Gorizia, lasciando orfana una bambina di tre anni e vedova la moglie in attesa di un bambino, mio futuro nonno, al quale verrà messo il nome stesso del padre.
Durante una ricerca scolastica, presso l’Archivio Storico di Portogruaro, abbiamo avuto la fortuna di trovare la lettera che il comandante dell’80esimo Reggimento Fanteria di Linea inviò al Sindaco di Portogruaro il 7 settembre 1916 perché informasse la famiglia dell’avvenuto decesso.
 
 Forse tali elogi rientravano in una prassi che oggi può suonare anche retorica, ma a noi suoi discendenti piace pensare che quella attestazione di stima sia stata di conforto e abbia un po’ lenito la sofferenza  dei suoi cari.
Il suo nome è inciso sui monumenti ai caduti di Summaga e di Portogruaro, accanto a quello del fratello, Matteo Stival, pure caduto nel 1918 e ai tanti portogruaresi che diedero le loro giovani vite per la Patria.
 
Al termine della cerimonia gli allievi con le insegnanti Emanuela e Patrizia Ortis, hanno posato per una bella foto ricordo con il cavalier Olivo Nogherotto, reduce della Seconda Guerra Mondiale  e presidente dell’Associazione “Combattenti e Reduci di Portogruaro”.
prof.ssa Emanuela Ortis
CStival-MBelli2
lettera Sante Stival morte-1
4nov2014-portogruaro2

Il senso della vita

Scritto da Giulia Maschietto, 2CL il 18 Novembre 2014.

Ognuno di noi ha diverse idee e progetti: c'è chi sogna di viaggiare e vedere il mondo, chi pensa solo a diventare popolare su Facebook o chi si omologa alla società rincorrendone le mode.
Ma su una cosa tutti dovremmo essere d'accordo: la vita è un’esperienza unica, irripetibile e non dovremmo gettarla al vento o sprecarla in cose inutili e superficiali. 
Purtroppo, come è facile intuire guardando la televisione, navigando sui social o leggendo i giornali, non tutti, ma una buona parte di persone, non raccoglie la sfida che la vita pone ad ognuno di noi. Giovani dipendenti dall'alcool o dalla droga, mariti o fidanzati che picchiano o uccidono le proprie mogli o compagne, guerrafondai, dimostrano di non aver compreso appieno il valore della vita.

Cara Italia ti scrivo...

Scritto da Jessica Giacomel, 5BL il 15 Novembre 2014.

Cara Italia ti scrivo...
Cara Italia,
penso sempre più al mio futuro e sono sommersa, come del resto i miei coetanei, da mille dubbi e mille incertezze. Forse una delle domande che più ci tormenta è: andarcene all'estero o rimanere da te?
Sarai rassegnata e penserai che, come la maggioranza, voglia andarmene pure io. Invece no. Mi sforzo di vedere un futuro diverso per te ... Chissà sarò una sognatrice, o forse anche un'illusa per qualcuno, ma sono innamorata di te. Io credo in te e negli Italiani e non voglio lasciarti morire.
Penso che al mondo non esista Paese più bello e ricco di tesori come te, cara Italia.
Da nord a sud sei caratterizzata da perle di inestimabile valore, a cui forse non facciamo neanche caso: dal tuo cuore pulsante, Roma, città millenaria, che racchiude in sé storia e arte, ai fasti dell'Impero, ai preziosi palazzi del '600, alla culla della cultura, che è Firenze; dallo splendore della costiera amalfitana, che ci rimanda subito al profumo del Mediterraneo, all'unicità di Venezia. Sono tutti patrimoni che il mondo intero ci invidia...e cosa facciamo noi spesso? Li lasciamo decadere, come gli scavi di Pompei.

Ingiustizia è fatta

Scritto da Elisa Tasca il 09 Novembre 2014.

Ingiustizia è fatta

Il 31 Ottobre 2014 è una data che a molti non dirà niente, ad altri invece ricorderà una pagina buia e dolorosa della cronaca italiana che si sperava avesse un epilogo diverso.

In un paese in cui la sfiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni raggiunge livelli esorbitanti tutto ciò che resta è la giustizia: tutti i cittadini in un paese democratico se subiscono un torto devono poter chiedere giustizia e devono poter ottenere giustizia in tempi ragionevoli e adeguati. La garanzia della giustizia è uno degli elementi cardine della cosiddetta “Rule of law” o “Governo della legge”, uno dei tre principali indicatori della qualità di una democrazia.

Sono come tu mi vuoi

Scritto da Giulia Bozza, ex studentessa il 15 Ottobre 2014.

Sono come tu mi vuoi
Sono come tu mi vuoi
Ho meditato a lungo davanti ad un buon infuso di foglie di menta, prima di decidermi a poggiare la tazza sopra alla scrivania disordinata e affrontare questo foglio bianco. In realtà, con l’insolita afa ottobrina di oggi e la temperatura salita a quasi venti gradi, l'ultima cosa di cui avevo voglia era scottarmi la lingua con dell'acqua bollente, ma me lo sono imposta perché conosco le proprietà rilassanti degli infusi. Anche su questo potremmo disquisire a lungo, ma non sono qui per discutere sull'efficacia o l'inutilità che ha una buona camomilla sull'agitazione.
Ora che sono più lucida posso meditare a mente fredda su ciò che mi ha fatto tanto scaldare prima di bere il mio infuso bollente. Comincio daccapo, dunque.

Happy birthday Mr. President

Scritto da Simone Senes, 5DE il 13 Ottobre 2014.

Happy birthday Mr. President
"Happy birthday Mr. President" cantò Marylin Monroe, in occasione del compleanno di Mr. J.F. Kennedy. In quella giornata di primavera l'incantevole Norma, questo è il suo vero nome, si presentò con un abito color carne al Madison Square Garden, mostrando le proprie doti canore davanti ad un corteo di 15.000 persone. L'entusiasmo e l'emozione che provò il caro Presidente, forse anche amante della nota attrice, lo indusse a pronunciare una delle frasi più note che la storia ricorda: "Adesso, dopo aver ascoltato degli auguri così dolci, posso anche ritirarmi dalla politica".

I tifosi di oggi

Scritto da Simone Senes, 5DE il 27 Settembre 2014.

Il tifo è una forma di sostegno appassionato, un'espressione di gioia ed entusiasmo manifestato ad una squadra sportiva, a uno o più atleti o anche ad un personaggio pubblico. Essere un tifoso è un modo per esprimere le proprie passioni e i propri gusti in campi sportivi e non solo in quelli.
Spesso la passione, l'amore per lo sport viene trasmesso dai genitori ai propri figli; a volte sono i fratelli o gli amici a coinvolgerci in qualche attività legata al tifo. In alcuni casi, il tutto nasce perché lo abbiamo "nel sangue". Se vissuto in maniera corretta e positiva, il tifo rappresenta, anche a livello sociale e sportivo, un modo per relazionarsi, esprimersi, comunicare, divertirsi e sfogarsi. La squadra o l'atleta verso il quale abbiamo ammirazione può diventare un modello di vita positivo, un esempio da seguire, sempre se i comportamenti e gli atteggiamenti sono volti al rispetto delle regole e del prossimo. Un atleta che lavora faticosamente ed onestamente per raggiungere un risultato può rappresentare un ottimo esempio per il tifoso, specialmente se giovane.

Esperienze teatrali

Scritto da Agata Montagner il 28 Agosto 2014.

Esperienze teatrali

Lo scorso inverno mi ero decisa: dovevo trovare qualcosa da fare, perché stavo troppe ore con la sola compagnia di esseri costituiti da fogli e inchiostro, purtroppo non dotati del dono della parola. Avevo abbandonato la danza da ormai quattro anni e, avendo avuto delle spiacevoli esperienze con qualsiasi attività ginnica, non mi sarei inserita in nessun gruppo sportivo. Cercai in internet se esistessero dei gruppi di lettura nelle vicinanze, purtroppo avrei dovuto fare decine di chilometri per raggiungere il più vicino. Quando ormai mi ero arresa, venni a conoscenza dell’esistenza di un corso di teatro a Portogruaro.
Era dalle elementari che non mettevo più piede su un palcoscenico, ma venni rassicurata dal fatto che era solo un laboratorio e non una compagnia di attori professionisti. Purtroppo passavano i giorni e non ricevetti più nessuna notizia a proposito del gruppo di teatro, sino a quando apparve un foglio che invitava gli studenti alla prima lezione-prova.
Premessa: non amavo e non amo tuttora (forse un po’ meno di allora) il contatto fisico. Dopo esserci presentati, cominciammo con degli esercizi per prendere coscienza di noi stessi, degli altri e dello spazio in forma ludica; dopo un’oretta il maestro disse: “Ora dovete correre sparpagliati per la palestra e quando batto le mani dovete fermarvi e abbracciare la prima persona che trovate davanti a voi. Non scappate subito via, state lì e godetevi il momento.” Potrei dire che fu abbastanza imbarazzante. Successivamente sarei venuta a sapere che la sensazione era condivisa anche da altre persone. In quel momento pensai che probabilmente quei maestri non mi avrebbero più rivista. Tuttavia, al momento delle iscrizioni, diedi loro i miei dati personali in un raptus di follia, pentendomene un attimo dopo.

Complimenti Alberto!

Scritto da prof.ssa Luisella Saro il 23 Luglio 2014.

Complimenti vivissimi ad Alberto Pisano, della 4AE, che si è classificato primoalla sezione Poesia del PREMIO INTERPROVINCIALE DI SCRITTURA XXV Edizione, promosso dal Liceo Statale “G. Berto” di Mogliano Veneto e con il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Treviso, presentando due poesie, Deragliamenti  e La tela che pubblichiamo.
Pubblichiamo volentieri anche il testo dello stesso studente che con il racconto "Gocce di tempo, Il vampiro e la bambina"si è classificato terzoalla XVII Edizione della Borsa di studio Valentino Moro, rivolta agli studenti delle classi quarte delle Scuole Secondarie di II° grado di Portogruaro. Tema proposto “In un mondo lacerato e pieno di conflitti etnici e sociali, donare qualcosa di sé avvicina gli uomini?”

Borsa di studio Valentino Moro XVII edizione

Scritto da Redazione il 20 Luglio 2014.

Pubblichiamo volentieri il testo di Margherita Malvardi, della classe 4DE, che ha partecipato alla XVII edizione della Borsa di studio Valentino Moro rivolta agli studenti delle classi quarte delle Scuole Secondarie di II° grado di Portogruaro.
Quest'anno agli allievi è stato chiesto di riflettere su questo tema: "In un mondo lacerato e pieno di conflitti etnici e sociali, donare qualcosa di sé avvicina gli uomini?" 
Con il suo testo Margherita ha vinto il Primo premio.
Vogliamo pubblicare anche tre poesie della stessa autrice che incuriosiscono per la freschezza dei sentimenti mista a leggiadra nostalgia.

Giornate da gatti

Scritto da Alberto Pisano il 17 Aprile 2014.

Giornate da gatti
Giornate da gatti
 
Una mosca tormenta
la mia accidia.
Lasciami stare
stupido ronzante
insetto.
Spegni
quel rasoio elettrico
nelle mie orecchie,
non vedi che stanno ascoltando
il suono languido
delle lancette?
Lasciami in guerra!
Basta!
Armato di uno straccio
inizia la caccia.
Stupida mosca
dove sei, adesso?
Trovata...
la colpisco
ma sfugge
il ronzio aumenta
derisorio.
Trovata...
ma ancora sfugge.
Il tempo passa
come un ladro,
entrambi ormai stanchi
lei di più.
Trovata...
presa...
È inerme schiacciata
due colpi d'ala
il rasoio si scarica
e poi silenzio, di nuovo.
Non volevo...
scusami...
La raccolgo
e la seppellisco
nella spazzatura.
Addio mosca
e grazie
per la compagnia.
 
Alberto Pisano

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