Incontri e riflessioni

Ingiustizia è fatta

Scritto da Elisa Tasca il 09 Novembre 2014.

Ingiustizia è fatta

Il 31 Ottobre 2014 è una data che a molti non dirà niente, ad altri invece ricorderà una pagina buia e dolorosa della cronaca italiana che si sperava avesse un epilogo diverso.

In un paese in cui la sfiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni raggiunge livelli esorbitanti tutto ciò che resta è la giustizia: tutti i cittadini in un paese democratico se subiscono un torto devono poter chiedere giustizia e devono poter ottenere giustizia in tempi ragionevoli e adeguati. La garanzia della giustizia è uno degli elementi cardine della cosiddetta “Rule of law” o “Governo della legge”, uno dei tre principali indicatori della qualità di una democrazia.

Sono come tu mi vuoi

Scritto da Giulia Bozza, ex studentessa il 15 Ottobre 2014.

Sono come tu mi vuoi
Sono come tu mi vuoi
Ho meditato a lungo davanti ad un buon infuso di foglie di menta, prima di decidermi a poggiare la tazza sopra alla scrivania disordinata e affrontare questo foglio bianco. In realtà, con l’insolita afa ottobrina di oggi e la temperatura salita a quasi venti gradi, l'ultima cosa di cui avevo voglia era scottarmi la lingua con dell'acqua bollente, ma me lo sono imposta perché conosco le proprietà rilassanti degli infusi. Anche su questo potremmo disquisire a lungo, ma non sono qui per discutere sull'efficacia o l'inutilità che ha una buona camomilla sull'agitazione.
Ora che sono più lucida posso meditare a mente fredda su ciò che mi ha fatto tanto scaldare prima di bere il mio infuso bollente. Comincio daccapo, dunque.

Happy birthday Mr. President

Scritto da Simone Senes, 5DE il 13 Ottobre 2014.

Happy birthday Mr. President
"Happy birthday Mr. President" cantò Marylin Monroe, in occasione del compleanno di Mr. J.F. Kennedy. In quella giornata di primavera l'incantevole Norma, questo è il suo vero nome, si presentò con un abito color carne al Madison Square Garden, mostrando le proprie doti canore davanti ad un corteo di 15.000 persone. L'entusiasmo e l'emozione che provò il caro Presidente, forse anche amante della nota attrice, lo indusse a pronunciare una delle frasi più note che la storia ricorda: "Adesso, dopo aver ascoltato degli auguri così dolci, posso anche ritirarmi dalla politica".

I tifosi di oggi

Scritto da Simone Senes, 5DE il 27 Settembre 2014.

Il tifo è una forma di sostegno appassionato, un'espressione di gioia ed entusiasmo manifestato ad una squadra sportiva, a uno o più atleti o anche ad un personaggio pubblico. Essere un tifoso è un modo per esprimere le proprie passioni e i propri gusti in campi sportivi e non solo in quelli.
Spesso la passione, l'amore per lo sport viene trasmesso dai genitori ai propri figli; a volte sono i fratelli o gli amici a coinvolgerci in qualche attività legata al tifo. In alcuni casi, il tutto nasce perché lo abbiamo "nel sangue". Se vissuto in maniera corretta e positiva, il tifo rappresenta, anche a livello sociale e sportivo, un modo per relazionarsi, esprimersi, comunicare, divertirsi e sfogarsi. La squadra o l'atleta verso il quale abbiamo ammirazione può diventare un modello di vita positivo, un esempio da seguire, sempre se i comportamenti e gli atteggiamenti sono volti al rispetto delle regole e del prossimo. Un atleta che lavora faticosamente ed onestamente per raggiungere un risultato può rappresentare un ottimo esempio per il tifoso, specialmente se giovane.

Esperienze teatrali

Scritto da Agata Montagner il 28 Agosto 2014.

Esperienze teatrali

Lo scorso inverno mi ero decisa: dovevo trovare qualcosa da fare, perché stavo troppe ore con la sola compagnia di esseri costituiti da fogli e inchiostro, purtroppo non dotati del dono della parola. Avevo abbandonato la danza da ormai quattro anni e, avendo avuto delle spiacevoli esperienze con qualsiasi attività ginnica, non mi sarei inserita in nessun gruppo sportivo. Cercai in internet se esistessero dei gruppi di lettura nelle vicinanze, purtroppo avrei dovuto fare decine di chilometri per raggiungere il più vicino. Quando ormai mi ero arresa, venni a conoscenza dell’esistenza di un corso di teatro a Portogruaro.
Era dalle elementari che non mettevo più piede su un palcoscenico, ma venni rassicurata dal fatto che era solo un laboratorio e non una compagnia di attori professionisti. Purtroppo passavano i giorni e non ricevetti più nessuna notizia a proposito del gruppo di teatro, sino a quando apparve un foglio che invitava gli studenti alla prima lezione-prova.
Premessa: non amavo e non amo tuttora (forse un po’ meno di allora) il contatto fisico. Dopo esserci presentati, cominciammo con degli esercizi per prendere coscienza di noi stessi, degli altri e dello spazio in forma ludica; dopo un’oretta il maestro disse: “Ora dovete correre sparpagliati per la palestra e quando batto le mani dovete fermarvi e abbracciare la prima persona che trovate davanti a voi. Non scappate subito via, state lì e godetevi il momento.” Potrei dire che fu abbastanza imbarazzante. Successivamente sarei venuta a sapere che la sensazione era condivisa anche da altre persone. In quel momento pensai che probabilmente quei maestri non mi avrebbero più rivista. Tuttavia, al momento delle iscrizioni, diedi loro i miei dati personali in un raptus di follia, pentendomene un attimo dopo.

Complimenti Alberto!

Scritto da prof.ssa Luisella Saro il 23 Luglio 2014.

Complimenti vivissimi ad Alberto Pisano, della 4AE, che si è classificato primoalla sezione Poesia del PREMIO INTERPROVINCIALE DI SCRITTURA XXV Edizione, promosso dal Liceo Statale “G. Berto” di Mogliano Veneto e con il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Treviso, presentando due poesie, Deragliamenti  e La tela che pubblichiamo.
Pubblichiamo volentieri anche il testo dello stesso studente che con il racconto "Gocce di tempo, Il vampiro e la bambina"si è classificato terzoalla XVII Edizione della Borsa di studio Valentino Moro, rivolta agli studenti delle classi quarte delle Scuole Secondarie di II° grado di Portogruaro. Tema proposto “In un mondo lacerato e pieno di conflitti etnici e sociali, donare qualcosa di sé avvicina gli uomini?”

Borsa di studio Valentino Moro XVII edizione

Scritto da Redazione il 20 Luglio 2014.

Pubblichiamo volentieri il testo di Margherita Malvardi, della classe 4DE, che ha partecipato alla XVII edizione della Borsa di studio Valentino Moro rivolta agli studenti delle classi quarte delle Scuole Secondarie di II° grado di Portogruaro.
Quest'anno agli allievi è stato chiesto di riflettere su questo tema: "In un mondo lacerato e pieno di conflitti etnici e sociali, donare qualcosa di sé avvicina gli uomini?" 
Con il suo testo Margherita ha vinto il Primo premio.
Vogliamo pubblicare anche tre poesie della stessa autrice che incuriosiscono per la freschezza dei sentimenti mista a leggiadra nostalgia.

Giornate da gatti

Scritto da Alberto Pisano il 17 Aprile 2014.

Giornate da gatti
Giornate da gatti
 
Una mosca tormenta
la mia accidia.
Lasciami stare
stupido ronzante
insetto.
Spegni
quel rasoio elettrico
nelle mie orecchie,
non vedi che stanno ascoltando
il suono languido
delle lancette?
Lasciami in guerra!
Basta!
Armato di uno straccio
inizia la caccia.
Stupida mosca
dove sei, adesso?
Trovata...
la colpisco
ma sfugge
il ronzio aumenta
derisorio.
Trovata...
ma ancora sfugge.
Il tempo passa
come un ladro,
entrambi ormai stanchi
lei di più.
Trovata...
presa...
È inerme schiacciata
due colpi d'ala
il rasoio si scarica
e poi silenzio, di nuovo.
Non volevo...
scusami...
La raccolgo
e la seppellisco
nella spazzatura.
Addio mosca
e grazie
per la compagnia.
 
Alberto Pisano

Storie di vita per la vita

Scritto da Zorzetto Debora, 4CE il 22 Marzo 2014.

Storie di vita per la vita
Si parla per lo più di sovraffollamento, di pessime condizioni di detenzione e di scarsa attenzione alla rieducazione dei carcerati, ma quello che in modo più forte è emerso dalle testimonianze raccolte il 29 gennaio di tre adulti con diversi anni di carcerazione alle spalle, è la sofferenza della perdita degli anni migliori dei figli, il rimorso di una vendetta che ha rovinato la dignità di uomo, il dispiacere di costringere la famiglia ad una realtà fatta di sotterfugi e di corse contro il tempo.

Brava Ilaria!

Scritto da Prof.ssa Cristina Gallo e studenti della classe 4CE il 26 Febbraio 2014.

Brava Ilaria!
Domenica 2 febbraio 2014 una delegazione della classe IV CE, Liceo delle Scienze Umane, Istituto Statale “Marco Belli”, si è recata al Cinema Comunale di Dolo per assistere alla premiazione di un’alunna della stessa classe che ha partecipato al concorso “La Seriola” , organizzata dalla Biblioteca Comunale dello stesso paese e giunto ormai alla 15^ edizione.
Le sezioni alle quali si poteva partecipare erano essenzialmente quattro: la sezione P per i bambini delle scuole primarie, la sezione M per i ragazzi delle scuole secondarie di 1° grado, la sezione S per gli studenti delle scuole secondarie di 2°grado e, infine, la sezione A per tutti gli altri.

Ad Angelo

Scritto da anonima il 24 Febbraio 2014.

Ad Angelo
Caro Angelo,
è la prima volta che scrivo una lettera del genere: non mi era mai successo di rivolgermi a un mio caro in queste circostanze. E devo dire che è davvero difficile: non sai come calibrare le parole, non sai se quello che vorresti esprimere possa risultare abbastanza delicato, adatto. 
Ma eccomi qui; nonostante la mia scrittura impacciata, vorrei parlare di te, del dolcissimo ricordo che mi hai lasciato.
Come ben sai, provavo una grande simpatia nei tuoi confronti, passavo volentieri qualche minuto delle mie cinque ore giornaliere con te e Sandra in segreteria a “contarcela”; addirittura, a volte, rinunciavo a passare la ricreazione con i miei compagni per venire a salutarti e, ogni volta, riuscivo a strapparti un sorriso e qualche complimento, mentre si parlava di studio, di calcio, di qualsiasi cosa.

Nessuno nasce con il reato nel sangue!

Scritto da Maria Bianco Giorgia il 22 Febbraio 2014.

Nessuno nasce con il reato nel sangue!
“Oddio mamma. Non voglio andare. Quelli mi fanno paura!” Così è iniziato, per me, il 29 gennaio.
Con il terrore che mi seguiva come fosse la mia ombra e con in testa mille perplessità, mi sono recata all’incontro con alcuni redattori del giornale “Ristretti Orizzonti”, un periodico creato dai detenuti della Casa di Reclusione di Padova e dall'Istituto Femminile della Giudecca. L’incontro si teneva proprio con alcuni ex-detenuti ed uno in permesso.
All’ingresso non capivo come mai non ci fossero auto della polizia, cellulari per il trasporto dei carcerati e agenti in divisa. Nessun movimento che mi facesse pensare che i detenuti fossero arrivati. “Saranno in ritardo”, mi sono detta.

Invito alla filosofia. Incontro con il professor Enrico Berti

Scritto da La Falca il 05 Febbraio 2014.

Invito alla filosofia. Incontro con il professor Enrico Berti
Sabato 25 gennaio ho avuto l'occasione con alcuni miei compagni di classe ed altri studenti di poter assistere alla conferenza del Prof. Enrico Berti, filosofo e professore emerito dell'Università di Padova. Ha aperto la conferenza citando un libro da lui scritto, Invito alla Filosofia, e riassumendo il contenuto del primo capitolo ha descritto le motivazioni per cui i giovani decidono di intraprendere gli studi della filosofia.

Dall'altra parte della strada

Scritto da Michele Grotto, 3BL il 26 Gennaio 2014.

Dall'altra parte della strada
“Una bella esperienza”. Queste sono le sue parole dopo il lungo viaggio. Questa è la sua risposta ai parenti e ai compaesani curiosi, che lo riempiono di domande. Niente di più e niente di meno. Tutto qui. Sì, certo, non è proprio una persona estroversa, anzi, è un tipo piuttosto taciturno. Non perché non abbia niente da dire ma forse perché se le vuole tenere per sé, le cose che pensa. Wow, come è possibile che dopo sei mesi di assenza non abbia la minima voglia di raccontare le esperienze fatte? Io avrei già raccontato ogni dettaglio del viaggio per almeno tre o quattro volte fino allo sfinimento dei miei poveri ascoltatori.

Cari professori...

Scritto da Iva il 19 Gennaio 2014.

Cari professori...
Perché nessuno se ne accorge? Voglio dire, passiamo nove mesi a scuola, sei giorni a settimana, per cinque ore. Ci guardate in faccia ogni giorno, ci chiedete come va con lo studio, ci interrogate e per quanto alcuni professori ci capiscano, nessuno guarda mai oltre a ciò che gli appare. 
Stiamo morendo dentro, cari professori. Lo sapete? Moriamo dentro perché viviamo in una società dove conta più ciò che appari di ciò che sei. Viviamo in una città dove se non sei vestito firmato e non hai un i-Phone, sei un poveretto. Viviamo delle situazioni familiari complicate e, sì: viviamo col dolore dentro. 

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