Incontri e riflessioni

Istriani a Bibione: così vicini, così lontani

Scritto da Stefano Santellani – 4 AL il 31 Marzo 2010.

Si è svolta a Treviso, presso il Museo di Santa Caterina, la fase conclusiva del progetto “Didattica della storia in dimensione europea: gli anni chiave della storia europea recente”. A questo progetto hanno partecipato diverse scuole italiane ed europee. I lavori sono stati valutati da una commissione che, per la fase conclusiva, ne ha selezionati quattro, tra cui anche quello della classe 4 AL del nostro Istituto. Durante l’anno scolastico 2008/2009 quest’ultima ha intrapreso un lavoro di ricerca improntato allo studio di documenti e di fonti orali. I ragazzi, coordinati dalla prof.ssa Anna Zago e dal prof. Riccardo Tre con la collaborazione della prof.ssa Paola Franchi, hanno affrontato da un punto di vista multiprospettico la storia e le vicende delle migliaia di persone fuggite dall’Istria e dalla Dalmazia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Una fatica, un sorriso

Scritto da Irene, 4al il 29 Marzo 2010.

Lo so, non sono la persona da cui ti saresti aspettato questo.
Ero quella che con più fatica ti parlava e gradiva la tua compagnia, ma, a mio parere, sei la persona che meglio rispecchia il senso di ‘fatica’.
La fatica di nascere in una famiglia con quattro fratelli, la fatica di aiutare a mantenere questa famiglia, la fatica di realizzare un tuo sogno ed un altro che, purtroppo, si è rivelato un incubo; la fatica di vedere che sto crescendo e di vivere da vicino i problemi della famiglia; la fatica di alzarsi la mattina e uscire a testa alta nonostante tutto.

Nichelino

Scritto da Boris, 5as il 29 Marzo 2010.

Ti saluto.
Devo partire,
lasciarti sola.
Spegnerò la luce,
chiuderò la porta,
sparirò.
Me ne andrò
quando sarai innamorata.
Piangerò.
Devo andare.
Ho un appuntamento
con il mondo,
ma so che tu ci sei.
Il tuo saluto
sta
nella bellezza
di quel tramonto.

Mi insegni ad amare

Scritto da Chiara Tonanni Gianni il 29 Marzo 2010.

Caro professore,
ho ricordi di decine e decine di lettere che ho scritto negli anni: momenti di rabbia o di incontenibile gioia che desideravo condividere con qualcuno, ma esse, per la maggior parte delle volte, sono rimaste gelosamente custodite in un cassetto, quasi il solo destinatario prescelto fossi proprio io.
Crescendo, ho imparato il valore delle parole e l’importanza del confronto diretto con le persone. Sta di fatto che, nella maggior parte dei casi, è stendendo nero su bianco i miei pensieri, che riesco ad esprimere più profondamente ciò che penso e che porto nel cuore.

Malinconia

Scritto da Eva Bandiziol il 29 Marzo 2010.

Sottili particolari vagheggiano
nella mia mente...
Petali di ricordi
con impresso il tuo volto
accentuano la mia
Malinconia.
E’ la distanza che ci divide...
Fuori piove. Le gocce di pioggia
cancellano l'ultima traccia di te...

La voce che mi tormenta

Scritto da Jacopo, 5as il 29 Marzo 2010.

Caro amico,
sempre vagai alla ricerca d’un luogo immune alla fatica umana. Tu sai. Molto ho errato, ed invano ho cominciato il mio viaggio verso luoghi primitivi, ove la civiltà non aveva ancora contaminato lo stato di natura che vigeva in posti tanto affascinanti quanto pericolosi. Lì trovai una fatica mai provata, che non avrei mai creduto d’incontrare: la fatica di vivere. Una morsa mi prese mente e corpo. Non seppi che fare.
    Non creder, però, ch’io intenda la fatica comune a tutti gli esseri che vivano in condizioni in cui la natura è antagonista alla stessa vita. La fatica di cui ti parlo è diversa.

La fatica di vivere

Scritto da Mounia, 4al il 29 Marzo 2010.

Per me, la fatica si può riassumere in un’unica parola: VIVERE. Già l’AZIONE di vivere è faticosa.
È faticoso svegliarsi la mattina e capire perché vale la pena alzarsi e continuare a vivere.
È faticoso sopportare i genitori quando ti assillano per cose che ti paiono inutili.
È faticoso riallacciare i contatti con il mondo esterno, quando non ne hai nessuna voglia.

La fatica di una vita

Scritto da Mariaelena, 5 as il 29 Marzo 2010.

Penso.
Guardo mia madre,
il suo volto segnato,
la fatica di una vita distrutta
e ricostruita da soli.
Guardo le persone che vivono,
la fatica che assale tutti i giorni.
Guardo me stessa allo specchio.
La fatica di trovare un senso alla vita,
quando qualcuno già ti suggerisce la soluzione.
La fatica di trovare la felicità nelle piccole cose.

Il sentiero della vita

Scritto da Laura il 29 Marzo 2010.

Cara Chiara,
sono avvolta nel mio sacco a pelo, dopo questa lunga giornata di cammino e penso a te che sei rimasta a casa.
    Sono partita stamattina con tutti gli altri del gruppo. Abbiamo intrapreso un sentiero innevato che saliva lungo il dorso della montagna e dopo pochi minuti abbiamo smesso di parlare, perché il dislivello della salita è aumentato e la pendenza era così forte da togliere il fiato.

I paesaggi dell'anima - Anno scolastico 2008/2009

Scritto da prof. Angelo Benvenuto il 29 Marzo 2010.

I paesaggi dell'anima - Anno scolastico 2008/2009

“ I paesaggi dell’anima”. Crescere da studente al “M. Belli”di Portogruaro.

Le studentesse e gli studenti che si formano nella nostra scuola crescono; acquisiscono saperi e competenze, si confrontano con altri giovani coetanei e con gli adulti; tessono amicizie, vivono amori, sperimentano inimicizie, provano antipatie, intrecciano rapporti con gli insegnanti,  a volte cordiali e costruttivi, a volte meno. Accolgono con serenità quanto loro offerto dagli insegnanti durante le lezioni in classe; oppure vi combattono contro.
In ogni caso gli studenti faticano.

Nella nostra scuola, talvolta, dopo essersi diplomati, ritornano a salutare i compagni più giovani e alcuni insegnanti e, non raramente, con questi ultimi, mantengono rapporti culturali e confidenziali per molti anni ancora.
Altre volte scompaiono per sempre, lasciando un loro ricordo solo negli archivi della scuola.
Tutto questo  rientra nella normalità di ogni scuola superiore italiana; anzi, gli insegnanti che provengono da altra scuola, spesso apprezzano il “Belli” per la relativa “serenità con cui si lavora” e per  la serietà e l’educazione degli studenti.

Fatica? Amore!

Scritto da Francesca il 29 Marzo 2010.

Ciao, Nonno!
Lo so che non potrai mai leggere questa lettera, ma volevo ringraziarti perché, soprattutto in questi ultimi mesi, mi hai fatto vedere con occhi diversi situazioni alle quali non avrei mai dato importanza e anche perché mi hai fatto capire che non tutti i sacrifici richiedono fatica.
    Era ormai da cinque mesi che per colpa di quello che chiamano ‘un brutto male’ eri costretto a rimanere immobile a letto, attaccato ad un respiratore e con lo sguardo fisso al soffitto. Non ti sei mai lamentato.

Che cos'è

Scritto da Marco Codolo il 29 Marzo 2010.

La pazzia

Mamma, hai visto quell'uomo? E’ pazzo!
Perché, my little? E’ pazzo perché se ne frega degli dei
cantando a squarciagola?
Spiegami cos'è la pazzia, allora!
La pazzia è perdere il controllo
e trovarne un altro,
il controllo di saltare, sudare, gridare
in mezzo alla folla acida;

C'è una magia - Aprile 2010

Scritto da prof.ssa Luisella Saro il 29 Marzo 2010.

C’è una “magia” che riesce a fare solo la scrittura.
Leggi e ti pare di sentire accanto a te, anche fisicamente, la persona che quelle parole, un giorno anche lontano, le ha scritte.
Leggi e riascolti la voce che hai conosciuto, che ti è stata cara. Anche se quella voce non c’è più.
Leggi e ricordi.

Amazing Grace

Scritto da anonima il 29 Marzo 2010.

Caro diario,
come va? Io bene, bene, molto bene!
Ti racconto un po’ come è andata al concerto stasera: sono uscita di casa alle sette e mezza e ho fatto tutto di corsa, perché ero tornata a casa dal chiosco solo un’ora prima. Quando siamo arrivati noi, gli altri cori stavano provando le loro canzoni e, dato che eravamo padroni di casa, abbiamo lasciato loro tutto lo spazio di cui avevano bisogno; noi abbiamo cantato senza riscaldamento.

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