Un compito indelegabile

Scritto da Martina Battistutta il 08 Maggio 2017.

Sabato 6 maggio, noi ragazzi delle classi 3^AL e 3^BL, coinvolte nel progetto "Erasmus+", insieme ad alcune classi del nostro Istituto, abbiamo avuto il piacere di assistere ad uno spettacolo teatrale interamente presentato da studenti europei provenienti da cinque nazioni (Spagna, Francia, Lituania, Germania e Italia) e impegnati nel progetto "Erasmus+" nel triennio 2016-2019. Questo progetto prevede la realizzazione di tre prodotti finali: un film documentario, diversi spettacoli teatrali e un cineforum, e, nella fase di realizzazione di questi tre prodotti, ai ragazzi è chiesto di riflettere sul concetto di resistenza, ieri e oggi e, in particolare, sul concetto di impegno e di democrazia. Temi che si sono riflessi anche in questo spettacolo teatrale, che ha avuto luogo presso il teatro Luigi Russolo di Portogruaro.

Alle 8:30 circa lo spettacolo ha avuto inizio con il gruppo dei ragazzi tedeschi, che hanno presentato il loro pezzo dal titolo "Patchwork"; i quattro ragazzi tedeschi rappresentavano, per mezzo di situazioni quotidiane della vita dei giovani, la società di oggi, accecata dall'omofobia, dalla vita sregolata, dal disinteresse e dal razzismo. Queste sequenze di vita quotidiana, apparentemente slegate tra loro, erano in realtà unite da un filo comune: quello per cui è importante che ognuno dia il suo contributo nella società, per avviarsi a rimuovere le ingiustizie e costruire un mondo migliore.  
Dopo la rappresentazione del gruppo tedesco, è stata la volta della Spagna e dello spettacolo intitolato "Com códols", che, grazie a un gruppo di sole ragazze, ha cercato di raccontare la guerra dal punto di vista delle donne. Le ragazze, vestite con gli abiti tipici catalani, cantavano melodie dell'epoca, intense e cariche di emozione e, tra le note, facevano intendere come fosse la situazione delle donne spagnole al tempo della guerra civile del '36. Seppur giovanissime, queste ragazze hanno saputo trasmettere la forza incredibile delle donne del tempo, nonostante le condizioni di vita terribili. 
È seguito il gruppo della Lituania, con uno spettacolo muto intitolato "Red hope", costruito con sola danza, musica, espressione. 
I ragazzi, questa volta accompagnati dai professori, indossavano vesti tipiche e ballavano le danze nazionali, facendo memoria del passato e ricordando la distruzione della guerra. 
È stata poi la volta dei francesi, che, con il loro spettacolo dal titolo "Exil, inventaire", hanno a tal punto colpito il pubblico che, alla fine della rappresentazione, ragazzi e professori si sono alzati in piedi ad applaudire.  Nello spettacolo del gruppo francese, si raccontava la vicenda della traversata da parte di gruppi di famiglie, ai tempi della guerra, verso la spiaggia di Argeles-sur-mer, e le terribili condizioni di vita che quella gente ha dovuto sopportare durante l'inverno, senza alcuna protezione. 
Come ultimo spettacolo, noi ragazzi abbiamo avuto il piacere di guardare i nostri compagni italiani, tutti alle prese con le prime esperienze teatrali, e con un tema così importante.  Lo spettacolo, intitolato "Chi è fuori è fuori, chi è sotto è sotto", racconta la guerra dal punto di vista dei bambini. 
Il pezzo si è sviluppato attraverso varie situazioni tipiche dell'età dei bambini, spensierate e quotidiane, spezzate d'improvviso dal suono della guerra: i bombardamenti. Gli studenti rappresentavano bambini che a loro volta, ognuno a modo suo, raccontavano che cosa significasse per loro il concetto di resistenza; tra loro vi erano anche dei bambini che da grandi sono stati essenziali per la nostra patria: partigiani, ragazzi giovanissimi, che hanno deciso di mettere in gioco la propria vita per la difesa di ideali forti, in nome della propria patria e di valori che ritenevano irrinunciabili. 
Tutti questi spettacoli, prodotti da nazioni così lontane tra loro, sono in realtà uniti da alcuni fili comuni: ognuna di queste rappresentazioni mira a scuotere il pubblico, e noi giovani in particolare, per invitarci a riflettere su come ci si può impegnare nella vita quotidiana. Ognuno di noi, anche oggi, nel proprio piccolo è insostituibile ed ha un compito indelegabile, proprio come i giovani che negli anni di guerra e durante la Resistenza, pur sapendo che avrebbero messo in pericolo la propria vita, si sono impegnati per un mondo migliore.