Scrivono i Prof

Terza ora: ricevimento (incipit)

Scritto da Prof. B il 30 Marzo 2011.

MADRE: “Buongiorno. Allora, mia figlia?”
PROF: “Veramente…”
MADRE: “Lo sapevo! Questi ragazzi! Oramai sono così… Ma sa perché? Perché hanno tutto. Non come ai tempi nostri, quando non avevamo niente e dovevamo ringraziare per le sberle che ci davano. Altro che sberle, adesso: 200 euro di scarpe e ancora non sono contenti! Ah, ma a voi insegnanti non vi invidio, poverini… Prima di partire, ho quasi litigato con la Marisa (noi la chiamiamo così). Le ho detto: ‘Marisa, non è vero che non fanno niente. Se non fosse che la casa è sempre lurida, ti porterei con me da quello di filosofia.

Lo guardi bene in faccia e poi mi dici se non sono guadagnati’. La Marisa, si sa, la fanno facile, loro… Mica come noi, che dobbiamo denunciare anche il fiato. Povera Italia! Pensare che a mia figlia glielo dico sempre, io: ‘Jessica, studia se non vuoi passare la vita a pagar tasse!’ Ma no, niente da fare! Forse si aspetta che gliele paghiamo noi.”

PROF: “…”
MADRE: “Oddío, mi scusi se le rido in faccia ma non è per lei in particolare. E’ che pensavo… Perché la Jessica mi racconta, sa?, le mattinate in classe. Poveri voi! E poverini anche loro... Io però le dico: ‘A casa cosa faresti, con la Marisa che spalanca sempre tutto? Almeno a scuola stai al caldo. Poi torni, mangi, servita e riverita che non devi nemmeno portarti via il piatto, e dopo “Uomini e donne” metti insieme quel po’ di compiti. Cosa sarà mai… Così ti costruisci un futuro che, per come vanno le cose in Italia, fa sempre comodo, no?’. Nossignore! Finita la De Filippi, comincia il resto: Facebook, le telefonate, il corso di latino-americano, le unghie, lo spritz in piazza con le amiche… Poi la sera tornano stanche, hanno bisogno di rilassarsi con la musica e un genitore non può neanche permettersi di ‘rompere’ per dire che è pronto in tavola. D’altra parte, non avranno inventato il microonde solo perché la Marisa lo spolveri, no? Ecco come mi risponde.”
PROF: “Ha detto ‘Jessica’, signora. La classe?”

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