Progetti e attività

Sasso nello stagno

Scritto da Alessia e Antonella, 3BL il 16 Marzo 2011.

“Le frasi sono pietruzze che lo scrittore getta nell’animo del lettore. Il diametro delle onde concentriche che esse formano dipende dalle dimensioni dello stagno” – Nicolàs Gòmez Dàvila “Sasso nello Stagno” è un progetto di prevenzione dalla dipendenza da alcool e droga. Abbiamo deciso di prendere parte a questo progetto, perché il mondo della droga è un mondo moooolto vicino al nostro, nonostante ce ne sentiamo moooolto lontane. È un progetto iniziato in seconda superiore, quando Daniele e Alessandra, due educatori, sono entrati in classe nostra presentandoci un’attività già conclusa che si basava, come questa, sulla “peer education”: l’ “educazione tra pari”, che consiste nel coinvolgere i giovani affinché siano loro ad “educare” i propri coetanei.

In questo progetto, in effetti, siamo state noi studentesse a trasmettere ai ragazzi del nostro Istituto ciò in cui crediamo; a condividere i nostri valori, i nostri principi e a proporre un modo diverso, VERO, BELLO e SANO per divertirsi…appassionatamente. Alla luce dell’esperienza vissuta, riteniamo che la “peer education” sia davvero un modo efficace e valido per rapportarsi con i coetanei, perché, avendo un modo di comunicare uguale al loro e vivendo le loro stesse problematiche adolescenziali, per certi versi risultiamo più “credibili”.“Sasso nello stagno” è stato un progetto molto profondo.

Abbiamo svolto attività divertenti, che ci hanno stimolato a metterci in gioco in modo non superficiale, invitandoci a chiederci e a dare sempre un senso, un significato a ciò che facevamo, pensavamo e dicevamo. È stata un’ esperienza utile, molto utile per crescere e per imparare a lavorare insieme agli altri, rispettando i tempi e le idee di ciascuno.

ll “prodotto” finale di questo progetto è stato frutto del lavoro di dieci ragazze, noi comprese. Abbiamo lavorato insieme durante l’orario scolastico, ma anche impegnando diversi pomeriggi e dunque mettendo a disposizione il nostro tempo libero, mettendoci in gioco e lasciando che piano piano emergessero tutti gli aspetti della nostra personalità: quelli belli ma anche quelli che ci piacciono di meno. Il risultato di questo impegno è stata innanzitutto l’amicizia che nel tempo è cresciuta tra di noi e poi anche…un disco: abbiamo infatti inciso una canzone con l’aiuto di Marco Anzovino, cantautore ed educatore.

Ciascuna di noi ha cercato di valorizzare i propri talenti e, con passione, ha contribuito alla creazione del testo del brano, che s’intitola “Oggi sono qui”. Frutto del nostro lavoro è stato anche un libretto, nel quale ognuna, con una frase e un disegno, ha provato a descriversi e a scrivere qualcosa d’importante da comunicare agli altri. La canzone racconta che…oggi siamo qui. Proprio come dice il titolo. E’ un invito a riflettere sulla vita, innanzitutto. E e a chiedersi se siamo capaci di emozionarci, di credere in qualcosa, di ragionare con la nostra testa e di vivere seguendo i desideri del cuore, capendo che è importante trovare se stessi e inseguire ciò che ci rende felici, non facendosi condizionare da ciò che ci propone la società e da ciò che fa “la massa”.

Siamo convinte che se tutti riuscissimo a stupirci, ad appassionarci per qualcosa di “grande”, che “valga la pena”, e a intravedere nei piccoli gesti quotidiani la bellezza della vita, non servirebbe rifugiarsi nei cosiddetti “paradisi artificiali” (che, proprio perché artificiali, sono finti!) e non servirebbe perdere tempo a scervellarsi per cercare di fuggire dalla realtà.

Questa esperienza è servita come prevenzione per i giovanissimi, perché abbiamo incontrato tutti gli studenti delle classi prime del nostro Istituto, abbiamo presentato la nostra canzone, il libretto e soprattutto il senso del lavoro che abbiamo fatto insieme, ma è stata utile anche come occasione di crescita personale. Insieme abbiamo capito che è importante avere il coraggio di mettersi in gioco e di sentirsi protagonisti della vita. Se quando, in classe, sono entrati Alessandra e Daniele, non avessimo seppur timidamente alzato la mano e dato la nostra disponibilità, non avremmo vissuto questa esperienza e saremmo rimaste, come tanti, nascoste dietro il nostro banco.Un po’ come accade nella vita, avremmo perso una bella occasione che magari non tornerà più.

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