Progetti e attività

Rotte Migranti

Scritto da Gli studenti della 3BE il 07 Dicembre 2012.

Locandina rotte emigratis
Rotte emigranti
Il giorno 6 novembre 2012, noi studenti della 3BE, ci siamo recati alla “Casa dello Studente” a Pordenone, per partecipare alla mostra interattiva “Rotte Migranti” organizzata dalla Caritas. Ad ognuno di noi è stato assegnato un personaggio proveniente o dal Pakistan, o dall’Albania o dall’Etiopia e, quindi, sono state simulate alcune esperienze che vengono raccontate di seguito.
PACHISTANO-STORIA:
* Ero un uomo Aziz di origine pakistana scappavo dal mio paese per cercare lavoro
* avevo speso i miei risparmi e avevo deciso di scappare
* avevo preso un gommone con molte altre persone
* quando arrivai a Lampedusa trovai un ricco signore il quale mi offrì “lavoro nero” come venditore di fiori
* mentre lavoravo arrivò la polizia che ci condusse presso alcuni uffici dove fummo interrogati e ci presero le nostre impronte digitali
* poi ci fu detto che qui in Italia non potevamo restare e che l’ indomani sarebbe arrivato un aereo con il quale ci avrebbero riportati in patria.
ALBANESE-STORIA:
* Mi chiamavo Lira, avevo 16 anni ed ero albanese
* arrivai in Italia perché mi ero innamorata di un uomo che mi aveva promesso che se fossi andata in Italia mi avrebbe sposata
* io gli avevo creduto e quando arrivai  in Italia scoprii che la sua promessa era una farsa e che mi aveva fatto venire qui solo per farmi prostituire
* la polizia ha sorpreso  me e le mie “colleghe” mentre lavoravamo per strada
* quindi gli agenti ci hanno portato in questura e ci hanno consigliato di denunciare i nostri sfruttatori, in modo che potessimo venire ospitate in una comunità.
ETIOPE-STORIA:
* Mi chiamavo Dawit,  avevo 50 anni ed ero etiope
* ero arrivato in Italia per cercare la felicità
* nel mio paese di origine mi avevano bruciato la casa e, nascondendomi, con tanta paura, sono riuscito a sbarcare e ad iniziare una nuova vita
* avevo tanti fratelli e sorelle e ora non so più se sono vivi o morti
* qui in Italia mi hanno dato il diritto d’asilo e ho iniziato a lavorare in un cantiere edile.
LE EMOZIONI PROVATE
 
Il fatto di essersi immedesimati nei tre personaggi, è stata, per noi, una bellissima esperienza perché siamo riusciti a capire che cosa succede veramente agli immigrati.
Gli italiani-attori che ci accoglievano hanno interpretato il loro ruolo in maniera estremamente veritiera, trattandoci male, allo stesso modo in cui vengono trattati tutti gli immigrati che arrivano in Italia.
Prima di questa esperienza potevamo solo immaginare queste situazioni di vita.
 
Chi arriva in Italia lo fa per serie motivazioni, lo fa per cercare pace, lavoro e una speranza di vita migliore.
Purtroppo alcune persone non riescono a capire e ad immedesimarsi nei panni dei migranti e non si fanno problemi ad abusarne e a sfruttarli come se fossero cose. Riteniamo che sarebbe utile che gli sfruttatori potessero vivere  un’esperienza come quella che abbiamo vissuto noi perché si renderebbero conto di quanto sono crudeli le loro azioni.
Abbiamo tutti una profonda ammirazione per coloro che, già così giovani, lottano, si sacrificano, compiono scelte difficili, per offrire alle proprie famiglie e a loro stessi una vita migliore.
Pur nella sua brevità, l’esperienza ci è stata molto utile per ridimensionare i  nostri problemi che sono poca cosa a confronto di quelli degli immigrati.

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