Progetti e attività

Brevi considerazioni sulle gite scolastiche

Scritto da Elisabetta - 2 BL il 13 Aprile 2010.

Come compito per casa, tempo fa mi era stato assegnato un tema nel quale avrei dovuto argomentare, prendendo una posizione, sull’utilità o meno delle uscite scolastiche, “gite” o viaggi d’istruzione che dir si voglia. Comincio subito dicendo che, a mio parere, le gite scolastiche sono un modo più che utile per apprendere al di fuori dei limiti e delle regole alle quali si viene sottoposti stando cinque ore seduti in un banco di scuola senza possibilità di essere “liberi di muoversi” o di scambiare le proprie opinioni con i compagni. Detto “terra terra”, trovo più che sensate le gite poiché uniscono l’utile al dilettevole.
Ma basta parlare con qualsiasi professore o genitore per vedere chiare le posizioni contrastanti che emergono su tale spinosa materia. Tutto ciò, per me, è deludente.
Molti sostengono, infatti, che le gite scolastiche, per gli studenti, sono solo un momento ricreativo durante il quale non imparano quasi nulla e che, tutto sommato, l’intera istituzione scolastica sta diventando un momento di svago utilizzato dagli studenti solamente per “impegnare la mattinata”.


( Sì. Certo. Sono sicura che, se potessimo scegliere, non sceglieremmo certo la scuola per “impegnarci la mattinata”!). Comunque, tornando a noi, sapete che vi dico? Che le gite, oltre ad essere utili dal punto di vista informativo-culturale, sono anche delle opportunità per passare dei bei momenti assieme ai propri compagni di classe! Poi volete mettere la noia che si prova nel guardare un’immagine in un libro di testo, rispetto al vivo interesse che suscita guardandola direttamente sul luogo dove si trova?
Studiando in un liceo linguistico prendo ad esempio le gite di una settimana che si fanno una volta all’anno a partire dalla seconda. Ovviamente queste gite all’estero, si fanno per aiutarci nello studio della lingua, ma in questo modo abbiamo anche l’occasione di visitare luoghi totalmente nuovi e comprendere anche una cultura differente dalla nostra. Allora, come si fa a pensare che i viaggi d’istruzione sono una perdita di tempo??? Va bene, è vero che, secondo dati confermati da ricerche in merito, gli studenti italiani sono tra i meno diligenti, (modestamente! ù_ù), ma è anche dimostrato che il 73% degli studenti apprezzano “l’imparare” durante le gite scolastiche, in quanto maggiormente stimolati dalle sensazioni e dalle emozioni che provano e che condividono con i compagni.


C’è anche da dire che non biasimo quelli che pensano ai rischi che comporta andare in gita. È assolutamente vero che, specialmente in casi di gite di svariati giorni, c’è un alto rischio che possano accadere degli “imprevisti” che compromettono la sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti, ma è vero anche che, allora, invece di cercare di eliminare del tutto le gite scolastiche, si può proporre di “selezionare” con più accuratezza gli studenti che sono portati in gita e anche gli insegnanti (spesso infatti viene sopravvalutata la capacità e la serietà degli insegnanti), perché ,secondo me, tutto dipende dalla coscienza e dal senso di responsabilità di ciascuno. Se si dovesse vivere vittime della paura di questi rischi, staremmo tutti sotto a delle campane di vetro!


Quindi, no! Le gite non ci fanno solo perdere tempo, ma ci aiutano ad imparare con più coinvolgimento rispetto a quando stiamo in classe. È vero che comportano anche molti rischi e soprattutto molte responsabilità, ma ci offrono un’opportunità incredibile di “girare il mondo”, e di conoscere cose e persone nuove. Per degli adolescenti sono delle esperienze magnifiche nelle quali si passano dei momenti indimenticabili con i propri amici ed insegnanti. Certo non va trascurato il fatto che in gita si va anche per imparare, ma ciò diventa QUASI un divertimento (per quanto possa essere divertente imparare!). E poi la vita è fatta di rischi: persino andare a fare una passeggiata lungo un marciapiede è un rischio al giorno d’oggi, ma se non si rischia non si impara niente e non si va da nessuna parte! Neanche in gita!

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