Incontri e riflessioni

You're beautiful

Scritto da anonimo il 25 Febbraio 2011.

C'è nebbia. Nebbia sottile e fitta. Microscopiche goccioline d'acqua sospese nell'aria che creano un'atmosfera irreale e distorcono i contorni delle cose. Inganna la vista e la mente, soprattutto alle 7.00 di una gelida mattinata invernale. Il vento freddo scompiglia i capelli dorati di James, che entra nella metro affollata, ancora tentando di riprendere possesso delle sue facoltà mentali. C'è anche più gente del solito. Qualcuno telefona, qualcuno ascolta musica con le cuffie, qualcuno parla sottovoce con il vicino. Tutti sono grigi in volto.
Rimane in piedi in silenzio, quasi incantato a leggere le scritte provocatorie sulle pareti del vagone, mentre aspetta la sua fermata. Si è trasferito a Londra da poche settimane, eppure l'ambiente della metro con cui si reca al lavoro, come cameriere part-time, gli è già familiare.
Il treno sotterraneo frena all'improvviso e il ragazzo si aggrappa ad uno dei pali rossi appena verniciati. "A Londra ci sono troppe cose rosse", pensa.
Ad un certo punto, alza lo sguardo e accade: attraverso il vetro della porta scorrevole, non ancora aperta, vede una ragazza. E' diversa dagli altri, lei: non è triste. È sorridente, invece, e attira la sua attenzione distraendolo dalle considerazioni poco interessanti che stava facendo. E' di una bellezza statuaria e tutta la sua persona emana una sorta di spontaneità. James si trova nel giro di un secondo in balìa di emozioni contrastanti.
Da una parte si rende conto che la situazione potrebbe risultare strana agli occhi della giovane (uno sconosciuto la sta fissando insistentemente), ma dall’altra non riesce ad impedirsi di continuare a contemplare quel viso angelico, circondato da lunghi capelli scuri e lisci. La chioma castana contrasta con la carnagione chiara e con i grandi occhi dello stesso colore del cielo terso in una giornata di sole. Sono occhi limpidi, dolci, eppure penetranti, quando lo sguardo si sposta su quelli di James. Ciglia folte incorniciano quelle iridi blu piene di vitalità. La ragazza indossa un lungo e pesante cappotto bianco, adatto al freddo di novembre, e un semplice paio di jeans scoloriti. Le mani affusolate sono coperte da un paio di guanti neri. James è talmente stregato dalla sua persona che il tempo pare bloccarsi, mentre la osserva. Ogni cosa attorno a lui sembra dissolversi nella foschia e pochi secondi si dilatano all’infinito.
Pensa che potrebbe dedicarle tutte le canzoni d’amore esistenti, ma nessuna sarebbe in grado di esprimere con efficacia le emozioni provocate da questo “colpo di fulmine”. James riflette per un attimo sulla possibilità di comporne una lui. La tentazione di seguire colei che con un solo sorriso ha dato senso alla sua giornata è forte. Il ragazzo immagina di correre fuori dal vagone opprimente e parlare con l’oggetto del suo interesse. Fantastica di scoprire che i suoi sentimenti sono ricambiati e che esistono numerosi interessi comuni. La sua immaginazione corre a briglia sciolta. Nella sua testa James ha tra le braccia il suo angelo personale, con cui costruire un futuro.
Qualcosa, però, forse quel briciolo di concretezza che gli è rimasto, gli impedisce di gettarsi fuori dalla metro. Non certo la mancanza di coraggio, ma un dato di fatto che il suo inconscio fatica ad accettare.
La mano di lei è intrecciata a quella di un altro uomo.
James si sente come se stesse riprendendo a respirare dopo una lunga apnea, riportato a galla dall’evidenza della realtà. Mille castelli in aria distrutti, mille progetti e speranze impossibili disfatti.
Lei non sarà mai sua.

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