Incontri e riflessioni

Uscita al Vittoriale

Scritto da Dario Dedi il 16 Maggio 2017.

Uscita al Vittoriale

Giovedì 6 marzo, la 5AE, in compagnia di un’altra classe quinta, si è recata presso il Vittoriale degli Italiani, ovvero l’ultima casa in cui è vissuto Gabriele D’Annunzio, che è morto proprio in quella splendida abitazione. Accompagnati dalle professoresse Saro, Scalon e Ortis abbiamo avuto la fortuna di visitare questo bellissimo luogo che, oltre che dal punto di vista culturale, ha una enorme valenza estetica.

Nel corso di questo anno scolastico abbiamo letto "Il Piacere" di D’Annunzio, e tra le pagine di quel libro, abbiamo potuto provare - direi quasi toccare con i nostri sensi - tutte le emozioni e le sensazioni che provava il protagonista, Andrea Sperelli. La descrizione minuziosa dei particolari, la cura, l’analisi attenta dei sentimenti all’interno delle dinamiche amorose raccontate dal narratore diventano percepibili ad ogni riga del testo e la forza delle parole fa sì che il lettore se ne senta travolto ed impregnato. 

Tuttavia, andando a visitare il luogo in cui D'Annunzio è vissuto dal 1921 al 1938, mai mi sarei aspettato di vedere ciò che poi in realtà ho avuto la fortuna di vedere. Credevo che avrei visitato un luogo tutto sommato comune, immaginavo di vedere alcuni oggetti preziosi e qualche oggetto personale di D’Annunzio conservato, come accade spesso nelle case-museo, invece abbiamo trovato tutt’altro.

L’ingresso della casa fa subito capire che ci si sta addentrando in un luogo speciale. L'entrata è molto cupa, caratterizzata da una decina di gradini; in mezzo, una colonna divide in due l’accesso. Questo primo elemento è fondamentale anche per capire le sfumature caratteriali di D’Annunzio, difatti quella colonna posta al centro indirizza i visitatori in due direzioni: destra e sinistra, appositamente distinte dal punto di vista simbolico oltre che fisico. L’ingresso a sinistra della colonna porta alla sala d’attesa degli ospiti desiderati, mentre quello a destra porta alla sala d’attesa degli ospiti indesiderati. La guida ci ha oltretutto raccontato un interessante aneddoto dal punto di vista storico: Mussolini infatti visitò D’Annunzio e l’artista, armato della sua arte provocatoria e tagliente, fece attendere il dittatore nella sala d’attesa degli ospiti indesiderati, nonostante il grande potere politico di cui disponeva il capo del governo. 

Proseguendo abbiamo visto le stanze in cui viveva quotidianamente le sue vicende personali, ovvero la Stanza della Musica, la Sala del Mappamondo, il Bagno Blu, l’Officina… Ogni stanza ha quasi una sua essenza magica; sembra che i mobili, i piatti, gli oggetti, i tappeti, gli arazzi, i libri, gli strumenti musicali… tutto emani la vitalità dirompente che il cuore di D’Annunzio custodiva con cura. Il profumo amorevole, erotico, vibrante che si sente in tutta la casa rende materia tutto ciò che di astratto ed artistico il Nostro ha prodotto. 

La parte esterna invece (il giardino, il Mausoleo, la Nave...) racconta la grandezza intellettuale che D’Annunzio ha voluto rappresentare visivamente: il paradosso della nave nel bel mezzo di un giardino rispecchia perfettamente l’aspetto originale che caratterizza il Poeta Vate.

È stata una giornata molto interessante e piacevole: abbiamo portato a casa "un pezzo" di D’Annunzio che resterà nel ricordo dell’esperienza sensoriale che abbiamo avuto vedendo il luogo in cui è vissuto un grande artista, pensatore ed intellettuale, e sicuramente, ora, leggere le pagine del Piacere ha tutto un altro sapore.

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