Incontri e riflessioni

Ripensando all'esame

Scritto da Francesca Mariotto, 5°AL il 05 Settembre 2010.

È passato quasi un mese dalla fine dell’ esame di Stato e ancora oggi mi sembra strano aver superato tutto: l’ agitazione, la paura di aver  tralasciato qualcosa da studiare e di non riuscire a rispondere alle domande ed altre paranoie che, in soggetti come me, fanno salire l’ ansia a mille, tanto da temere di non farcela a controllare la situazione.
E che dire del cosiddetto “approfondimento”? Man mano che si avvicinava la fine della scuola, i corridoi del Marco Belli pullulavano di studenti che, approfittando del cambio dell’’ora e della ricreazione, inseguivano i professori  in cerca di qualche consiglio utile per ampliarlo o migliorarne la stesura. 
Che fatica trovare il giusto argomento da portare all’ esame! Forse, pensandoci bene, avevano proprio ragione alcuni prof. che, dall’ inizio dell’ anno scolastico, parlando degli esami, non volevano terrorizzarci ( anche se sotto sotto quello per alcuni era il risultato!) ma metterci semplicemente dinanzi alla realtà e farci vivere al meglio, scandendo le tappe, quei nove mesi che – quasi come una gravidanza – con il “travaglio” finale ci avrebbero portato all’esame e al diploma.
Tanti sono stati i consigli che la 5°AL ha ricevuto in vista degli esami, anche se noi studenti  facevamo finta di non sentirli, in quanto giugno veniva considerato lontano. Invece i giorni passavano velocemente e il conto alla rovescia diventava incalzante: meno 30, meno 15, meno 5 giorni dalla fine della scuola…
L’ ansia aumentava sempre più e con lei anche lo stress ma, nonostante ciò, la 5°AL è riuscita a vivere con allegria anche quegli ultimi giorni. “L’ esame l’ hanno fatto in tanti…vuoi che io non ce la possa fare?” …”Dai , se abbiamo superato le interrogazioni della prof Taldeitali, vuoi non farcela agli esami?”.
In classe si cercava di ironizzare, ma il pensiero della prima prova e soprattutto del “super quiz” del terzo giorno d’ esame logorava ossessivamente i pensieri di tutti.
Tornando alla “tesina”, problema dei problemi per ogni studente di quinta, che fatica scegliere l’ argomento adatto! Alcuni hanno scelto un tema quasi a caso, altri hanno avuto idee stravaganti, altri ancora sono riusciti a creare un buon lavoro a partire da un film, una canzone, un ricordo, una frase che li aveva particolarmente colpiti,  facendo dell’approfondimento non un lavoro qualsiasi ma il PROPRIO LAVORO, che non è servito soltanto a sostenere un buon orale  ma  è servito a  conoscersi un po’ di più e a conoscere un po’ meglio un aspetto significativo del guazzabuglio che è la realtà.
Costruire la tesina per alcuni è stato solo un “dovere” che si è tradotto in una poco stimolante operazione di “copia -  incolla”; per altri invece si è dimostrato un impegno che magari è costato tante giornate di studio e di ricerca, ma che alla fine ha regalato qualcosa di più grande, che resterà per sempre.
Io sono riuscita a vedere oltre, semplicemente perché ho deciso di lavorare “per me”.  E voi?

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