Incontri e riflessioni

Repubblica Dominicana: al di là del mare

Scritto da Jada Manente, 4DL il 12 Aprile 2017.

Repubblica Dominicana: al di là del mare

Jada Manente, allieva della 4°DL del nostro Istituto, dopo aver superato molte selezioni, sta ora vivendo la sua felice, anche se faticosa, esperienza nella Repubblica Domenicana, dove trascorrerà ben undici mesi in mobilità internazionale. Nelle righe che seguono,Jada ci racconta di come in breve tempo sia stata “rapita” dall’atmosfera magica e luminosa dei luoghi, nonché dall’energia e dall’umanità di un popolo che ha la “danza nel sangue” e tanto altro ancora…. Prof.ssa D. Bossone

“Quando ballano lo fanno con amore, è qualcosa che hanno nel sangue e in realtà è così: molti affermano che quando ballano è come se uscisse lo spirito aborigeno che è in loro, guidandoli nella musica”.

Cosa vi viene in mente se dico Repubblica Dominicana?

Sono sicura che tutti voi stiate focalizzando l’immagine di un lussuoso resort, una spiaggia dalla famosa “arena blanca”, una palma, il mare cristallino e voi stessi stesi su un lettino sotto il sole caraibico sorseggiando un fresco cocktail. Bene, per quanto questi luoghi meravigliosi esistano davvero, la Repubblica Dominicana non è solo questo; al di là dei resort e delle spiagge, ci sono molti luoghi ricchi di cultura, storia e tradizioni che io ho avuto la possibilità di scoprire.
A differenza di quanto si possa pensare, questo paese è molto diverso dall’Italia: la cultura è piuttosto complessa e ci sono delle caratteristiche molto particolari.
Spero di riuscire ad essere chiara per farvi scoprire qualcosa in più riguardo questa meravigliosa isola, qualcosa in più rispetto a quello che si trova nelle guide turistiche per farvi apprezzare questo meraviglioso paese che ha rubato il mio cuore.

Quando sono arrivata ho trovato un mondo che non mi sarei mai aspettata di trovare e al quale non è stato facile abituarsi.
Prima di tutto voglio mettere in chiaro un concetto chiave che all'inizio sottovalutavo: la Repubblica Dominicana è un paese del terzo mondo, sottosviluppato e dove abbondano povertà e delinquenza.
Non è strano dover convivere con l’acqua e la luce che se ne vanno almeno una volta al giorno, lavarsi con dei secchi d’acqua o dover stare in un salotto illuminato dalla luce di due candele, avere paura di camminare per lunghe distanze perché si può essere aggrediti e rapinati, bisogna stare sempre sull’attenti proprio perché la povertà e la delinquenza sono dietro l’angolo.

La società è divisa in due gruppi, i ricchi e i poveri; non ci sono vie di mezzo se non due estremi che di tanto in tanto si scontrano. Può capitare di vivere in una casa dove non ci sono nemmeno il pavimento e l’acqua corrente o in un lussuoso appartamento a due piani con tanto di piscina interna.
Una cosa che apprezzo e che mi ha insegnato questo paese è che, nonostante la povertà, le persone non perdono mai il sorriso, sono felici delle piccole cose che possiedono. Questo non è da dare per scontato; posso dire che la Repubblica Dominicana è un paese felice, dove chiunque ha il sorriso, ricco o povero che sia, le persone godono della vita e affrontano tutto con positività e ottimismo; qui l’ansia non esiste, anche le preoccupazioni vengono prese per il verso giusto.
Le persone quindi sono amabili e calorose, entusiaste, spumeggianti, positive e danno una forte importanza all’amicizia e alla famiglia, elementi centrali nella vita del dominicano.

Un altro elemento importante per la popolazione è la patria: i dominicani si sentono veramente parte di uno stesso paese e questo, a mio avviso, fa loro molto onore.
Il patriottismo è tale da far precedere qualsiasi atto quotidiano, che sia l’inizio della giornata scolastica o lavorativa, dal canto dell’inno nazionale, tutti rivolti verso la bandiera bianca, rossa e blu, con la mano sinistra poggiata sul cuore.
Ricordo che quando sono arrivata non capivo questo loro amore e rispetto verso le loro origini, ma adesso, a distanza di sei mesi, mi sento parte di tutto ciò e posso dire che durante il canto non sto più in silenzio ad ascoltare come all’inizio ma mi faccio coinvolgere dalle loro voci e dal loro animo, dalla loro passione e li accompagno nel canto.

Con la stessa passione con cui cantano l’inno, i dominicani ballano e sono famosi per questo. Sembrerà una sciocchezza, ma è uno degli elementi principali della loro cultura, una tradizione che risale agli albori della storia di questo popolo.
Quando ballano lo fanno con amore, è qualcosa che hanno nel sangue e in realtà è cosi: molti affermano che quando ballano è come se uscisse lo spirito aborigeno che è in loro, guidandoli nella musica.
Si dilettano nei tre balli tipici: merengue (da quest’anno patrimonio dell’umanità), bachata e salsa. Fin dalla più tenera età, gli vengono insegnati questi balli, nelle stesse scuole nell’ora di ginnastica si balla, motivo in più per farvi capire quanto sia importante per loro.
E’ bellissimo vedere come quando c’è una festa, una riunione di famiglia o qualsiasi evento, iniziano a ballare non appena sentono la musica, lasciandosi alle spalle tutti i pensieri.

Quella domenicana è una società aperta per quanto riguarda il vizio e il godimento dei piaceri della vita, ma anche condizionata allo stesso tempo; infatti, vigono delle regole di comportamento molto rigide che nessuno si azzarderebbe ad infrangere, molto spesso dettate dalla religione. Infatti, il paese è molto religioso.
Tutte le scuole sono gestite da suore o frati e se un bambino è di un’altra religione, o nel corso degli anni cambia orientamento religioso, viene espulso e costretto a cercare un’altra istituzione. Molto spesso le scuole non cattoliche o cristiane sono private e molto costose, proprio perché non sono molti i frequentanti.
La religione tende ad inibire i dominicani, per esempio il sesso è un argomento tabù: la religione dice che è sbagliato fuori dal vincolo matrimoniale e quindi non viene diffusa l’informazione, specialmente tra i giovani. Di conseguenza, ci sono molte ragazze adolescenti, giovanissime, che, a causa della disinformazione, restano incinte e vengono quasi sempre allontanate e diseredate dalla famiglia.
La religione influenza anche il modo di concepire l’aspetto fisico: piercing e tatuaggi sono considerati elementi che si addicono solo ai delinquenti.

Su questo però c’è una distinzione tra uomo e donna, e con ciò apro un altro grande e importante tema caratterizzante questa complessa e intricata società: un profondo e atavico maschilismo.
Pensate alla situazione presente in Europa ai tempi dei vostri nonni… bene, la situazione nella Repubblica Dominicana è rimasta tale e quale.
Sostanzialmente, gli uomini possono fare qualsiasi cosa, al contrario delle donne che hanno molte limitazioni (ovviamente ci sono delle eccezioni).
L’uomo può uscire con gli amici senza avere orari di ritorno, può avere tatuaggi, può fumare, deve essere quello che lavora e, soprattutto, non deve assolutamente muovere un dito in casa.
La donna invece non può avere tatuaggi, piercing, fumare o uscire quando vuole con le amiche, se esce deve rientrare molto presto, non ha nemmeno la libertà di tingersi i capelli senza chiedere il permesso o alla famiglia o al fidanzato/sposo, deve cucinare, fare tutti i lavori di casa, badare ai bambini e rispettare quello che dice la figura maschile presente nella sua vita.
È molto triste vedere che ancora adesso, nel mondo, esistono queste situazioni, dove la donna non ha la totale libertà di essere se stessa, forte e indipendente; le donne vengono cresciute con l’idea che se non è o sarà presente un uomo nella loro vita non potranno mai essere nessuno.

Detto questo, nonostante la vita qui sia complessa, per certi aspetti retrograda, questo è un paese che ha tanto da offrire e da insegnare.
Sono contenta di avere avuto l’opportunità di viverci per undici mesi, di aver scoperto le sue bellezze, ricchezze, pregi e difetti, di essermi fatta un’idea su come sia diverso ma allo stesso tempo uguale il mondo.
La Repubblica Dominicana è veramente un paradiso terreste, sia per quanto riguarda i luoghi sia per quanto riguarda le persone meravigliose che sto avendo la possibilità di incontrare.

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