Incontri e riflessioni

Primo incontro di “Dibattito fra studenti”

Scritto da Dario Dedi il 05 Marzo 2017.

Primo incontro di “Dibattito fra studenti”

Recentemente si è tenuto il primo incontro del progetto “Dibattito fra studenti”, pensato e promosso dai rappresentanti degli studenti. Un incontro importante, ora spiego perché.

Quando ho deciso di candidarmi come rappresentante di Istituto, avevo bene in mente che cosa volessi fare: portare il mio desiderio di cambiare la società a partire dalla scuola, rendere partecipi gli studenti su tematiche che solitamente poco li interessano, o così credono. 
La scuola, per me, è il luogo in cui dovrebbe nasce la cultura, in cui l’intelligenza del singolo trova un modo per realizzarsi in qualcosa di concreto. La scuola per me dovrebbe essere un luogo in cui noi ragazzi ci incontriamo per ascoltare le lezioni dei professori e per fare le verifiche, ma anche un luogo in cui le passioni di ognuno si confrontano in modo costruttivo con quelle altrui. Allora, io che amo parlare e discutere, ho pensato di creare un gruppo di studenti che si incontrassero dopo scuola per parlare di temi di cultura e di attualità, per fuggire almeno per un’ora dalla confusione e superficialità del mondo e per discutere di temi importanti. 
Quando mi sono chiesto di che cosa si potesse parlare nel primo incontro, ho pensato che il primo tema potesse essere proprio la scuola. Mi sono detto: “Se voglio che la società cambi, che noi ragazzi ci interessiamo di arte e cultura, prima di tutto devo far sì che la scuola sia un luogo in cui ciò può avvenire, e devo capire se nella scuola di oggi questo è possibile". Così il titolo del primo incontro è stato: “La scuola: cosa funziona e cosa no. Sguardi sul futuro", perché, dal confronto con gli altri studenti, volevo capire cosa occorre alla scuola affinché possiamo crescere intellettualmente, culturalmente ed artisticamente.
 
All'incontro eravamo sicuramente meno di quanti si potesse pensare, ma si sa come va: qualcuno è timido, qualcuno teme di essere giudicato, e qualcuno magari ha capito oggi che non gliene può fregare di meno.
Tuttavia, nonostante qualche minuto di imbarazzo iniziale, dato che era una situazione nuova ed alcuni di noi non si conoscevano, credo che l’incontro sia stato assolutamente costruttivo.
 
Siamo riusciti a rompere il muro di vergogna e a parlare con calma e tranquillità delle nostre idee, in un clima di serenità.
L’incontro si è svolto così: ci siamo divisi in gruppi ed abbiamo risposto a tre domande che avevo preparato. La scelta di lavorare a gruppi è servita prima di tutto a conoscersi, ed in secondo luogo ad imparare a parlare con gli altri e a condividere la risposta da dare.
Ecco una sintesi della discussione:
 
1- È necessario che i docenti provino a tenere le lezioni utilizzando dei sistemi di apprendimento diversi dalla solita lezione frontale. Ormai si sa, di tecniche ce ne sono moltissime e tutte molto efficaci, studiate e testate da team di psicologi e studiosi della comunicazione. Il lavoro di gruppo, la produzione ed altre tecniche aiutano gli studenti ad apprendere meglio e più facilmente. È fondamentale che il nostro Istituto sperimenti queste alternative.
 
2- La scuola deve saperci aggiornare sull’attualità, perché nel mondo dei social network, dei new media e della rivoluzione tecnologica, conoscere ciò che succede nel mondo è estremamente semplice oltre che necessario. Basterebbe che ogni giorno un professore ritagliasse alcuni minuti della sua lezione per aprire la pagina online di un quotidiano per leggere tutti assieme le vicende della giornata, in modo da poter vivere la vita nella società con più consapevolezza e coscienza.
Un popolo libero è un popolo che conosce, e un popolo ignorante è un popolo manipolabile. La scuola ha il dovere etico di aiutarci a conoscere la realtà in ogni suo aspetto. Basterebbe poco.
 
3- Le lingue si imparano parlandole, non solo scrivendole. È risaputo che il metodo migliore per imparare una lingua è parlarla, oltre che studiarla. Perciò le lezioni di lingua dovrebbero essere più impostate sul dialogo, in modo da dotarci della fluidità di cui abbiamo bisogno per parlare le lingue che studiamo. Quando andremo in un Paese estero, oltre che conoscere le regole grammaticali dovremo sapere capire e parlare con facilità le lingue, e l’unica tecnica da attuare è iniziare a dialogare già in classe.
 
4- La tecnologia è spesso criticata nell’opinione pubblica, però va riconosciuto che è uno strumento potentissimo che, se usato adeguatamente, rappresenta un’enorme risorsa. La scuola dovrebbe darci l’esempio, utilizzando la tecnologia sempre di più e sempre meglio. Tutte le classi del nostro Istituto sono dotate di LIM, che però non si usano molto. Eppure le LIM danno la possibilità di fare delle lezioni interattive e accedere a infinite fonti.
 
5- La scuola, che sia un liceo, un istituto tecnico o professionale, dovrebbe curarsi dell’interesse artistico degli studenti e dovrebbe stimolarlo. L’arte è il mezzo tramite cui da sempre l’uomo ha espresso la propria interiorità, e se la scuola si aspetta di formare giovani creativi e brillanti deve prendersi la responsabilità di favorire la produzione artistica.
È perciò necessario istituire dei corsi o delle attività artistiche aperte a tutti.
 
6- L’alternanza scuola-lavoro dovrebbe essere organizzata in modo tale che gli studenti escano dalla scuola superiore con un po' di esperienza rispetto alle attività lavorative svolte, così da avere già una certa esperienza nel settore che studia.
 
Sono rimasto molto contento, al termine del nostro primo incontro. Ho avuto la conferma del fatto che noi giovani abbiamo mille potenzialità che devono solamente trovare modo di uscire e di concretizzarsi.
 
Faccio ora un appello a chi pensa che questa attività non faccia per lui o non gli interessi. 
Noi giovani del XXI secolo ci siamo ritrovati in un mondo virtuale, digitale, in cui il rapporto tra le persone spesso si riduce a WhatsApp. È un mondo in cui, delle volte, interessarsi di arte, cultura, filosofia o di qualsiasi altro tema profondo ci porta a vergognarcene. Invece vi invito a lasciare da parte la vergogna e le cose superficiali della vita, perché in questo incontro ho passato un’ora della mia vita spesa meglio del solito. Quindi invito tutti a partecipare al prossimo incontro che terremo, in modo da poterci conoscere e confrontare, per ristabilire quel senso di comunità che gli studenti di una scuola dovrebbero assolutamente avere.

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