Incontri e riflessioni

Pillole

Scritto da prof.ssa Luisella Saro il 08 Aprile 2010.

“Pijate 'na pastija, sient'a mme...”.
So bene che a scuola non si possono somministrare medicinali di alcun tipo (sono stata per anni tra i docenti del “Primo soccorso” ed ho partecipato perciò ad un buon numero di ore di aggiornamento in materia) ; lungi da me, dunque, incitare al “fai-da-te” nell’uso dei farmaci.
Sono altre le “pastiglie”, le “pillole” alle quali mi riferisco.
Se pensate ad un articolo sugli anticoncezionali, vi avverto: siete fuori strada.

Se proprio devo dire la mia sull’argomento, preferirei che a scuola prima si parlasse di “educazione affettiva” (ma sia il sostantivo, sia l’ aggettivo evidentemente vengono considerati fuori moda) e poi di “educazione sessuale” (l’ aggettivo è noto; per il significato corretto del sostantivo forse c’è bisogno di una rispolverata). Intanto che “spolvero”, siccome in realtà non è questo l’argomento dell’articolo, passo oltre, con la vaga sensazione che prima o poi tornerò però sull’argomento.
Bene. Scartate le medicine, scartati gli anticoncezionali, di che “pillole” parla, allora, questa, nel titolo dell’articolo e in questa sezione del “LogBelli”?
Presto detto. Parlo di farmaci che una volta tanto, oltre a non avere effetti collaterali e a non costare nulla (incredibile dictu!), non sono gli adulti a prescrivere ai ragazzi, ma sono i ragazzi a regalare ai coetanei e pure ai loro docenti. Perché a scuola si lavora e si impara insieme, giocandosi in una relazione.
Fuoco! Esatto! Sono certissima che ora ci siete arrivati.
Le “pillole” di cui parlo sono quelle che una volta si chiamavano “pillole di saggezza” (…ops…che sia “moneta fuori corso” pure questa espressione?!). Che sappia troppo da “baci Perugina”? Pazienza!
“Pillole”. Perché anche la mente, il cuore, l’anima hanno bisogno di…medicine.
Possiamo chiamarle vitamine, possiamo definirle antidepressivi, o calmanti, o rivitalizzanti…
Ce ne sono davvero di tutti i tipi e per tutte le “patologie”: inquietudine, tristezza, noia, malinconia, ansia, solitudine… Ma sono efficacissime anche come coadiuvanti per la gioia, l’entusiasmo, l’
allegria, l’amicizia, l’amore e la gratitudine alla vita. Sono ottimi compagni di viaggio, quando si decide di mettersi in cammino alla ricerca del tesoro più prezioso: la felicità.
Wow! Dove le troviamo, queste “pillole”? Dove le troveremo?
Ma li avete presenti, in questo periodo dell’anno scolastico, i diari degli studenti delle scuole superiori?
Nascono a settembre “nudi e crudi”, neutri, insipidi, con le pagine tutte bianche, e poi si gonfiano, si gonfiano, si gonfiano, che pare scoppino.
“Certo! Con tutti i compiti che date!”, sbotterà qualche allievo che sta leggendo, o qualche genitore. Niente affatto!
Verboten curiosare tra le pagine dei diari scolastici degli studenti, assolutamente top-secret. Ma, da mamma, a richiesta ricevo qualche “soffiata” dai miei figli adolescenti e so che qualcuno, i compiti assegnati, li scrive (SE li scrive!) a matita e poi li cancella, perché il diario, in realtà, serve ad altro.
E così il “gonfiore” di aprile è dato dalle immagini appiccicate, dai biglietti dei concerti o degli spettacoli al cinema, dai fogliettini-messaggini ricevuti dal compagno di classe durante quell’ora noiosissima di interrogazione, dalla carta di quella caramella deliziosa che ti ha regalato “lui”, o dai petali ormai sgualciti della rosa che ti ha fatto consegnare dal fiorista a S. Valentino; dall’ etichetta della tua felpa preferita, dalla caricatura del prof. o dalla lista delle sue memorabili gaffes.
Potrei continuare per ore, ma mi pare di violare qualcosa di “intimo” e dunque mi fermo con l’elenco e arrivo alle “pillole”, che non “gonfiano” i diari di aprile, perché sono solo “parole”, eppure li…riempiono. E danno sapore, tanto che, grazie a loro, quei diari, che, buttati, venduti, o bruciati i libri di scuola, verranno conservati per…l’eternità, a distanza di anni (decenni?) racconteranno, nel susseguirsi delle pagine, la foto esatta di ogni giorno di scuola e…di vita.
Sono aforismi, o versi di poesie o di canzoni, o frasi di racconti o di romanzi che lo studente ha letto o sentito quel giorno che era giù di morale, o quando lui/lei gli ha telefonato per dirgli “quella cosa”, o quando l’interrogazione è andata bene, o il compito è andato male, o c’è stata la pizza di classe, o la gita, o è arrivato un nuovo compagno di scuola, o se n’è andato, o è iniziato il “conto alla rovescia” prima delle vacanze…
Sono queste le “pillole” che escono dai diari che le custodiscono e che i nostri studenti, generosamente, hanno deciso di regalarci.
Posologia: al bisogno.
Precauzioni, controindicazioni, effetti collaterali: zero.
Unica avvertenza: assumere il “farmaco” attendendo, con un po’ di pazienza, che arrivi all’intelligenza, al cuore, all’anima, e faccia il suo effetto.
Dimenticavo: soddisfatti o rimborsati.

prof.ssa Luisella Saro

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