Incontri e riflessioni

Per dare un senso alla letteratura

Scritto da Alice, 5BL il 26 Ottobre 2011.

Per dare un senso alla letteratura
“Per dare un senso alla letteratura”. Queste sono le parole da cui desidero partire nella mia riflessione; le stesse parole pronunciate dalla professoressa di Italiano durante una comune lezione in classe. Diciamo pure “comune”, anche se di “comune” – nel senso di “ordinaria” -  per me, questa lezione non ha avuto proprio nulla.
Per la prima volta, infatti, ho sentito di vivere una delle mie più forti passioni (quella per la letteratura, appunto) apertamente, attraverso i ricordi e le considerazioni di un'altra persona che, dinanzi ai miei occhi, ha reso esplicito ciò che ho da sempre provato, ciò che vorrei da sempre esprimere.
Non è per niente cosa facile cercare di esemplificare alcune emozioni che può trasmetterci qualcosa di apparentemente normale e scontato, come un quadro, o un paesaggio di montagna, o una poesia. Allo stesso modo, non è cosa da tutti i giorni assistere ad una spiegazione durante la quale la professoressa decide di chiudere il libro, almeno fino al suono della campanella, per aiutarci a riflettere su come la letteratura possa svelare sensazioni e domande celate nel nostro cuore, nella nostra anima...
“Per dare un senso alla letteratura”. Queste sono le parole che hanno reso una lezione apparentemente “comune”, una lezione “speciale”, perché “rivelatrice”. Al di là dell'accademica spiegazione del panismo dannunziano, ci è stato offerto un dono da condividere: la consapevolezza che a tutti può capitare di vivere certi momenti “magici”, durante i quali, chissà, magari perché in un stato di grazia, o, più semplicemente, perché punzecchiati da una più acuta sensibilità, ci sentiamo in totale armonia con la realtà che ci circonda. Ripeto: TUTTI. Voglio dire che la condizione appena descritta non è qualcosa di inaccessibile, privilegio di pochi o, magari, addirittura dei soli poeti.
Il più delle volte non comprendiamo quello che è il vero e profondo significato della letteratura, perché l'intendiamo da un punto di vista “scolastico” come uno studio del pensiero altrui, perso tra i numerosi versi di una poesia, che a nulla di pratico serve nella vita; così facendo, però, non ci accorgiamo che tra quegli stessi versi, che in quella poesia, c'è la nostra vita.
“Per dare un senso alla letteratura”. Queste sono le parole che confermano ciò di cui sono convinta e sono le parole che possono rendere la vita stessa, la vita di tutti, una poesia se, come afferma Pascoli, poesia è “trovare nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima”.
“Per dare un senso alla letteratura”. Queste sono le parole che, con gli stessi occhi incantati, voglio ricordare. SEMPRE.

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