Incontri e riflessioni

"Ma quale bellezza salverà il mondo?"

Scritto da Francesca Falcomer, ex allieva il 08 Giugno 2011.

La bellezza assoluta di certi momenti ricopre di una patina meravigliosa tutto quello che tocca, trasformando il povero e grigio in qualcosa che, sì, continua ad essere povero e grigio, ma che proprio grazie a questo contatto con cose bellissime acquista una certa grazia. Se il povero e grigio diventasse altro da quello che è, non sarebbe bellezza ma camuffamento.
La vera bellezza è accettare le cose come stanno, rimanendo improvvisamente abbagliati da quel particolare incredibile che nessuno vede, che è lì solo per noi.
   
 
La bellezza è un mistero. Una bottiglia rotta può sembrare incredibilmente più bella e poetica di una donna vestita elegantemente o di un tramonto, per motivi che non potranno essere capiti se non tempo dopo. Magari per il riflesso della luce, una forma particolare nel taglio, la disposizione dei vetri rotti a terra, in mezzo alla polvere.
La bellezza non segue nessuna legge razionale.
   
 
La bellezza delle cose quotidiane e banali: una vecchia signora felice perché “Oh, il sole!” quando i raggi oltrepassano le nuvole. Due ragazzi che si sorridono. Il profumo dei fiori o delle siepi dopo la pioggia. Gli occhi e le voci della gente. Le rondini la sera fra i palazzi vecchi e sporchi.
   
 
In breve, “trite parole che non uno
               osava. M'incantò la rima fiore
               amore,
               la più antica difficile del mondo.”
   
 
Solo questo.

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