Incontri e riflessioni

Intervista immaginaria. Il sisma visto da dentro.

Scritto da Nicolò Pizzin il 30 Maggio 2012.

Mi sto dirigendo in uno dei paesi colpiti dal terremoto. Ho deciso di intervistare un terremotato e pubblicare un articolo intitolato “Il sisma visto da dentro” sul giornalino d’Istituto. Decido di intervistare quest’uomo che spala il fango da casa sua.
N: Salve! Posso porle qualche domanda?
S: Certo! (con sguardo incredibilmente sereno).
N: Scrivo per il giornalino del mio Istituto e volevo sapere com’è il terremoto da chi lo sta subendo.
S: Ti farei entrare in casa, ma è un po’ impossibile (si guarda in giro e allarga le braccia, sorridendo).
N: Vedo che non ha perso l’ironia…
S: Secondo me l’ultima cosa che bisogna perdere è il sorriso.
N: Sono d’accordo. Lei ha subito tanti danni a causa del sisma? Ha perso qualcuno?
S: A parte casa mia no, grazie a Dio!
N: E ora dove vive? 
S: Alla tendopoli, con mia moglie.
N: Vedo che sta spalando il fango; spera di tornare a vivere qui?
S: Io spero di sì, ma so che è quasi impossibile. Vieni che ti mostro com’è l’interno. (camminando tra ciottoli e fango arriviamo in salotto).
N: Fa impressione!
S: Lo so! Ogni volta che guardo qui dentro mi viene da piangere. (pronuncia queste parole con un sospiro).
N: Mi dispiace tanto…
S: Tranquillo, sono forte e tiro avanti, anche se le scosse non ci lasciano in pace. Anche oggi sono state forti...
N: Ha una grande forza di volontà; come è possibile?
S: Mio nonno diceva che qualsiasi cosa succeda bisogna farsi forza e andare avanti, se no si muore dentro.
N: Qual è la cosa che la rattrista di più?
S: Sapere che c’è gente più giovane di me che anche oggi è morta…
N: Perché?
S: (si toglie gli occhiali, sospira e risponde) Perché loro avevano tutta una vita davanti mentre io la mia vita l’ho già vissuta...
N: E' bello quel che mi dice...
S: Già, peccato che siano solo parole!
N: Cosa può dirmi del resto delle persone che vive con lei nella tendopoli?
S: La maggior parte è molto scossa e scioccata.
N: Crede che la zona colpita dal sisma rinascerà?
S: Penso che ci vorranno molti anni.
N: Ha progetti per il suo futuro?
S: Non faccio previsioni o progetti. Le scosse continuano e dopo questo avvenimento ho deciso di pensare al presente.
N: Lei è credente?
S: Sì.
N: Ha pregato per sé?
S: Per me no, però per altri sì.
N: Per chi?
S: Tutte le sere penso a chi è morto per il terremoto, a chi si suicida per la crisi, a chi sta soffrendo, alla giovane Melissa, morta a Brindisi...
N: E’ un bel pensiero! Lei è molto altruista...
S: No. E' che mi ritengo molto fortunato.
N: Ma se ha perso casa…
S: Sì, ma sono vivo, a differenza di molti altri.
N: Sì, ma…
S: La cosa che conta di più è essere vivi, perché la vita rimane la cosa più bella che ho!
Lko ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, nonostante la terra continui a tremare e nonostante il disagio, qui, sia evidente. Io mi allontano e lui torna al lavoro. Mi hanno profondamente colpito le parole e la forza di volontà di quest’uomo. Quest’incontro mi ha cambiato in meglio! Mentre riprendo la direzione di casa, penso che sarebbe bello che fossimo tutti così forti!

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