Incontri e riflessioni

In marcia per un mondo diverso

Scritto da Monica Scomparin il 23 Aprile 2010.

Giornata in memoria delle vittime delle mafie
A Milano, il 20 marzo 2010, su organizzazione di Libera



Quando ho avuto la possibilità di organizzare un gruppo di persone per partecipare alla XV giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia, mi sono attivata subito per passar parola.
Il risultato ha superato le mie aspettative: non credevo che tanti ragazzi avrebbero partecipato, non credevo che ci sarebbe stato tanto interesse. Questo penso faccia molto onore agli studenti del nostro Istituto.
Gli allievi che hanno dato la loro adesione sono stati più di 200, tanto che abbiamo dovuto operare dei tagli e selezionare solo i ragazzi di terza, quarta e quinta.
L’organizzazione non è stata semplice, devo ammetterlo, ma la soddisfazione per il risultato positivo della giornata ha ripagato ogni fatica.
Il 20 marzo, alle nove, eravamo tutti in Corso Venezia pronti per unirci al corteo e far sentire la nostra voce. A Milano ci siamo ritrovati in molti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.
Vicini uno all’altro, abbiamo iniziato a camminare, percorrendo i due chilometri che ci separavano da Piazza del Duomo. Ed allora “uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi”, come dice la canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers, essere lì, metterci in gioco, lottare per la giustizia, per un mondo diverso, migliore.
Dopo aver raggiunto la piazza, brulicante di persone, abbiamo ascoltato i nomi delle vittime, una lista che sembrava interminabile. Abbiamo sentito il discorso dei Don Ciotti, fondatore dell’associazione Libera contro le Mafie. Un uomo capace di toccare il cuore di tutti, se solo si ha la voglia di ascoltarlo, capace di trasmettere il desiderio di ridare giustizia a chi se l’è vista negata, la voglia di cambiare e di creare un mondo più giusto, un mondo in questo caso senza mafia.
Citando nuovamente la canzone di prima “la tua vita adesso puoi cambiare, solo se sei disposto a camminare, gridando forte e senza aver paura”, nessuno ci chiede di diventare eroi, ma di far qualcosa partendo dai nostri microcosmi quotidiani.
Nient’altro da aggiungere, se non un ringraziamento a chi mi ha dato la possibilità di partecipare a questa iniziativa e a chi ha sostenuto il progetto e mi ha lasciato la libertà di svolgerlo.


Monica Scomparin,
Rappresentante degli studenti
dell’Istituto Belli.

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