Incontri e riflessioni

Diario d'estate: sporcarsi le mani a Scampia

Scritto da Elena e Ilaria il 23 Settembre 2013.

Diario d'estate: sporcarsi le mani a Scampia
Siamo due ragazze di terza linguistico e quest'estate abbiamo partecipato a un'attività di volontariato con altri 15 ragazzi (tra i 16 e i 23 anni), proposta dalla parrocchia di Concordia Sagittaria. Abbiamo trascorso una settimana a Scampia, un quartiere di Napoli, aiutando le “Suore della Provvidenza”. Il nostro compito era di far giocare i bambini per tutta la giornata, dividendoci in tre gruppi: uno restava alla ludoteca (il luogo di incontro per questi ragazzi), uno animava i bambini del campo Rom e il terzo andava nei cortili dei condomini.
Prima di partire eravamo un po' prevenute nei confronti di quel posto, perché i nostri genitori ci facevano continue raccomandazioni, e tutti i nostri amici ci auguravano “buona fortuna”. Sapevamo inoltre che Scampia è uno dei quartieri più malfamati d'Italia.
Oltre che preoccupate, eravamo allo stesso tempo molto entusiaste di dover passare una settimana con dei bambini che vivono all'interno di una realtà diversa dalla nostra. Infatti da subito abbiamo notato moltissime differenze, ad esempio il fatto che non ci fossero case colorate, ma solo enormi palazzoni grigi . La cosa che ci ha impressionato di più sono state le “Vele”: complessi collegati tra loro da passerelle metalliche, con uno spazio intermedio molto stretto che fa sì che la gente si senta in un luogo chiuso, oscuro e isolato. 
Il terremoto del 1980 portò molte famiglie, rimaste senzatetto, ad occupare più o meno abusivamente gli alloggi delle “Vele”, lasciando campo libero alla delinquenza. 
Abbiamo potuto constatare con i nostri occhi lo stato di abbandono che caratterizza questi edifici.
Una mattina di attività siamo andate con una suora ad accompagnare al campo tre bambini rom; è una cosa di cui andiamo fiere perché non tutti avrebbero avuto il coraggio di andarci, camminando tra sacchi di immondizia e notando il triste volto delle giovani madri.
Scampia2b Una sera c'è stata una piccola festa che hanno organizzato per noi i bambini e le famiglie. Nonostante più della metà della gente non abbia un lavoro e faccia fatica a vivere, le madri si sono presentate tutte con vassoi colmi di squisiti piatti tipici napoletani.
Un'intera giornata l'abbiamo dedicata a visitare la bellissima città di Napoli, che abbiamo trovato viva e con uno splendido paesaggio - il mare blu e il Vesuvio all'orizzonte -; ma è stato bello anche solo camminare per le vie, annusare l'aria ricca di profumi e incontrare i sorrisi sulle facce della gente.
Al contrario di Scampia, la città era molto pulita e curata.
Due sono state le cose più simboliche che non scorderemo mai.
Per prima cosa, quando siamo arrivati, abbiamo conosciuto Fratello Enrico, che gestisce le attività di animazione assieme alle suore, e ci ha disposto in cerchio; per terra, al centro, aveva posato un cesto contente della terra di Scampia. Ci ha invitato a “sporcarci le mani” per dimostrare che la nostra sarebbe stata un'esperienza di lavoro, ma vista in senso positivo.
Altra cosa è stato il regalo che abbiamo ricevuto al momento della partenza. Enrico, oltre ad averci donato i suoi racconti di vicende quotidiane dei ragazzi napoletani, ci ha anche augurato buona fortuna per il futuro, dando ad ognuno un pastello colorato, per imparare a colorare la nostra vita.
Al ritorno, eravamo persone completamente diverse, perché siamo cresciuti e abbiamo imparato da loro che pur essendo molto più sfortunati di noi, sanno apprezzare  le piccole cose come il sole, l'aria e l'amicizia.

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