Incontri e riflessioni

Cose di una dolcezza infinita

Scritto da Tommaso il 26 Ottobre 2016.

Cose di una dolcezza infinita

Mi piace sentire il rumore e le macchine infrangersi contro la finestra di casa mia. E che stagione, poi... Dei giorni metto addirittura le calze di lana; sapete, mi sposto in scooter, e se non hai le calze fa un freddo becco. E mi piace anche spolverare le mensole, anche se mia madre è sempre pronta a dire il contrario. Sono anche diventato bravo a stirare. Lo ero già, ma poi, sapete, siamo passati dall'asse da stiro alla pressa "elnapress" e li è tutta una sfida continua per l'intero genere umano maschile. Le mamme non si bruciano mai.

Mi piace sentire il rumore e le macchine infrangersi contro la finestra di casa mia. E che stagione, poi... Dei giorni metto addirittura le calze di lana; sapete, mi sposto in scooter, e se non hai le calze fa un freddo becco. E mi piace anche spolverare le mensole, anche se mia madre è sempre pronta a dire il contrario. Sono anche diventato bravo a stirare. Lo ero già, ma poi, sapete, siamo passati dall'asse da stiro alla pressa "elnapress" e li è tutta una sfida continua per l'intero genere umano maschile. Le mamme non si bruciano mai. Gli uomini ne escono peggio che dall'Oktoberfest. A proposito, abbiamo avuto anche noi la nostra piccola festa d'ottobre alla Lanterna, in centro, alla Stretta. Freddo anche quella sera. Per fortuna Angelica era con me. Avrei potuto trovare qualcosa di meglio da dirle: oggi stiamo insieme da un anno. Tipo quelle cose dei film: "Ti amo e mi fai venire le scosse elettriche nel cervello, vorrei legarmi i capelli per farmi il bagno e pensarti per tutto il tempo...", cose di una dolcezza infinita. "Sei il mio rubinetto lucido che fa uscire l'acqua quando muoio di sete, o i soldi che non ho mai, sei i termosifoni il 25 dicembre, quando tutti sbronzi ci si spoglia anche se è Natale, il mio gruppo musicale preferito, sei la cocaina per Pablo Escobar (e chi non ha visto Narcos vada a vederselo, che ormai plata o plomo ha sostituito le citazioni di Gomorra nella vita di tutti i giorni), sei il balcone che apro quando faccio la doccia perché si appanna sempre tutto, anche i pensieri, soprattutto i pensieri, sei l'anno che ho perso, la gola tagliata del film più crudo del mondo, le scene di sesso in prima serata sulla rai, che mi fan addormentare, sei i piatti da lavare - dopo - e la lavastoviglie troppo piccola per lavare via i peccati che commetto, tienimi stretto, sei la coop più cara del mondo, anche se, diciamocelo, le coop sono tutte care, e ci si va a parlare del biennio rosso, più che a far la spesa, o la sede del sindacato nello stesso stabile, sei il milione che abbiamo speso a far quadrare le nostre vite rotonde, il lampione che si spegne quando ti si brucia quel ca...o di fanale anteriore, e sei la ragione, che tanto è dei mussi, sei il tavolo di compensato che compri all' ikea e che ripitturi di bianco ogni due anni, perché va di moda, i salotti minimal nelle case dei vecchi (dovrebbero giocare a briscola e invece vanno al cinema a vedere Woody Allen), sei il perito agrario a cui fa schifo concimare i campi con la merda, oppure quello che dice che dal letame non nasce niente e dai diamanti nascono i fiori... (o era il contrario? E poi attribuisce la citazione a Bukowski, il cretino che non apprezza la letteratura finché non arriva al Piacere di D'annunzio e capisce che parla di sesso, e allora sì, finalmente capisce che l'Italia non fa così schifo come la si dipinge. O il sindacalista inc.....o che manda la figlia a lavorare in nero perché è stufo di darle i soldi per i regali al moroso...)" Avrei potuto trovare qualcosa di meglio da dirle, tipo che la amo. O tipo che questa qui è la mia vita preferita: quella che dipingiamo discretamente perché io non so disegnare e tu invece lo fai benissimo, tutte le frasi d'amore o qualche citazione dai film di Batman, gli ultimi, o semplicemente, amore mio, avrei potuto dirti che è bello aspettare di morire insieme, in questo grande gioco d'azzardo che è la vita, che è bello fare ventuno io e te, dodici e undici... no, matematica maledetta, dodici e nove,  che è bello darsi i baci senza chiederli e morire di vino, o birra, o non rubare, non bere e non dire le bugie,  è carino che tu sia la cosa più carina che io abbia mai visto, me lo dico da solo, è bello essere enigmistiche comprate e mai finite, è bello prendersi cura. Prendersi cura ed aspettare di morire. Rincurare, no? Noi rincuriamo tutti e noi chi ci rincura? Domani andiamo a Bologna due giorni per festeggiare un anno di fidanzamento e tu un anno fa, quando ti ho chiesto se volevi stare con me mi hai risposto "non ho voglia di risponderti". Haha. Sei anche simpatica a volte, amore. Comunque, dicevo, e scusate se mi perdo sempre in discorsi stupidi e frasi dolci come i mandarini nella stagione dei mandarini, dicevo che avrei potuto dirle un sacco di cose, per dirle che ero contento e che sono contento di stare con lei da un anno e magari tutta la vita... L'ho presa no, e avrei potuto essere quello che volevo in quel momento, anche un narcotrafficante colombiano; l'ho presa, l'ho guardata, non ho fatto lo stupido, non ho palpato parti inopportunamente palpate in pubblico in passato, l'ho presa, l'ho guardata, e fra tutte le cose che avrei potuto dirle, non le ho mica detto ti amo anche di notte, no, l'ho presa e le ho detto: "Amore, c'è qualcosa di grande fra di noi. E non è una canzone dei Lunapop". "E vabbè... che cogl...e!", direte voi. Sapete che vi dico? Avete ragione. Rimarrò scemo per sempre. Buonanotte. E in quanto a te, Angelica, a quanto pare siamo la coppia più famosa del Belli. Apriremo la posta del cuore per problemi scolastici e consigli su quali angoli sfruttare per andare a darsi un bacio senza farsi vedere. E il prossimo anno ti regalo la macchina, tanto giudizio non lo farò mai. Meglio che sia tu a guidare, va'.

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