Incontri e riflessioni

Ad Angelo

Scritto da anonima il 24 Febbraio 2014.

Ad Angelo
Caro Angelo,
è la prima volta che scrivo una lettera del genere: non mi era mai successo di rivolgermi a un mio caro in queste circostanze. E devo dire che è davvero difficile: non sai come calibrare le parole, non sai se quello che vorresti esprimere possa risultare abbastanza delicato, adatto. 
Ma eccomi qui; nonostante la mia scrittura impacciata, vorrei parlare di te, del dolcissimo ricordo che mi hai lasciato.
Come ben sai, provavo una grande simpatia nei tuoi confronti, passavo volentieri qualche minuto delle mie cinque ore giornaliere con te e Sandra in segreteria a “contarcela”; addirittura, a volte, rinunciavo a passare la ricreazione con i miei compagni per venire a salutarti e, ogni volta, riuscivo a strapparti un sorriso e qualche complimento, mentre si parlava di studio, di calcio, di qualsiasi cosa.
Eri un vero e proprio “personaggio” per come ti conoscevo io: divertente, dall’allegria contagiosa, con quella tua R moscia, senza peli sulla lingua (a volte anche un po' acidello…), ma sempre disponibile e pronto ad ascoltare.
E pensare a quanto ero dispiaciuta due annetti fa, quando mi hai detto che saresti andato in pensione! Proprio lo stesso anno in cui avremmo preso noi il diploma di maturità! Perché dal canto mio speravo che, tornando in visita al Belli, tu ci saresti stato ancora, in qualità di “colonna portante”. Ecco anche perché, ora, fa strano ricordarti con la consapevolezza che non ci sei più, qui... Non so come spiegarmelo: ti ero davvero affezionata, e mai avrei pensato che te ne saresti andato così precocemente, così improvvisamente… Ma la vita è così: imprevedibile e talvolta anche violenta, al di fuori di ogni immaginazione. 
Tralasciando commiati esageratamente malinconici, (che, di certo, non rappresenterebbero la nostra ilare conoscenza), penso a te, Angelo, con un sorriso, oggi, in questa domenica di sole.
 

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