Incontri e riflessioni

Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something

Scritto da Elisa, 4DL il 08 Aprile 2015.

Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something
“Every time you use Facebook or Whatsapp you are losing something”
Potrebbe essere lo slogan di una nuova campagna contro I social network. Potrebbero inserire un cartellone con questa frase tra quelli pubblicitari ai lati della strada, cosicché, tra la w capovolta del McDonald’s e l’occhio gigante dell’ottica più vicina, si possa scorgere qualcosa che susciti un pensiero diverso da “ho fame” o “mi serve un nuovo paio di occhiali”.

Tu-tum tu-tum tu-tum

Scritto da Sara Liberale, 4BL il 31 Marzo 2015.

"Un attimo ripetuto nel tempo diventa eterno"

Capitan Harlock di Leiji Matsumoto)

Tu-tum tu-tum tu-tum tu-tum...
Era come un piccolo treno, un piccolo treno dalle intense emozioni.
Fuggente, come una foglia portata dal vento, come l'ultimo raggio di sole. Inaspettato come il tuono che preannuncia la tempesta.
"Mamma, cos'era?" "E' venuto a farsi sentire".
Una felicità immensa mi ha invaso, assieme all'incredulità.
Lui con i suoi forse quindici centimetri ed il suo nitido "tu-tum tu-tum" era riuscito a far fermare il mondo, a prendere posto, a farsi sentire con un potente "Ehi, ci sono anch'io!". Poi,
di nuovo il silenzio a tenere sospeso quell'attimo che nella mia mente verrà ripetuto più e più volte, fino a renderlo eterno.

Due universi parraleli

Scritto da Milana Ticic il 31 Marzo 2015.

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Oggi ero dal dottore e c'era tanta gente, ma sono rimasta particolarmente colpita da due scene: due persone completamente opposte, ma l'assenza di una non ci farebbe notare la particolarità dell'altra.
 
Ero seduta tra tanti anziani, come al solito, ma questa volta c'erano anche due donne giovani con i loro figli: una se ne stava composta e rigida, guardando il suo bel telefono ultimo modello. Suo figlio, accanto lei, giocava con il tablet, urlava e lei lo rimproverava ad ogni mossa senza spiegargli perché il suo comportamento fosse sbagliato. Dall'altra parte, una donna con due figli maschi. Avevano un giornalino appena comprato in edicola e lei gli insegnava i numeri, spiegava loro varie cose, li faceva scrivere e disegnare con una dolcezza infinita. I suoi bambini attaccavano delle figurine in quel giornale, e appena cadeva una cartina a terra, si giravano a guardare la madre e poi la raccoglievano. Quel gesto, secondo me, racconta un gran rispetto nei suoi confronti poichè probabilmente lei aveva spiegato loro che la propria stanza, e così anche i posti pubblici, si tengono puliti.

Stare a casa da sola, uscire la sera

Scritto da Nanà il 19 Marzo 2015.

È successo tutto circa quando avevo 10 anni. 
Era estate e già i carabinieri ci avevano avvertito che da un po’ di sere giravano ladri nel mio quartiere, ma ero troppo piccola per capire.
So che una mattina mi sono svegliata e fuori dalla mia camera c’erano due carabinieri pronti a portarmi in ospedale per capire quale strana sostanza avevano usato per farci addormentare. 
Erano riusciti ad aprire le sbarre in ferro (che ho quasi in ogni finestra di casa mia) e sono entrati dalla sala per un buco piccolo. Ovviamente prima avevano addormentato i miei due cani che avevo fuori. 
Ora ho 18 anni e non resto a casa da sola, non dormo mai da sola e di notte mi chiudo dentro la mia camera e non vado nemmeno in bagno. Dopo quella notte hanno cercato di entrare altre volte e una volta anche l’estate scorsa. 
L’anno scorso a Natale ho chiesto l’antifurto per la mia camera e ora mi sento “più sicura”.

La mia nuova insegnante: Aurora

Scritto da Michele Grotto il 10 Marzo 2015.

La mia nuova insegnante: Aurora
Ci prova, ci riprova, non ce la fa, ma non si arrende e ritenta. Tanti sforzi, tanti risultati. Sì, perché i suoi non sono fallimenti. Un errore, per lei, è solo un risultato utile per potersi avvicinare sempre più al successo. Non sto parlando di una donna d'affari e della sua scalata al successo in ambito lavorativo. Lei è mia nipote, che pochi giorni fa ha compiuto dieci mesi di vita e il suo obiettivo a breve termine è dire “papà”, “mamma” o “nonno/a” e riuscire a reggersi da sola o a fare i primi passi.

"In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone per bene"

Scritto da Michele Grotto il 22 Febbraio 2015.

Dal film "Dov'è la libertà" di R. Rossellini

“IN CARCERE, CON RISPETTO PARLANDO, STAVO TRA PERSONE PERBENE”
- cit. Salvatore Lo Jacono, dal film “Dov'è la libertà” di R. Rossellini

Abbiamo superato undici cancelli rosso fuoco prima di entrare in quell'alto e imponente edificio che si vede passando per l'autostrada, a Padova. Poi i primi sguardi malinconici e persi nel vuoto dei detenuti che ci scrutavano da dietro le inferriate e gli sguardi tesi e spesso frustrati delle guardie penitenziarie. Gianluca, Lorenzo ed Erion ci hanno raccontato la loro storia, poi si sono aggiunti Biagio e Andrea, anche se “fuori programma”.

Gianluca è uno di quei classici uomini bonaccioni, piuttosto grassottelli e quasi sempre belli rubicondi. Lui non lo è, però. Probabilmente lo era, ma ora è pallido e il suo volto è solcato da due grosse occhiaie. Lui non si sarebbe mai pensato di finire in carcere: era un medico chirurgo e conduceva una vita tranquilla tra famiglia, lavoro e rugby, la sua grande passione. Poi il primo figlio e la moglie con una depressione post partum.

Ho visto...

Scritto da Massimo Bozza, 5AE il 22 Febbraio 2015.

Ho quasi vent’anni, sono cresciuto a pane Nutella e pasta al pomodoro della nonna. In questo seppur breve lasso di tempo, ho visto Genova messa a ferro e fuoco da dei black bloc, e poliziotti massacrare di botte manifestanti inermi. Ho visto crollare due grattacieli colpiti da aerei pilotati da uomini guidati da qualche ideale che ci vogliono far passare per religione. Ho visto centinaia di bandiere della pace appese alle finestre, ma di quelle bandiere che io terrei sempre fuori in vista, nessuno sembra ricordarsi. Ho visto morire il Papa che ha segnato un’epoca.

Morte e Progetto di vita

Scritto da Chihiro e Laura Zoccolan il 01 Febbraio 2015.

DEPARTURES funerale
DEPARTURES violoncellista
Due studentesse rispondono alle domande poste loro dopo la visione del film Departures di Yojiro Takita: la prima chiedeva di esprimere pensieri e sentimenti nei confronti della morte, la seconda invitava a riflettere e a raccontare il proprio sogno, il proprio progetto di vita. prof.ssa G.Bellomo
 
 
Chihiro
I miei pensieri riguardo la morte sono filamenti sottili che si spostano nella mia mente come galleggiassero nel lago della mia insicurezza. Non hanno spessore, pertanto non li definirei veri concetti o pensieri. Sono come dipinti in un quadro, e non riesco a catturarli. Cercherò comunque di sforzarmi e scrivere belle idee al riguardo.
 
Se penso alla morte, senza inserirci alcun sentimento, la immagino come un buio eterno. Se invece penso alla morte con un sentimento di speranza, la immagino come una grande sala d'aspetto, in attesa della chiamata che forse mi farà rinascere, magari in luce, o forse in tempo e spazio che viaggiano eterni nell'universo.

Ribellione giovanile: oggi come allora?

Scritto da La Falca il 01 Febbraio 2015.

Ribellione giovanile: oggi come allora?
Un po' di tempo fa, mentre facevo la mia corsa giornaliera, incontrai un signore che mi fermò perché incuriosito dalla maglia che indossavo. Quel giorno avevo indossato la maglia dei Nirvana che mi aveva regalato un mio amico. Ci fermammo a parlare, perché era stupito del fatto che, ancora oggi, ci fossero ragazzi che conoscessero il "mondo" di quando lui era adolescente. 
Nella nostra chiacchierata mi raccontò di quanto erano diverse le cose ai suoi tempi. Non c'erano l'iPod, l'mp3 o telefoni per ascoltare la musica, bensì la radio, che trasmetteva la musica più in voga. Allo stesso tempo, molti gruppi cercavano di sfondare e quindi erano più propensi a girare il mondo per promuovere la loro musica. "Non pensare che gente come i Rolling Stones siano arrivati dove sono oggi grazie ad un talent show...", mi disse ridendo.

Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere - I° incontro 2015

Scritto da studentesse di 4BL il 18 Gennaio 2015.

Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere - I° incontro 2015
La scuola di oggigiorno forse difetta nella formazione direttamente legata alle materie di studio, ma credo ci formi sicuramente di più come persone.
Oggi alcune classi della mia scuola hanno partecipato ad un incontro relativo al progetto "Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere". 
Io, come la maggioranza dei adolescenti, credo che se di punto in bianco  mi avessero proposto ad entrare in un carcere avrei avuto paura, ma alla fine non siamo circondati ogni giorno da persone sconosciute? E ci fidiamo lo stesso, senza sapere la loro storia. Questa mattina ho avuto la fortuna di sentire la storia tragica, ma per me di grande importanza, di un uomo che nella nostra società sarebbe stato stimato per la sua professione. Ora è solo un carcerato, un assassino. A questi termini non si aggiunge mai il prefisso ex: lo rimangono a vita, carcerati e assassini, soprattutto nel loro subconscio, anche i più crudeli non riescono ad eliminare ciò che hanno commesso.

Dentro

Scritto da Tommaso Fagotto il 15 Gennaio 2015.

Dentro

Dentro

se ti conoscessi  un po' di più   
magari bevendo birra 
morirò bevendo birra
ascoltando gli smiths, 
morirò, dai 
te ne rendi conto? 
io no. 
 
portami nel posto più buio 
chiedimi come sto 
e poi giuro che smetto di bere 
10
poi vent'anni, 
tutti in un attimo
 
non ci vedo un cazzo,
come vuoi che stia
sto normale 
 
no anzi, anzi sto bene 
vorrei essere innamorato 
 
vorrei essere innamorato 
 
ma sto bene 
invece che il sole guardo il soffitto 
invece che il mondo cambio canale 
ho l'acqua fin alle caviglie 
e continuo a non vederci un cazzo 
a tastoni 
il ruvido, poi liscio, 
poi 
 
poi non sento più niente 
 
scivolo,
poi cado
ancora 
 
ma quante volte cado? 
si spegne anche l'ultima lampadina 
del mondo 
rimango al buio
ma stavolta buio davvero 
mica ho paura 
 
sto bene, ti ho detto
 
sono solo un po' triste 
 
hai sentito anche tu
cosa succede lá fuori? 
dicono 
dicono sia un momento un po' 
un po' così, ecco 
io non so 
non so più niente ultimamente 
se potessi ti racconterei la mia vita 
ma non mi va, scusa 
è che mi piace tenermi certe cose dentro 
 
dentro,
 
per quando sono triste 
che non ci capisco niente 
che ci sono venti gradi a gennaio 
che si corre invece di camminare
e io mi son rotto i coglioni di correre
non ci riesco proprio 
 
l'ultima volta, in palestra 
sono uscito incazzato 
correre mi fa proprio incazzare 
 
Dio, se mi fa incazzare. 
 
Tommaso Fagotto

Dovremmo imparare ad aprirci di più, a chiedere aiuto

Scritto da La Falca il 10 Dicembre 2014.

Dovremmo imparare ad aprirci di più, a chiedere aiuto

Era un lunedì mattina, ed era già, per me, un brutto periodo a causa della perdita di una persona cara, quando mi arrivò un messaggio. Ti avevano arrestato.

Il mondo, per me, si blocca, di nuovo. La paura di uscire, le notti che non riesco a dormire e nelle quali i pensieri mi assalgono. Mi pongo delle domande, alle quali non so dare una risposta. Mi accorgo che una notizia così in un momento così mi fa andare ancora di più in confusione. Ogni gradino mi sembra una montagna da scalare. Durante la giornata cerco di distrarmi, di non pensarci, ma basta poco per andare in tilt e iniziare a piangere. Le emozioni sono troppe, non si possono descrivere e ad ogni domanda che mi pongo le lacrime sono l’unica soluzione.

Riflessioni sull'Avvento

Scritto da Una Studentessa il 09 Dicembre 2014.

Riflessioni sull'Avvento
Quando passeggio per la città e vedo tutte queste luci natalizie, tutti questi addobbi, mi chiedo: dov'è Gesù in questa storia?
Guardo le vetrine piene di luci, di bambolotti raffiguranti Babbo Natale con le renne e le slitte e mi chiedo ancora: dov'è Gesù in tutta questa storia? Tutti cantano "Bianco Natale", "Jingle Bells" e molte altre canzoncine e di nuovo da nessuna parte Gesù. Ovunque statuette di angioletti, messaggi degli angioletti, e di nuovo da nessuna parte Gesù. Allora mi chiedo: che razza di Natale è? Qual è il messaggio del Natale? Gesù è nato per avere gli sconti nei centri commerciali? Gesù è nato tra le luci e tra le ricchezze o in una semplice stalla a Betlemme? Dov'è Gesù?

Celebrazione 4 novembre 2014

Scritto da prof.ssa E. Ortis - Caterina Stival, 3AL il 24 Novembre 2014.

Anche quest’anno l’Istituto “Marco Belli” ha partecipato alle commemorazioni del 4 novembre, cerimonia tanto più toccante perché si inserisce nel centenario della Prima Guerra Mondiale. A tale proposito un a nostra allieva di terza AL, Carolina Stival, ha portato una testimonianza relativa al suo bisnonno  caduto nel 1916.
Ricordo del mio bisnonno caduto nella Prima Guerra Mondiale
Mi chiamo Caterina Stival e sono una studentessa dell’Istituto “Marco Belli”.
Mio bisnonno Sante Stival nacque a Summaga, frazione di Portogruaro, il 3 novembre 1887.
Chiamato alle armi il 1° maggio 1916, fu arruolato nel 227esimo Reggimento Fanteria.
 
Morì qualche mese dopo, il 15 agosto 1916, a S. Pietro di Gorizia, lasciando orfana una bambina di tre anni e vedova la moglie in attesa di un bambino, mio futuro nonno, al quale verrà messo il nome stesso del padre.
Durante una ricerca scolastica, presso l’Archivio Storico di Portogruaro, abbiamo avuto la fortuna di trovare la lettera che il comandante dell’80esimo Reggimento Fanteria di Linea inviò al Sindaco di Portogruaro il 7 settembre 1916 perché informasse la famiglia dell’avvenuto decesso.
 
 Forse tali elogi rientravano in una prassi che oggi può suonare anche retorica, ma a noi suoi discendenti piace pensare che quella attestazione di stima sia stata di conforto e abbia un po’ lenito la sofferenza  dei suoi cari.
Il suo nome è inciso sui monumenti ai caduti di Summaga e di Portogruaro, accanto a quello del fratello, Matteo Stival, pure caduto nel 1918 e ai tanti portogruaresi che diedero le loro giovani vite per la Patria.
 
Al termine della cerimonia gli allievi con le insegnanti Emanuela e Patrizia Ortis, hanno posato per una bella foto ricordo con il cavalier Olivo Nogherotto, reduce della Seconda Guerra Mondiale  e presidente dell’Associazione “Combattenti e Reduci di Portogruaro”.
prof.ssa Emanuela Ortis
CStival-MBelli2
lettera Sante Stival morte-1
4nov2014-portogruaro2

Il senso della vita

Scritto da Giulia Maschietto, 2CL il 18 Novembre 2014.

Ognuno di noi ha diverse idee e progetti: c'è chi sogna di viaggiare e vedere il mondo, chi pensa solo a diventare popolare su Facebook o chi si omologa alla società rincorrendone le mode.
Ma su una cosa tutti dovremmo essere d'accordo: la vita è un’esperienza unica, irripetibile e non dovremmo gettarla al vento o sprecarla in cose inutili e superficiali. 
Purtroppo, come è facile intuire guardando la televisione, navigando sui social o leggendo i giornali, non tutti, ma una buona parte di persone, non raccoglie la sfida che la vita pone ad ognuno di noi. Giovani dipendenti dall'alcool o dalla droga, mariti o fidanzati che picchiano o uccidono le proprie mogli o compagne, guerrafondai, dimostrano di non aver compreso appieno il valore della vita.

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