Incontri e riflessioni

Atentado en París del 13 de noviembre de 2015

Scritto da Elisa Pernumian, 5DL il 23 Novembre 2015.

Atentado en París del 13 de noviembre de 2015

7 de Enero. Lo terroristas atacan la sede del periódico satírico de Charlie Hebdo en París:
el balance es de 12 muertos y 11 heridos. La causa? Probablemente algunos dibujos considerados ofensivos por los extremistas islámicos.

13 de Noviembre. Es pánico general por causa de diferentes ataques casi contemporáneos en la capital francesa. Esta vez los lugares golpeados son un restaurante, unos bares, un teatro y la zona alrededor del estadio. Las víctimas son muchas, casi 130 muertos y 300 heridos.
La causa? Todavía no está clara, hay sólo hipótesis.

Chissà che l'amore ci salvi di nuovo

Scritto da Tommaso Fagotto il 18 Novembre 2015.

Chissà che l'amore ci salvi di nuovo

Il giubbotto che avevo era troppo leggero e combattevo per non battere i denti. Ci siamo seduti fuori, ho ordinato un fernet branca, Ludovico un amaro del capo. Cerco l'accendino, lo trovo, tiro fuori una sigaretta, l'accendo. Parlo.
- tu almeno sei felice - mi dice Ludovico.
- non è vero - rispondo
- sì, hai la morosa
- sì, ma non me la dà - dico io
- almeno sai già cosa fare il prossimo anno
- è vero - dico - ma mica sono felice.
Ordiniamo un altro amaro. Accendo un'altra sigaretta. Parliamo di ragazze, al solito, facciamo un nome e lo buttiamo giù con un sorso. Questa sì, questa no, questa... fa male. Poi, ordiniamo un altro amaro. Ci congediamo, e torno a casa. Accendo la TV e sento che c'è stato un attentato a Parigi, seguo l'accaduto su Sky tg24, ma probabilmente mi addormento.
Ora ci sono due uomini seduti al bar, anzi, a guardarli bene sembriamo proprio io e Ludovico. Siamo belli visti da fuori, penso, ed ecco che esce la solita barista bella come la morte, ci porta da bere, ci sorride, ci sorride, ci sorride e ci guarda morire assieme ad altri dieci, venti, sessanta la prima conta, centoventisette il definitivo.

La fine dell'odio sembra sempre più lontana

Scritto da Mattia Calvi, ex-allievo il 15 Novembre 2015.

L'odio non ha religione. Ci insegnano fin da bambini che il cristianesimo è amore, ci insegnano ad amare il prossimo, ma proprio quando questo sembra essere ciò di cui c'è più bisogno, non si vede. Silente a qualunque chiamata, l'amore resta nascosto accanto alla fratellanza. Non esiste più il buono e il cattivo, ora esistono solo "cristiani ed occidente" e "musulmani e medio oriente": gruppi opposti, fazioni. Dalle crociate ad oggi, le battaglie in nome di divinità e pace non hanno tregua, senza nemmeno per un secondo chiedersi se è la cosa giusta, se c'è un'altra via. "O noi o loro". Sembra che quest'idea sia sempre più diffusa.

Persone

Scritto da una persona il 14 Novembre 2015.

Notizia di pochi minuti fa. Un treno nei pressi di Salisburgo è deragliato. Ci sono già dei morti. Ovvio: quelli di ieri sera non bastavano.
Che sia solo una coincidenza (un'orrenda coincidenza)? Probabile.
Il fatto è che troppe persone stanno perdendo la loro vita e troppe volte questo succede perché non si è preparati. Ci sono stati chiari avvertimenti, avevano detto che avrebbero attaccato la Francia, ma come sempre l'indifferenza e il menefreghismo prendono il sopravvento.
''Ehi, hai sentito le minacce che hanno fatto?''
''Minacce? Quali minacce?''
''Dai, quelle che fanno sempre quelli lì dell'ISIS''
''Ah, ma cosa vuoi che sia... tanto non attaccheranno sicuramente noi''
Poi ci si sveglia una mattina, si accende la tv e ... e il disastro è già avvenuto.

Insieme da Papa Francesco

Scritto da La Falca il 12 Ottobre 2015.

Insieme da Papa Francesco

2 ottobre 2015: le 6:45. L’emozione è a mille. Pordenone, Conegliano, Treviso, Mestre, Padova, Bologna, Firenze, e poi, finalmente, alle tredici, ROMA. Roma, con la felicità che ti insegue. Anche se è la quinta volta che ci torno, questa volta Roma mi sembra speciale.
Pomeriggio libero, giro per la città, musei, piazze, sculture, fontane, poi cena con tutto il gruppo. Sì, con tutto il gruppo, perché siamo il gruppo del Banco Alimentare. Gli stessi che l’anno scorso hanno proposto a voi alunni delle scuole superiori di Portogruaro, ed anche a voi del "Belli", di partecipare alla Colletta Alimentare. Siamo a Roma anche grazie a voi, in un certo senso, perché siamo come una grande famiglia. In 100 dal Friuli e dal Veneto, assieme per questa grande “avventura”: il giorno successivo era prevista un’udienza con Papa Francesco, che ha accettato la richiesta di incontrare noi volontari: 15000 domande, ma solo in 7860 sono potuti entrare, e io ero tra questi fortunati. Ero col mio “capo area”, il papà e altre novantasette persone tutte accomunate dallo stesso desiderio di aiutare i più bisognosi.

... 1000 giorni

Scritto da Massimo Bozza il 16 Settembre 2015.

"Buonasera prof, ho scritto questo piccolo pensiero, un piccolo flusso di coscienza ripensando ai 5 anni appena trascorsi :)

Sarà strano non sedersi più tra quei banchi, non svegliarsi più alle 7 di mattina, non fare più le corse per l’ultimo banco. Oggi Alessia non mi scriverà il solito messaggio di inizio scuola: “ massi, mi aspetti fuori che saliamo insieme?” Probabilmente alcuni dei miei compagni di classe non li rivedrò più se non tra qualche anno a qualche cena di classe. Cinque anni sono circa 1825 giorni; di questi 1825, 1000 li ho passati a scuola: 1000 giorni in cui ho conosciuto la mia migliore amica, ho imparato ad accettare le delusioni amorose (Dante docet).

Cura o rispetto del corpo?

Scritto da Ester, 4BU il 13 Giugno 2015.

Sin dalla nascita, ciascun individuo viene educato alla cura del proprio organismo, con lo scopo di garantire a quest'ultimo uno stato di benessere non solo fisico, ma anche psicologico.
Ogni persona necessita di conoscere il proprio corpo e le funzioni delle singole membra che lo compongono. Sono i genitori ad avere questo importante compito ed il modo in cui un bambino sarà abituato a considerare la propria fisicità rispecchierà, in gran parte, la visione degli adulti che lo circondano.

Viaggio ad Hastings

Scritto da Studenti di 2CL e 2DL il 17 Maggio 2015.

Viaggio ad Hastings

Seaside town

We went to the airport together
We thought the trip would last forever
Although our adventure had just begun
We knew we would have a lot of fun.

Hello Hastings, here we come
Visiting the town was fun
We saw the pier, it was so sad
Destroyed by fire, it made us mad.

Today we went to Eastbourne pier
Where the sound of the waves we could hear
At Beachy Head, we felt we were dreaming
The cliffs were high and the sea was gleaming.

We saw a caste made of stones
But inside there were no bones
At Smugglers Cave it was so scary
The darkness there made us all so wary.

Questa bella poesia in lingua inglese è stata composta dagli allievi di 2CL (Boz Serena, Dal Pizzol Carrie Asia, Gabbana Francesca, Rossi Chiarasole, Spagnoli Serena) e di 2DL (Calzavara Mariesol, Mauro Isabel, Zerbin Asia) durante lo stage ad Hastings, Gran Bretagna, nell’aprile scorso. prof.ssa M.R.Bellomo

Mai smesso del tutto

Scritto da Tommaso il 17 Maggio 2015.

Mai smesso del tutto

perderò un altro ultimo treno
porgendoti l'ultimo fiore
purtroppo sono in ritardo
e smetterò di cantarmi bugie

e brucerò tutti i miei scritti

non c'è spalla a cui possa appoggiarmi
metodo che aiuti a studiare
caramella che mi faccia star meglio
perderò un altro ultimo treno

aggiungo la delusione alla lista

e non c'è sbronza che la possa curare
o preghiera che allievi nell'anima
moritura e pungente (soprattutto la sera)
l'escludere dinnanzi alla morte
l'uomo e le sue dignità
ho il diritto di sapere che muoio

ho il diritto di sapere che muoio

e stare in piedi
con le mani in tasca
in silenzio
nei cimiteri
a guardarti inciampare
e mentre cadi si solleva la gonna

mi chiedo perchè
fra tutte ste tombe
e tutti sti fiori

io mi ostini a guardarti il culetto

e mi chiedo perchè, vedi
qui giaccia mio nonno sepolto
dopotutto i miei nodi
vengono al pettine
ci girano intorno
a farne su un cappio

lo sciolgo, con noncuranza
sapessi a me, sapere che muoio
che mi annoio,
sapere il sapore del sale
dell'inutilità, dell'ignoranza
di una vita tranquilla, magari...
di una spiccata caratterizzante lentezza

l'inquietudine, il rifiuto, la fuga
la noia, dattiloscritta,
nei lumi, i pozzi, gli strali,
nei fiori, le fabbriche, i muri
nei bar, alle feste, per terra

il mio ramo spezzato il mio fiorellino sbocciato
dammi la mano, ti sei sbucciata il ginocchio

“e così
fredda”
ti dissi
e subito pensai questa poesia

Tommaso Fagotto

Il primo

Scritto da Alberto Pisano il 17 Maggio 2015.

Il primo

Magre le nuvole non reggono
il fendente del sole nuovo

abbacinato fuori casa
melliflue le narici tendono

occhielli gialli corone bianche
sul giardino intenso s'aprono

scheletrici i rami accolgono
languide generazioni fresche di colori

mentre gli occhi brulicanti stillano
si leva dalla tasca il velo bianco

Soffia forte il naso
Onde sugli scogli fragorose
Sugli scogli infrante

È tornata.

Alberto Pisano

Altre realtà

Scritto da Simone Senes, 5DE il 12 Maggio 2015.

Altre realtà
La Repubblica: “Bilancio sempre più grave. Il premier: - Temiamo diecimila morti -. Primi aiuti, gli americani stanziano dieci milioni di dollari”.
Ansa: “Sono circa un milione i senzatetto dopo il terremoto che ha colpito il Nepal sabato scorso […] Secondo il Centro nazionale delle operazioni di emergenza, circa 6,6 milioni di persone sono state colpite in varia misura dal sisma in 34 distretti”.
Il Secolo XIX: “Terremoto in Nepal, migliaia di morti e feriti, preoccupazione per i senzatetto. […] Sono 39 gli italiani che ancora non sono stati rintracciati”.
 
È questo che si è letto sui giornali meno di un mese fa, dopo la tragedia del 25 aprile, avvenuta nella regione dell’Asia meridionale. Ma non basta la sensibilizzazione rispetto ciò che è accaduto; vorrei farmi promotore di una campagna per sostenere la popolazione nepalese. Sono venuto a conoscenza di questo progetto dopo l’arrivo di un'e-mail da parte di una mia ex prof.ssa di lettere ed ex insegnante del Marco Belli.

Belli - Incontri

Scritto da Redazione il 28 Aprile 2015.

Anche l’Istituto “Marco Belli” ha partecipato all’incontro della Rete delle Scuole Superiori, indetto per commemorare i 100 anni del genocidio degli Armeni e promosso dall’Associazione “Italia–Armenia” di Padova (Relatrice prof.ssa Flavia Randi)
Locandina Artale
Samuel Artale con il Dirigente e Letizia Armellin che gli ha dedicato un brano musicale3
Samuel Artale con le allieve della V BE-3
locandina armeni-2
La relatrice professoressa Flavia Randi-2

La vita è stata generosa con me

Scritto da Maria Giorgia Bianco il 26 Aprile 2015.

La vita è stata generosa con me
Questa frase potrebbe essere detta da un imprenditore che ha fatto fortuna, uno scrittore i cui libri hanno avuto molto successo, uno scienziato che ha scoperto una cura, un ragazzo scelto fra tanti per andare a giocare in una squadra importante, una madre che ha partorito dei figli, una persona che ha visto avverarsi un sogno, uno che dopo anni si è risvegliato dal coma o è scampato a qualche incidente... Invece no: sono parole di Samuel Artale, un ex bambino sopravvissuto agli orrori del campo di sterminio di Auschwitz.
Sembra impossibile da sentire dopo tutto quello che ha visto, subito, vissuto e ha raccontato. Invece queste parole escono proprio dalla sua bocca.

La vita: un dono imprevedibile

Scritto da anonimo il 26 Aprile 2015.

Pochi giorni fa è accaduta una disgrazia che mi ha fatto riflettere molto. Lasciare questo mondo alla sola età di 21 anni, perdendo la possibilità di realizzare tutti i propri sogni, di portare a compimento tutti i propri obbiettivi e di vivere tutto ciò che la vita può donare giorno dopo giorno, è davvero ingiusto. La vita stessa, a volte, è davvero ingiusta. Un momento si è qui e l'istante dopo non lo si è più; il momento prima si progetta la propria vita, si organizzano i piani per il proprio domani con la speranza di riuscire a renderli realtà, a viverli, mentre nell'istante successivo tutto si spegne, scompare eternamente. Questa e molte altre disgrazie di questo genere che si sentono tutti i giorni fanno capire quanto fugace ed imprevedibile sia la vita che, per questo motivo, dovrebbe sempre essere vissuta fino in fondo.

Progetto Kenya 2015

Scritto da Studenti della 3DL il 24 Aprile 2015.

Con questa iniziativa vorremmo illustrarvi una realtà che sentiamo molto vicina e che parla del diritto allo studio per studenti dell' IDP(Internal displaced person, Rifugiati di guerra) della nostra età, che vivono nella zona di Mugunda, in Kenya. 
In seguito ad alcuni scontri tribali dovuti alle elezioni presidenziali del 2007, oltre 9mila persone si sono rifugiate nell'area di Mugunda, dopo aver perso tutto. In questa zona vi è la parrocchia di un prete di Concordia-Sagittaria,

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