È morta Christine

Scritto da Tommaso Fagotto il 06 Agosto 2016.

christineÈ morta Christine. E vabbè, muoiono tutti prima o poi. Anche se poi era abbastanza giovane e cantava Frank Sinatra ai duemila che, ormai, sono in prima o seconda (non so, non ho voglia di fare i calcoli). Però io sei anni fa quando andavo in marina in biblioteca avevo paura di lei. Sì certo che ci vado al funerale, anche se fa caldo; mi ha perfino costretto a cantare nel coro di Natale, io, che del Natale mi piace solo il vino e dei vestiti di babbo natale mi piace solo toglierli.

Sì, ero un po' disastrato, mi vergognavo, ma ogni tanto le portavo anche le borse su e giù per le scale. Aveva delle buone abilità riassuntive; uniche le ore in cui tracciava linee della vita più incasinate di Donnie Darko che però, magicamente, finivano sempre alle meno cinque, e in quei cinque minuti mi interrogava. Sì, me la ricordo, la volta in cui mi ha tirato il gesso (non c'erano ancora le lim, che bello che era); per lei il sabato ci si sbronzava col Bacardi Breezer e si gironzolava per San Stino tutti, anche quelli da Lignano, e una volta mi ha tirato le orecchie perché avevo preso un caffè alla seconda ora.

La mia esperienza di alternanza scuola-lavoro presso la mensa dei poveri di Portogruaro

Scritto da Luca Pallara, 3AA il 21 Giugno 2016.

Pasto BuonoIl due maggio ho iniziato l'esperienza di Alternanza scuola-lavoro. Mi sono presentato alla mensa dei poveri presso il centro “Sandro Pertini” di Portogruaro e ho iniziato subito a disporre le tovaglie, i tovaglioli e le posate in plastica sulle varie tavole. Nei giorni successivi ho servito ai tavoli, ho portato il pane, ho sparecchiato, ho aiutato a lavare le teglie e anche a pulire per terra con la scopa. Durante questa attività ho conosciuto i volontari che lì danno una mano, tutte persone simpatiche, che fanno parte di varie associazioni, tra cui l'Auser e la Croce Rossa.
Ho potuto notare che la mensa è frequentata da diversi tipi di persone: italiani poveri, a volte anche intere famiglie, vecchietti, gente di origine straniera, musulmani. La mensa è frequentata, in media, da dodici persone, quasi sempre le stesse.
Questa esperienza ha confermato la mia idea di crisi economica e di povertà che c'è in Italia ed io mi sono sentito e mi sento fortunato rispetto a queste persone...
Svolgere questa attività di Alternanza scuola-lavoro mi ha reso felice perché ho dato una mano alle persone più in difficoltà e mi ha anche aiutato a cercare di sconfiggere la mia timidezza.

All'infinito

Scritto da Elisa, 5DL il 07 Giugno 2016.

All'infinito

È arrivato il primo anno di liceo. Prima verifica, prima delusione, primo amore. Forse un po’ tutti troppo occupati a pensare “cinque anni non passeranno mai” per capire che stanno già passando. Dai quattordici ai diciannove senza accorgersene, e in mezzo l’immensità di ciò che è successo, di come siamo cambiati. Irriconoscibili.

È arrivato l’ultimo anno di liceo. Ultima interrogazione, ultimo lunedì di scuola, ultimo autobus da prendere. Forse un po’ tutti troppo ansiosi per gli esami per poter ricordare, o meglio per apprezzare davvero, tutto ciò che c’è stato prima di queste ultime volte.

La mia esperienza di teatro

Scritto da Luca Pallara, 3AA il 13 Maggio 2016.

La mia esperienza di teatro
Da novembre, il mercoledì, frequento il corso di teatro.
Mi è stato proposto dalla scuola e ho deciso di partecipare per provare una nuova esperienza.
 
L’ attività di teatro inizia alle ore quattordici e finisce alle sedici, si svolge presso la palestra dell’istituto “Luzzatto”. Vengo accompagnato dai miei genitori e, quando arrivo, trovo Alessandro, l’educatore, che mi aspetta. Sono già lì anche gli altri istruttori. Uno si chiama Stefano, è un attore che ha realizzato vari film in tv, è di statura media, simpatico, snello, ha i capelli grigi, parla tanto e fa battute divertenti. L’altra operatrice si chiama Martina, è giovane, ha i capelli neri, portamento dritto e voce allegra.
Altri studenti con cui faccio teatro sono Alex, un ragazzo simpatico, Ludovica, di statura media e piuttosto silenziosa, Edoardo, alto, simpatico e sorridente e, infine, c‘è Samuel, capelli neri e sempre allegro.

Congratulazioni Eleonora!

Scritto da Studenti 3AU il 08 Maggio 2016.

Congratulazioni Eleonora!
La nostra compagna di classe, Eleonora Brichese, è stata premiata come atleta dell’anno, per l’impegno ed i risultati raggiunti, da Johnny Minoia, vicepresidente della “Fondazione Caorle Città dello Sport”, durante la cena che si è tenuta giovedì 28 aprile 2016, organizzata dall’ “Associazione Festeggiamenti Sansonessa” in collaborazione con il Comune di Caorle.
Eleonora è impegnata nella stagione sportiva con l’associazione “Union Volley Jesolo” nel campionato under 18 e serie B2.
Brava, Eleonora!
I tuoi compagni di classe 3AU
 
Nella foto, al centro,  Eleonora Brichese, ai lati i due allenatori, Arianna Guiotto e Stefano Polato.

Crescita numerica, decadenza umana

Scritto da Michele Grotto il 07 Luglio 2016.

Crescita numerica, decadenza umana

Ho ascoltato e letto numeri, come ogni volta. L'ennesima volta. Poi, però, ho lasciato perdere. Perché i numeri dicono tanto e dicono niente. I morti perdono nome e diventano cifre. E sprofondano nell'indifferenza, cadono, non si reggono. Proprio come i corpi senza vita di Dacca e Baghdad, proprio come i barconi nel mediterraneo e come l'Airbus dell'Egyptair. Forse con i numeri cerchiamo un'anestesia contro tutto questo sangue. Forse per stare in superficie. Magari a qualcuno va bene così. Per stare in superficie in un'era di "progresso" - a volte, troppe volte, un termine usato a sproposito - e di decadenza. Decadenza da un punto di vista umano.

È arrivata la fine

Scritto da Giada, 5BL il 07 Giugno 2016.

È arrivata la fine. Un' altra.
Ma quanti momenti di "fine" ho dovuto affrontare finora?
La fine dell' asilo e il conseguente diploma, la fine delle elementari e le foto ricordo, la fine delle medie che chissà perché mi sembrava la fine di tutte le mie amicizie, la fine di rapporti con persone che amavo che hanno lasciato un buco incolmabile proprio sulla bocca dello stomaco. Ormai so che ogni fine è necessaria, che significa cambiamento e che porta con sé qualcosa di più grande (Hegel docet), ma siamo pronti per la fine? E soprattutto, siamo pronti per quello che verrà dopo? Non c'è tempo per le esitazioni, bisogna essere pronti, sì, senza incertezze.
In bocca al lupo ai maturandi e a tutti quelli che hanno una fine fa affrontare. Ci vediamo dall' altra parte.

Una festa molto particolare: il Capodanno cinese

Scritto da Nada Fanotto 3DL il 05 Giugno 2016.

Il capodanno cinese, anche chiamato festa di primavera in quanto segna il passaggio alla primavera, è la festività più importante in Cina, paragonabile al Natale per noi.

Quest'anno il 25 dicembre ero a scuola come se fosse un giorno come gli altri, perché effettivamente per i cinesi lo è, ma in compenso ho avuto l'opportunità di festeggiare l'inizio del nuovo anno lunare.
Durante questa festività un miliardo di persone si sposta da una parte all'altra della Cina per riunirsi ai parenti lontani, creando uno dei movimenti migratori più grandi al mondo.
È frequente infatti che membri della stessa famiglia risiedano in città molto lontane tra loro e le persone anziane vivano in vecchi villaggi dispersi nelle campagne cinesi.

Apparire

Scritto da anonimo il 13 Maggio 2016.

Penso che la moda legata alla voglia di apparire dei giovani sia un tema piuttosto complicato.
Tutti sappiamo quanto noi ragazzi vogliamo apparire belli o disinvolti di fronte ad altre persone. Tutti sappiamo quanto facciamo spendere ai nostri genitori per comprare una maglietta o un pantalone che è alla moda, ma che tra neanche un anno non lo sarà più. Ma perché? Perché vogliamo comprare qualcosa solo perché tutti ce l'hanno, solo per essere alla moda?

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